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Taranto-Monterosi Tuscia 1-0, la fotogallery

Taranto a Messina per la continuità: contro l’ultima in classifica si gioca domani alle 12.30

Capuano: “Vietato sottovalutare l’avversario: è uno scontro diretto”

RASSEGNA STAMPA DEL 17 DICEMBRE 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO

Ultima tappa del viaggio d’andata verso la meta prioritaria della salvezza. Il Taranto affronta domani il Messina fanalino di coda della graduatoria, in una sfida programmata nell’atipico orario delle 12.30, ispirata al cosiddetto “lunch match” già in vigore nella massima categoria calcistica. E’ il prologo della prima fase del torneo, che antecederà l’estremo impegno agonistico dell’anno solare, coincidente con l’inaugurazione del girone di ritorno, in agenda venerdì 23 dicembre allo stadio “Iacovone” contro il Monopoli: i rossoblu si apprestano ad affrontarlo con rinnovata consapevolezza nella propria crescita tattica ed identitaria, sicuramente con una sicurezza aumentata nella ricerca della continuità di rendimento e di risultati. “Penso di aver dimostrato che non ci sia nessun giocatore indispensabile in questa squadra, poiché li considero tutti applicati e bravi e li ho avvicendati tutti, tranne qualcuno che ha giocato molto poco: in tal caso, l’allenatore deve compiere scelte precise e guai se concedesse “contentini”, sarebbe umiliante- ha commentato Ezio Capuano, nel corso della conferenza stampa anticipata ieri mattina, in previsione della partenza per la Sicilia avvenuta nel pomeriggio- Ho dimostrato di credere nel gruppo, ci sono stati giocatori schierati sempre anche per fattori contingenti: purtroppo la rosa è molto ristretta, abbiamo registrato una miriade di assenze dovute ad infortuni di lungo termine ed altri problemi coi quali abbiamo dovuto convivere durante la settimana”. “Per quando concerne il processo di maturità, io penso che i numeri siano l’unico comune denominatore nel calcio ed in tutte le componenti della vita- ha spiegato il tecnico rossoblu- Se questo Taranto ha 23 punti, significa che è emersa una crescita esponenziale del singolo, la quale ha portato ad una crescita collettiva dell’intera squadra”. Un’evoluzione di bell’auspicio nel momento in cui mister Capuano accoglie e sfida il suo recente passato in terra peloritana: “E’ un orario inedito, ci stiamo preparando anche su questo, ho chiesto ulteriori sacrifici – ha dichiarato- Sappiamo che la partita è difficilissima, e non è un’affermazione di circostanza: il Messina è una buona squadra, ha conquistato tutti i suoi punti in casa ed è guidata da uno dei migliori allenatori della serie C, lo dicono i numeri ed i fatti, la storia non mente mai. Gaetano Auteri, oltre ad essere una persona per bene, è anche un grandissimo professionista che, come tutti, può vivere momenti negativi”. “Per entrambe sarà una partita fondamentale, uno scontro diretto- ha sottolineato- Noi siamo reduci da una serie di prestazioni importanti, le quali sono il prodotto del lavoro settimanale, più indicative del risultato che può essere frutto dell’episodio. Troveremo un Messina desideroso di vincere a tutti i costi, com’è giusto che sia: il campo è in condizioni peggiori del nostro, penso però che ci siamo istruiti bene. Purtroppo abbiamo perso alcuni giocatori che si sono espressi costantemente sinora”. Il novero delle defezioni, che già consta dei vari Diaby, Infantino, Raicevic e Panattoni, trascina enigmi sui quali mister Capuano non si sbilancia: “Distribuiti in tutti e tre i reparti. Non penso al mercato, ma sarà necessario operare: alcuni comparti sono depauperati, la cronologia del recupero di alcuni traumi è impietosa, siamo costretti ad inventare soluzioni. Durante la pausa natalizia intensificheremo i contatti per ingaggiare qualche giocatore “da Taranto”, che non vada ad inficiare questo spogliatoio, composto da ragazzi eccezionali, fra i migliori che abbia avuto la fortuna di coordinare. Chi arriva dovrà avere la loro mentalità, dovrà inserirsi in un gruppo qualificato da sudore, abnegazione, applicazione, altrimenti è inutile”. La vittoria col Monterosi ha rintracciato la sua chiave di volta nella trasformazione del centrocampo in corso d’opera: letture ispirate ed un’iniezione di qualità propedeutica ad incentivare la creatività. Essenziale non solo il rientro graduale del faro Provenzano, ma anche l’alternanza degli interni: “Antonio Romano è più un incursore, si inserisce benissimo, va ad attaccare la porta dal lato opposto palla, è stato autore di un gol e si è procurato anche un calcio di rigore col Foggia- ha commentato il trainer- Chapi Romano è un elemento di palleggio, Mazza invece un centrocampista di incontro. La dimestichezza di un allenatore risiede nello schierare una squadra equilibrata valutando le caratteristiche dei singoli: con la maggioranza di pedine d’incontro, si fa fatica a distribuire, mentre se prevalgono gli interpreti di qualità, si soffre nell’ottemperare le giocate dell’avversario”. Antonio Granata ha abbandonato il Taranto, rescindendo il contratto e manifestando una sottile vena polemica attraverso il suo profilo social: “Avrò un grande ricordo, un giovane professionista che ha lavorato sempre intensamente però, se un allenatore non vede un giocatore, cosa posso fare? Auguro ad Antonio una carriera illimitata e spero di non essere stato in grado di percepire le sue qualità- ha commentato Capuano- Sono il tecnico del Taranto e devo dare conto ad una proprietà e ad un’intera città: compio scelte frutto della più alta buona fede. Se l’ho fatto giocare poco è perché vedevo in quel ruolo gente più forte. Magari troverà altri che enfatizzeranno le sue doti”. Lo stratega rossoblu esamina la sinergia fra pragmatismo ed estetica abbinata alla fruizione del terreno di gioco: “Il campo non ci avvantaggia affatto. Semmai abbiamo disputato partite belle, sotto il profilo dell’intensità e della distribuzione del palleggio dove ci è stato permesso, come a Torre del Greco, Francavilla, Pescara. Secondo me, le prove più brutte sono state a Latina e Pagani, terreni impraticabili. E’ normale che la squadra si sappia adattare”. Chiosa sull’esperienza in panchina al Messina: “Una scelta che rifarei, lavorare in una città stupenda con una storia sportiva importante. Ho ereditato una situazione complicata, ho incamerato sette punti nelle prime quattro gare. La svolta negativa è avvenuta a Catanzaro, con la perdita di otto giocatori per il Covid: ci si allenava con le sagome, non si poteva attingere dalla Primavera. Dovremo variare qualche strumento tattico: è impossibile pensare al fraseggio su un campo malridotto come il “San Filippo-Scoglio”.

Tags: Taranto FC 1927
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