Jacopo Larizza, classe 1998, dopo l’esperienza fatta l’anno scorso a Bergamo in A2, ritorna a giocare in Superlega alla corte di mister Di Pinto.
Due stagioni fa hai giocato nella squadra che abbiamo incontrato nella prima giornata di campionato, la Lube Civitanova. Come ti sei trovato?
“Mi son trovato bene perché comunque ero a casa, infatti, oltre ad avere la casa a Civitanova, avevo la mia famiglia a Macerata, a 20 minuti di strada. Ho iniziato a giocare a pallavolo a 6 anni col minivolley nella Lube, ho fatto tutte le giovanili. Quindi era un ambiente conosciuto e in più è stato anche il coronamento di un sogno e un obiettivo poter essere in prima squadra alla Lube.”
Tu sei una forte presenza a muro ed esplodi in attacco, con la Lube sei arrivato al primo grande miglioramento con la vittoria della Coppa Italia e dello Scudetto. Che sensazioni hai provato?
“Sicuramente molto belle, quando inizi a giocare hai sempre quel sogno di arrivare e di vincere qualcosa in serie A, come può essere uno Scudetto o la Coppa Italia. Quell’anno lì vincemmo sia Scudetto che Coppa Italia ed è stato davvero unico. Poi lo Scudetto per me aveva un valore particolare, perché un mese esatto prima avevo perso mio padre, quindi è stato molto emozionante.”
Poi sei arrivato a giocare a Bergamo in A2 e anche qui hai vissuto una stagione da protagonista nel reparto centrali. Come è andata quest’esperienza?
“E’ stata una bella annata. Ero andato a Bergamo, perché c’era il progetto di vincere la serie A2 per poi fermarsi in serie A1. Abbiamo vinto la Supercoppa, primi in regular season, con più di 10 o addirittura 15 punti. Poi purtroppo ci è stato fatale il tie-break ai vantaggi in gara 3 della semifinale, perché la finale era vincere 2 gare su 3, ed è stato beffardo, dopo aver avuto noi 5 match point, perdere al primo della squadra avversaria, Reggio Emilia. Però è stata un’ottima annata perché appunto, venivo da un anno alla Lube dove avevo trovato poco spazio in campo, invece a Bergamo ero protagonista e c’era un bel progetto di vincere il campionato, per poi appunto fermarsi in Superlega. Mi è dispiaciuto che non siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo fondamentalmente per un pallone.”
Dopo Bergamo, sei arrivato a Taranto. Che ambiente hai trovato e come ti stai trovando?
“A Taranto mi sto trovando bene, soprattutto con i ragazzi, abbiamo un bel gruppo squadra, siamo un bel gruppo sia dentro che fuori dal campo. Mi sto trovando molto bene anche con la città. Sapevo che era una bella realtà, perché, oltre a conoscere anche già Falaschi, mi avevano parlato bene di tutto l’ambiente, della società, della città e ne ho trovato riscontro da quando son venuto giù a fine luglio.”
Dopo un avvio di campionato non tanto facile, dove avete perso le prime due partite, sono iniziate ad arrivare le prime vittorie, una in casa e una in trasferta. Che clima c’è dopo queste due vittorie?
“Sicuramente c’è entusiasmo, siamo tutti molto felici, soprattutto carichi, perché comunque abbiamo iniziato gli allenamenti molto presto, verso i primi di agosto e dopo due mesi di preparazione, dove ti alleni tutti i giorni, fai praticamente doppio allenamento e dai il massimo, volevamo raggiungere la vittoria e togliere lo zero dalla classifica e ci siamo riusciti con il Monza. Poi abbiamo fatto una bella partita a Verona, una partita tosta, dove abbiamo ottenuto altri 2 punti e vogliamo continuare su questa strada. Adesso abbiamo l’occasione di giocare tra le mura amiche al Palamazzola e vogliamo sfruttare questo buon momento con il fattore campo per continuare a crescere, a migliorare e a portare a casa punti.”
Domenica avete conquistato 2 punti importantissimi e giocato un tie-break tiratissimo fino all’ultimo punto.
“Secondo me è stata una partita strana, perché ci son stati molti capovolgimenti su ogni fronte, spesso erano avanti loro, poi andavamo avanti noi. Però è stata una partita in cui noi abbiamo giocato con il giusto spirito, il giusto carattere, siamo stati bravi soprattutto a giocarla sotto l’aspetto della furbizia e della tecnica, piuttosto che sotto l’aspetto della forza fisica. Loro sono praticamente la squadra più alta del campionato e sapevamo che se l’avessimo messa sotto l’aspetto fisico, avremmo rischiato di prendere una sonora sconfitta. Invece siamo stati molto bravi e non abbiamo mai mollato, anche al tie-break siamo riusciti a spuntarla. Poi diciamo che la trasferta ha avuto qualche intoppo nel viaggio e ancor di più volevamo dare un senso al tutto e portare a casa i punti.”
Durante la partita c’è stato un alternarsi di set, ma siete riusciti a tenere testa e ad avere la meglio all’ultimo. Come vi sentivate nel sapere di dover affrontare degli avversari così imponenti fisicamente?
“In settimana ci siamo allenati bene, abbiamo studiato la partita, abbiamo visto quali potevano essere i loro punti deboli. Secondo me la preparazione è stata eseguita nella maniera giusta e abbiamo fatto quello che dovevamo fare: cercare di regalare meno punti possibili, commettendo meno errori sia in attacco che in battuta, allungare gli scambi quando la situazione non era ottimale per noi e giocare d’astuzia. L’abbiamo preparata bene, siamo riusciti anche a dimostrarlo in campo sabato. Sapevamo che sarebbe stata tosta mq anche che, se avessimo seguito le indicazioni del coach e se avessimo giocato uniti tutti insieme da squadra, avremmo poi potuto raggiungere questo risultato con la vittoria.”
Dopo queste due vittorie, con che mentalità e spirito preparerete la gara interna contro il Padova?
“Abbiamo ripreso stamattina la settimana di allenamenti con la seduta pesi e nel pomeriggio andiamo al palazzetto. Credo che siamo tutti entusiasti dei risultati ottenuti nelle ultime due partite, soprattutto l’ultima e vogliamo assolutamente continuare su questa strada, cercando di dare continuità ai risultati che stiamo ottenendo.”
Quali sono gli obiettivi di quest’anno, sia tuoi che della squadra?
“Gli obiettivi della squadra son dichiarati. L’obiettivo principale, senza nascondersi, è stato già ribadito più volte sia dai miei compagni di squadra che dallo staff, è quello della salvezza e della permanenza di Taranto nel massimo campionato Italiano di Pallavolo, la SuperLega e poi pian piano si vedrà. Il mio personale obiettivo sicuramente è quello di continuare a migliorare, crescere e dimostrare a me stesso e in generale che posso stare in SuperLega, che il mio livello è questo campionato qui e non voglio fermarmi.”
Francesca Raguso













