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Taranto-Potenza 2-0, la fotogallery

Serie C/C, è sempre più il Taranto del “Totem” Capuano. Battuto anche il Potenza

Il Monopoli nonostante il cambio in panchina non va oltre il pareggio per 2-2. Rullo compressore Catanzaro, ormai non si ferma più

La 10^ giornata, nelle previsioni interlocutoria, ha nuovamente portato delle sorprese che hanno interessato, particolarmente la zona bassa della graduatoria, ovvero la zona play out e quella per la diretta retrocessione nella serie D. Nell’ordine, nella lotta alla promozione diretta alla serie C, il Catanzaro di Vivarini, nel suo ruolo di rullo compressore, al Ceravolo, ospitando la Juve Stabia ha impiegato solo un quarto d’ora, ovvero dal 40° del primo tempo, al 10° della ripresa , quando, un goal di Tentardini ed un rigore di Iemmello erano sufficienti per superare una Juve Stabia che, in fase involutiva, subiva la seconda sconfitta di seguito in trasferta (intervallate dal pari casalingo con il Foggia) che sta facendo scivolare i campani, verso la parte bassa della griglia play out. Il Crotone, il più immediato inseguitore, a Torre del Greco, in una partita dai toni rocamboleschi, superava per 4 a 2, una Turris che sembra, da alcune settimane aver smarrito la identità di squadra esperta, ma sbarazzina, con propositi di ben figurare in campionato. L’attacco dei pitagorici ha chiuso la possibilità a Maniero e compagni di poter replicare alle micidiali offensive dei calabresi ed il punteggio finale attestava la netta superiorità dei rossoblù di Lerda. Alle spalle della coppia calabrese, il Pescara, ritornato all’Adriatico dopo il pari esterno con il Giugliano, impiegava quaranta minuti ed un rigore di Lescano, per sbloccare il match con il Cerignola di Pazienza che era, ancora una volta sfortunato, perché abbonato alle traverse (due contro il Taranto ed una nel match contro gli abruzzesi), pugliesi incapaci non tanto di reagire, ma di essere pericolosi ed incisivi in zona offensiva ed infatti, il due a zero, confezionato prima della mezz’ora della ripresa, certificava il momento non tanto felice degli ofantini, comunque ancora in zona di classifica interessante. Il sorprendente Latina, atteso in Sicilia al confronto, sulla carta abbordabile, contro il fanalino di coda Messina, si trasformava in un “cappotto” di dimensioni consistenti, non tanto nel punteggio, ma nell’approccio letteralmente sbagliato dei pontini che, sommato alla voglia dei peloritani di conquistare punti, ad ogni costo, determinavano il risultato a sorpresa tanto per le posizioni di vertice che in quelle per la retrocessione diretta in serie D. Il Monopoli del neo tecnico Pancaro, si recava a Pontedera, in casa del Monterosi, con obbiettivo tre punti e ripresa della marcia verso le migliori posizioni della griglia play off. La gara iniziava subito in salita per lo svantaggio maturato nei primi minuti del match poi, i pugliesi, riuscivano a pareggiare abbastanza velocemente e, all’intervallo, il risultato di 1 a 1 appariva abbastanza giusto. Nella ripresa, dopo il ventesimo, il panchinaro Falbo, portava in vantaggio i biancoverdi e sembrava che il peggio fosse passato, ma nel quarto minuto di recupero i laziali riuscivano a pareggiare e portare a casa un punto, ad un certo punto, insperato. Nelle posizioni play off, altro match che aveva un certo interesse era il derby campano, partenopeo salernitano tra il Giugliano e la Gelbison, ma al Partenio Lombardi di Avellino, alla fine della contesa, prevaleva la sana divisione della posta che consentiva ad entrambe le formazioni di muovere la classifica, assolutamente interessante per due neopromosse. Nella zona play out, il match dello Iacovone tra Taranto e Potenza rivestiva un’importanza particolare, in quanto gli ionici erano reduci dal pareggio di Cerignola, mentre i lucani avevano ottenuto tre punti superando la Turris, comunque accreditata in classifica. Gli innesti dal primo minuto di Labriola e Diaby (assente dal match interno vittorioso contro l’Andria), dopo pochi minuti (tre per la precisione), indirizzavano l’esito verso i tarantini, grazie all’incornata, successiva ad angolo, di Antonini. Ospiti molto guardinghi e poco pericolosi, se non in una circostanza dove il “muro” Vannucchi riusciva a chiudere su Caturano, portando i padroni di casa, all’intervallo, in vantaggio. Nella ripresa, dopo sei minuti, una bordata da oltre venticinque metri, perforava la porta difesa da Gasparini e, il due a zero, sembrava essere una sentenza per gli ospiti. Nonostante vari tentativi, velleitari di accorciare le distanze era ancora una volta Vannucchi ad ergersi a muro contro l’attacco lucano e la vittoria finale, ben confezionata, faceva piombare gli ionici all’ 11° posto. Intanto, a Francavilla, l’Avellino del neo tecnico Rastelli, in modo rocambolesco espugnava la Nuova Arredo Arena, poiché dopo essere andato in doppio vantaggio, veniva raggiunto sul pari e solo nel finale, a sei minuti dal novantesimo, passava definitivamente in vantaggio, ritornando in Irpinia con tre punti fondamentali. A Foggia, altro match importante, quasi della vita tra i satanelli di Gallo e i bianco azzurri di Cudini che, come da cliché visto nelle precedenti trasferte, prima passavano in vantaggio, con Candellori, poi, nella ripresa, nei primi venti minuti, erano ribaltati e tornavano, in terra federiciana, con un pugno di mosche in mano, vanificando la vittoria conquistata, nel turno precedente contro il Messina. A Picerno, intanto, la formazione melandrina di Longo, si accontentava di un nuovo pareggio contro la Viterbese, punto che seppur utile ai lucani, non consentiva agli stessi di uscire dalla zona play out out, anzi l’ultimo posto, adesso, dista soltanto un punto. Delusione totale quindi per il club e tutto l’ambiente picernese, ma è il futuro che preoccupa e gli interrogativi sulla conduzione tecnica, inizialmente efficace e redditizia, cominciano a stagliarsi nei cervelli degli addetti ai lavori picernesi e nella tifoseria tutta.

CATANZARO – JUVE STABIA: il Catanzaro supera anche la Juve Stabia con una rete per tempo e, in una serata velata da tristezza per la tragica fine di tre fratelli carbonizzati in un rogo avvenuto in un appartamento del Capoluogo calabrese, prosegue la sua marcia inarrestabile. Al 3’, su corner di Vandeputte, calciava Iemmello ma la palla terminava di poco alta, al 23’, azione in velocità del Catanzaro con palla a Biasci che liberava un destro che terminava a lato. Ancora Catanzaro al 34’ con Vandeputte che arrivava alla conclusione dal limite dell’area impegnando Russo in parata bassa. La rete che scompigliava i piani alla Juve Stabia arrivava al 40’. Tentardini alto sulla corsia macinava, scambiava con Biasci e liberava un sinistro che trovava lo spiraglio giusto sbloccando il risultato e chiudendo, di fatto, il primo tempo. Nella ripresa, nonostante i cambi di Colucci, l’inerzia non cambiava ed era sempre il Catanzaro a fare la partita. Al 5’ Martinelli, appostato sul primo palo, colpiva di testa sul corner di Vandeputte, ma la palla terminava fuori. Al 9’ un episodio che orientava definitivamente la gara col rigore accordato dall’incerto Calzavara per una spinta di Scaccabarozzi su Ghion. Iemmello s’incaricava della trasformazione del rigore che risultava impeccabile. Sul 2-0 era facile gestire la fase discendente per il Catanzaro che attaccava a sprazzi, mentre la Juve Stabia non andava oltre una conclusione terminata alta da parte di Maselli. Le Vespe rimanevano anche in dieci per l’ingenuità commessa in attacco da Caldore e questo spegneva ulteriormente le velleità ospiti. Il finale regalava altre emozioni grazie alle conclusioni di Iemmello, Scognamillo, Cianci e Vandeputte ma la Juve Stabia si salvava. Al termine il pubblico, rimasto in silenzio per tutta la gara esplodeva in un fragoroso incitamento alla squadra, sempre più prima in classifica, mentre i tifosi della Juve Stabia, arrivati in quaranta con uno striscione di solidarietà, applaudivano la propria squadra in un clima surreale.

TURRIS – CROTONE: importante vittoria del Crotone che, in trasferta a Torre del Greco, batte la Turris calando un poker d’autore, degno figlio di una prestazione da grande squadra. Buona partenza per gli ospiti che si intravedevano in avanti con una giocata di Kargbo, il destro era alto rispetto allo specchio difeso da Perina. Il calciatore rossoblù ci riprovava poco più tardi, ma Frascatore era attento e sporcava la traiettoria. All’8’ era Tribuzzi a chiamare in causa l’estremo difensore, sul versante opposto ci provava Leonetti ma Giron si opponeva. I ritmi erano alti e per i calabresi c’era da segnalare il tentativo di Gomez. Al 13’ si sbloccava il risultato in favore dei campani. Leonetti si metteva in evidenza con un tiro che diventava un passaggio, Maniero si fiondava in zampata e superava Branduani. Il Crotone sfiorava il pareggio con un colpo di testa di Gomez e con una doppia giocata di Chiricò che non aveva fortuna. Di mezzo, da menzionare uno stacco di Maniero neutralizzato dal portiere. In pochi minuti, gli Squali ribaltavano completamente il parziale. Al 30’ era Kargbo a fissare il pareggio con una botta ravvicinata. Passavano pochi secondi e, sugli sviluppi di un angolo, Gomez bucava nuovamente Perina. Nel finale di frazione, Haoudi con la conclusione a giro andava vicino al bersaglio. Al rientro in campo, Leonetti cercava di scuotere i suoi con una giocata personale: la retroguardia di Lerda allontanava la minaccia. AL 51’ il Crotone siglava altresì la terza marcatura di giornata con Tribuzzi che s’involava verso l’area dopo l’anticipo di Di Nunzio su Gomez, saltava Frascatore e beffava Perina. Al 54’ Kargbo tentava di infilare il portiere dalla lunga distanza, la parabola terminava di poco alta sopra la traversa. Trascorrevano due minuti e Haoudi calciava dal limite, il rasoterra era forte ma centrale: facile preda di Branduani. Al 58’ acrobazia di Maniero in seguito a una battuta dalla bandierina, la girata era imprecisa. Al 64’ uscita di Branduani che anticipava Santaniello, il pallone giungeva tra i piedi di Maniero che non riusciva ad inquadrare lo specchio. Al 68’, su suggerimento di Boccia, Santaniello si coordinava in rovesciata ma mandava alto. Al 72’ Maniero riapriva la contesa: l’ex Avellino sovrastava Giron e di testa batteva il guardiano ospite. Al 76’ il Crotone sfiorava il poker: colpo di testa di Kargbo su un angolo, Perina era superato ma Boccia salvava. All’80’ i calabresi chiudevano definitivamente i conti col 2-4 di Chiricò che finalizzava il passaggio di uno scatenato Kargbo. Si spegneva così il match del Liguori, per la Turris si trattava del quarto ko in campionato: il Crotone rispondeva al Catanzaro e teneva il passo.

PESCARA – AUDACE CERIGNOLA: dimenticata la delusione di martedì scorso, il Pescara riprendeva la sua corsa in campionato battendo con un secco 2-0 la matricola Audace Cerignola, segnando un gol per tempo. La squadra di Colombo meritava, pur rischiando qualcosa, e trovava anche il gol del bomber di scorta Vergani, che chiudeva il match. Il Pescara pronti via trovava davanti a sé una rete fittissima di maglie gialle dei pugliesi, schierati bassi e con linee strettissime, in cui era quasi impossibile infilarsi per imbastire azioni offensive. Ci volevano, però, pochi minuti per iniziare a sgretolare il muro. Crescenzi sulla sinistra (prima da titolare) per poco non andava a pescare Lescano sul primo palo, anticipato dal portiere. Poi toccava a Desogus andare in fuga sulla sinistra e mancare, per eccesso di egoismo, l’assist per lo smarcato Cuppone sul versante opposto. Al 17’ la prima vera palla gol del Pescara: il solito Mora sulla trequarti dipingeva il passaggio per l’accorrente Desogus: tocco aereo in bello stile, palla che scavalcava Saracco, ma si spegneva qualche centimetro fuori dallo specchio.
Attivissimo il ventenne del Cagliari, che Russo sulla sua corsia non riusciva ad arginare nella prima fase del match. Scatto sul fondo, cross che Saracco non riusciva a trattenere, Cuppone mancava il tap in sotto porta, disturbato dai difensori avversari. Per il portiere del Cerignola era una giornata di straordinari. Ancora Desogus lanciato in porta da Mora, il diagonale rasoterra da ottima posizione si spegneva sul fondo, con l’Adriatico tutto in piedi. Pescara tambureggiante prima della mezzora. Il destro di Lescano dalla distanza, potente ma centrale, era respinto a fatica da Saracco. L’italoargentino non entrava benissimo in partita e la conferma arrivava sul colpo di testa da due passi incredibilmente schiacciato fuori, con il portiere battuto. La partita si spegneva per dieci minuti, con il Cerignola che cercava di riprendere il controllo delle operazioni. Ma il Pescara era sempre in agguato e, sulla spinta di Russo che travolgeva in area Crescenzi, trovava lo spunto per sbloccarla: rigore sacrosanto, Lescano implacabile. Uno a zero. Il secondo tempo era vivace e ricco di episodi. Come il potenziale rigore non fischiato su Malcore, ammonito per simulazione tra le proteste pugliesi (espulso il direttore dell’Audace Elio Di Toro, ex giocatore del Delfino). Dopo 13’ Crescenzi poteva chiuderla, ma mancava l’aggancio con il pallone davanti alla porta rimasta vuota per l’uscita incerta di Saracco. Il Cerignola non usciva dalla partita, pur rischiando. Al 20’ con un gran destro di D’Andrea, gli ospiti sfioravano il pari: la traversa diceva no all’attaccante pugliese. Smaltita la paura, la squadra di Colombo decideva di chiuderla: Crescenzi come un treno sulla sinistra, palla al centro con velo di Desogus che liberava Vergani all’altezza del dischetto del rigore. Il rasoterra a colpo sicuro del giovane bomber appena entrato faceva esplodere l’Adriatico. Non succedeva più nulla nel finale, per il Pescara settimo risultato utile consecutivo (ottavo compresa la Coppa Italia).

ACR MESSINA – LATINA: grande risposta del Messina, che si è imposto, allo stadio “Franco Scoglio”, per 4-1 sul Latina nella 10^ giornata del campionato di serie C. Seconda vittoria stagionale per i giallorossi, che hanno interrotto, così, la striscia negativa di tre sconfitte di fila, rivedendo la luce al di là del tunnel. Ospiti pericolosi in avvio di gara: su calcio d’angolo, Carletti colpiva di testa il pallone, che centrava la traversa. Scampato il pericolo, la squadra peloritana prendeva coraggio, facendosi vedere più volte nell’area avversaria. Al 34’ Catania concludeva colpo sicuro da favorevole posizione, ma Cardinali era prodigioso nella deviazione. Era il preludio al vantaggio dei padroni di casa, realizzato (41’) proprio da Catania, su assist di Balde. Prima dell’intervallo, clamoroso errore della difesa laziale, che spalancava la strada al raddoppio di Iannone. Ad inizio ripresa, il rientrante Lewandowski era bravo sul tiro di Carletti. Il portiere polacco bloccava poi in due tempi il tentativo di Tessiore. Sull’altro fronte, Catania calava il tris (12’), insaccando la sfera con una girata sottomisura. Nei restanti minuti, si sommavano le ammonizioni e gli infortuni di Versienti (rimpiazzato da Fiorani) e Angileri (dentro Ferrini). Carletti riduceva le distanze al 40′, ma l’onnipresente Fiorani riportava, nel recupero, a +3 il Messina con il gol che completava il tabellino del match.

MONTEROSI TUSCIA – MONOPOLI: sfuma proprio al fotofinish il ritorno alla vittoria del Monopoli e di conseguenza il primo successo del neo-allenatore Giuseppe Pancaro, al debutto sulla panchina del club. I biancoverdi infatti, allo stadio Rocchi di Viterbo, coglievano un 2-2 contro il Monterosi: ad andare in vantaggio erano proprio i padroni di casa, con il gol di Verde al 13′ a cui seguiva la replica di Piccinni al 19′; nella ripresa i biancoverdi effettuavano il sorpasso grazie a Falbo (58′), ma al 94′ Tolomello ristabiliva definitivamente l’equilibrio. Il Monopoli saliva così a quota 14 punti in classifica, gli stessi ottenuti da Turris, Giugliano e Juve Stabia.

GIUGLIANO – GELBISON: dopo la sconfitta interna di misura martedì, con il Monterosi, la Gelbison tornava in campo contro il Giugliano. La prima vera occasione del match giungeva al 9′ con Salvemini, per il Giugliano, che concludeva di poco a lato. Gli ospiti rispondevano al 25′ con Faella e al 43′ con De Sena ma Sassi, portiere dei locali, respingeva di pugno. Prima di tornare negli spogliatoi, però, Graziani portava avanti la Gelbison direttamente da calcio d’angolo con una battuta che sorprendeva Sassi. Nella ripresa al decimo minuto Ghisolfi costringeva D’Agostino agli straordinari con Piovaccari, avanti dei padroni di casa, a provare a creare scompiglio nella trequarti avversaria. La Gelbison teneva il vantaggio sino a 10 dalla fine quando un tiro di Nocciolini colpiva la traversa con Salvemini a spingere in porta da pochi passi. Poco prima del 90′ ancora Nocciolini sprecava una buona opportunità da ottima posizione, termina cosi 1-1 con le due squadre a dividersi la posta in palio.
TARANTO – POTENZA: allo Iacovone, il Taranto di Capuano scendeva in campo, contro il Potenza con due importanti novità. Diaby e Labriola erano schierati sin dal primo minuto e questa mossa, senz’altro, spiazzava l’allenatore Siviglia, galvanizzato comunque dalla vittoria ottenuta, al Viviani, contro la Turris. Dopo tre minuti, da calcio d’angolo era Antonini ad anticipare i difensori lucani ed incornando, di precisione, batteva il portiere Gasparini. Si aspettava, da questo momento, la naturale reazione dei potentini, ma l’attenta difesa ionica chiudeva tutti i varchi e, quando Caturano aveva la possibilità di battere a rete, era Vannucchi ad essere il “muro” umano, invalicabile. Il vantaggio maturato nel primo tempo, non garantiva la certezza di portare a casa il risultato ed infatti, nella ripresa, gli ionici , all’arrembaggio, con giudizio, dopo sette minuti, inaspettatamente, trovavano il goal del 2 a 0. Era Romano che da oltre venticinque metri, scoccava un tiro, balisticamente, preciso che si infilava alla sinistra di Gasperini, tra lui ed il palo sinistro, con traiettoria che sommata alla violenza della calciata, rendeva imparabile il pallone. Si attendeva, ovviamente, la reazione dei rossoblù lucani per la classica rete della bandiera che avrebbe potuto riaprire il match ma, l’imprecisione dell’attacco ospite, sommata ad una mancanza di inventiva del centrocampo, schierato da Siviglia, nonché il baluardo difensivo di Vannucchi, congelavano il risultato che permetteva a Capuano e ragazzi di vincere la quarta gara consecutiva in casa e di aver subito un solo goal, nelle ultime cinque gare contro i cinque realizzati, ma soprattutto essere posizionati a cavallo tra la zona play off e quella cuscinetto tra play off e play out, con tredici punti in classifica esattamente tre in meno rispetto alla passata stagione nella stessa giornata.

VIRTUS FRANCAVILLA – AVELLINO: alla Nuova Arredo Arena l’Avellino batteva in trasferta la Virtus Francavilla per 3 a 2. Nel primo tempo gli ospiti cominciavano bene la partita riuscendo a passare in vantaggio al 14′ grazie alla rete messa a segno da Trotta e trovando poi il gol del raddoppio al 18′ per merito di Illanes con un colpo di testa su assist di Franco. I padroni di casa reagivano accorciando le distanze al 31′ con il gol di Maiorino, arrivato direttamente su calcio di punizione. Nel secondo tempo, i biancazzurri ripristinavano l’equilibrio con il gol di Cardoselli al 47′. Nell’ultima parte dell’incontro ci pensava Dall’Oglio a riportare definitivamente avanti i Lupi con il gol realizzato all’84’. I tre punti guadagnati quest’oggi consentivano all’Avellino di portarsi a quota 11 nella classifica del girone C della Serie C, agganciando in questo modo i diretti rivali di giornata della Virtus Francavilla, rimasti appunto fermi a 11 punti.

FOGGIA – FIDELIS ANDRIA: non aveva mai segnato più di un gol in una partita il Foggia. Ne faceva tre contro la Fidelis Andria, in una partita dai due volti. Impacciata e ben imbrigliata dalla formazione ospite, nel primo tempo, gagliarda e determinata nella ripresa. Per la seconda volta in pochi giorni i rossoneri si trovavano a reagire di fronte a uno svantaggio, mostrando quel carattere che l’allenatore e la piazza chiedevano dopo l’inizio horror. La Fidelis Andria ci metteva poco a dimostrare che il 3-0 rifilato al Messina non era stato il frutto della tipica giornata perfetta. C’era del buono nel 3-5-1-1 di Cudini, squadra fisica ed equilibrata, che non disdegnava il palleggio laddove si presentasse l’opportunità. Contro una squadra disposta praticamente a specchio, che azzerava gli spazi e accorciava le linee, il Foggia riscopriva le antiche incertezze che sembravano perdute. La soluzione Ogunseye non portava frutti, anche perché i rifornimenti per gli attaccanti arrivavano col contagocce, ma anche l’ex Modena non sembrava un campione di furia agonistica. La differenza principale fra le due squadre, stava nella utilità delle mezzali. Perché Candellori e Paolini sapevano attaccare bene lo spazio, sfruttando i movimenti a tutto campo di Urso e Bolsius. Tra i padroni di casa, Frigerio era più efficace nei recuperi che nella proposta, mentre Di Noia sembrava quasi impegnarsi a sbagliare tutto lo sbagliabile. Alla fine, i rossoneri mettevano a referto solo conclusioni fuori dallo specchio, come quella di Sciacca al quarto d’ora, o di Frigerio poco dopo (su cross di Nicolao) e, per ultima, l’imprecisa volée di D’Ursi in pieno recupero. Anche la scelta di Nicolao a destra non portava benefici. Perché l’ex Latina si trovava costantemente raddoppiato quando doveva spingere e, nel contempo, garantiva meno copertura in fase passiva. Non era un caso se la Fidelis sceglieva proprio il suo versante per attaccare. Ed era proprio sulla destra rossonera che gli ospiti confezionavano l’azione del vantaggio. Il movimento a uscire dei due attaccanti levava i riferimenti al terzetto difensivo rossonero. Urso veniva incontro, Bolsius si allargava e metteva al centro; la chiusura di Malomo era imperfetta quanto bastava per agevolare Candellori, che beffava Nobile. Era il 32′. Lo stesso estremo difensore salvava il risultato su una transizione rapida, che pescava la difesa rossonera alta e scoperta. Bolsius gigioneggiava troppo (per fortuna) e quando provava a incrociare trovava la ‘pedata’ dell’ex Francavilla. A Gallo toccava anche spendere un cambio poco prima della fine, quando Malomo dava forfait e lasciava il campo a Di Pasquale. Un episodio, il gol di Rizzo al 2′ sugli sviluppi di un corner, dava l’abbrivio ad un’altra partita. Anche perché il Foggia, senza cambiare uomini, cambia e tanto nell’atteggiamento. La furia rossonera è esaltante, quasi violenta. C’è poi la metamorfosi tecnica dei giocatori chiave, come Petermann: era lui, con un lancio illuminante di prima per Ogunseye. L’attaccante era bravo a scappare alle spalle dei difensori e, per una volta, fa valere il fisico e confeziona il più goloso degli assist per Nicolao. In otto minuti il Foggia l’ha ribaltata. La Fidelis accusa il colpo, perdendo i riferimenti e le distanze grazie ai quali era riuscito a imbrigliare la squadra di Gallo nella prima frazione. Dall’altra parte, i satanelli trovavano sistematicamente gli spazi per affondare. Frigerio prendeva coraggio accompagnando l’azione di Nicolao e il Foggia riusciva a portare più uomini nella trequarti avversaria. Il cambio di marcia trovava la definitiva conferma nel gol del 3-1. Lo realizzava Petermann, al termine di una prolungata azione da lui stesso avviata. Delizioso il mancino a giro che si incastonava sul secondo palo e faceva impazzire lo ‘Zac’. Il capitano lasciava subito dopo il campo per Odjer, insieme a Costa (per Garattoni). Cudini provava a rendere meno infausto il destino dei suoi piazzando Sipos al centro dell’attacco e passando al 3-4-3, con magri risultati. Vinceva il Foggia. La salita verso la redenzione si faceva sempre meno dura.

AZ PICERNO – VITERBESE: finisce 0-0 tra Picerno e Viterbese la sfida valida per la decima giornata del girone C del campionato di serie C. La Viterbese, non particolarmente brillante, trovava la continuità dopo il successo di mercoledì scorso contro l’Avellino. Quella in terra lucana era una gara complicata per i gialloblù, poco propositivi dal punto offensivo ma comunque attenti in difesa. Al 55′, l’attaccante Emiliano Volpicelli, era espulso dopo essere stato sostituito da Mungo. Per lui un battibecco con il pubblico di casa con il successivo cartellino rosso che lo costringerà a saltare la sfida di domenica prossima contro il Foggia. Nel finale grande occasione per i padroni di casa con Pitarresi che non trovava la via della rete. Il pareggio, in conclusione non accontentava nessuno, ma almeno un punto a testa faceva muovere la classifica che, per i lucani, era ed è asfittica, con rischio alto di retrocessione diretta, almeno in questo momento della stagione.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie C
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