di Francesca Raguso
Carlo Vicedomini, centrocampista classe 1985, in vista della partita di domenica che vedrà protagoniste la JuveStabia contro il Taranto, lo abbiamo ascoltato in veste di doppio ex.
Domenica si affronteranno Juve Stabia e Taranto. Tu, da doppio ex, come vedi questa partita?
“Sicuramente non sarà una partita facile da affrontare. La Juve Stabia è una squadra allestita per stare ai vertici della classifica, però dall’altra parte ci sarà un Taranto ben preparato da mister Eziolino Capuano. Sarà una partita equilibrata dove potrà succedere di tutto.”
Se hai avuto modo di seguire entrambe le squadre in questo campionato, che idea ti sei fatto?
“Sinceramente dal vivo ho visto e seguito di più il Taranto, sono andato a vedere qualche partita. La Juve Stabia un po’ meno, però dai nomi che vedo in formazione e conoscendo anche l’ambiente, è una squadra ben allestita per stare in alta classifica. Naturalmente davanti hanno Catanzaro, Pescara e Crotone che fanno campionato a parte, però la Juve Stabia nei play-off può essere la mina vagante. Il Taranto è partito per salvarsi e a campionato in corso è arrivato mister Capuano, che io ho avuto e conosco molto bene, poi nel mercato di dicembre si è sistemato anche in alcuni reparti e sicuramente farà alla grande fino alla fine anche il Taranto.”
Tornando un attimo indietro. Hai iniziato la tua carriera a Lecce.
“A Lecce ho fatto tutta la trafila, da quando avevo 10 anni. Poi nell’Under ‘19 ho vinto tutto, 2 scudetti, una supercoppa e una coppa Italia. Ho dei ricordi stupendi con la maglia della mia città di cui sono innamorato e per me, per un ragazzo di quell’età, vincere con la maglia della propria città è il massimo. Dei ricordi sicuramente bellissimi che saranno indimenticabili.”
Nel corso della tua carriera hai avuto modo di crescere e formarti in molte squadre. Qual’è stata l’esperienza più formativa e che ti rimarrà sempre impressa?
“L’esperienza che più ricorderò è stata quella con la Paganese, con cui vinsi anche il campionato per salire dalla C2 alla C1, vincemmo i play-off, all’epoca avevo 21 anni. È stato il mio primo risultato importante nei professionisti. Comunque a Pagani poi ci sono ritornato, ho fatto quasi 3 anni in totale. Pagani sicuramente me la porterò nel cuore, come mi porterò Taranto perché mi ha lasciato un ricordo di tutta la gente, l’affetto e anche i miei ex compagni di squadra, ho vissuto la città con la mia famiglia alla grande. E ad ora mi porto Barletta anche come ricordo, perché la sto vivendo bene, mi sto trovando bene ed è una città importante come lo è Taranto, Lecce e tante altre.”
Nella stagione di Castellammare di Stabia come ti sei trovato? C’era qualcosa che non andava?
“Io venivo da un campionato di vertice, perché comunque ero nel Crotone, fino a gennaio, ci giocavamo il campionato, essendo primi o secondi, contro il Gallipoli. Poi ci sono stati dei problemi societari a Crotone e col mio procuratore decidemmo di cambiare. Però ero abbastanza giovane, lo feci a malincuore, perché in testa mia volevo vincere e andare dalla C1 alla B a 23 anni sarebbe stato importante per la mia carriera. Quando arrivai a Castellammare feci un po’ di fatica perché con la testa non c’ero del tutto, nonostante la Juve Stabia all’epoca era stata allestita per vincere il campionato, però si trovava in condizioni di classifica non buone, nonostante avevamo Biancolino, Capparella, Ametrano, ne cito alcuni solo per ricordare. Poi strada facendo mi sono ripreso, ho disputato il girone di ritorno personalmente bene e cercammo di fare il massimo, però poi andò male perché perdemmo i playout con il Lanciano e retrocedemmo. Però di Castellammare sinceramente non ho un bruttissimo ricordo, anzi mi è servito per crescere e ogni esperienza me la porto dentro.”
Nel periodo in cui sei stato in riva allo ionio, come ti sei trovato e che ricordi hai? Hai qualche rimpianto?
“C’è un mix di tutto quello che hai detto. Mi sono trovato benissimo. Io e mia moglie ci sentivamo di casa a Taranto. Avevamo un gruppo di C1 col quale sul campo vincemmo. Io mi ruppi il crociato e giocai solo sei partite e per riprendermi ci ho messo un bel po’. Poi dopo il fallimento sono rimasto in serie C, io per Taranto ho un amore particolare, perché mi ha dato tanto in una fase importante della mia vita. Sono molto legato. Il rimpianto è quello di non aver disputato la serie B l’anno dopo perché ci siamo ritrovati in serie D purtroppo, per il fallimento. Quello è l’unico rimpianto che ho, non aver fatto la serie B con il Taranto.”
Che propositi ci sono per quest’anno per la tua carriera e che augurio ti senti di fare a te stesso e alle due squadre che si affronteranno domenica?
“Qui a Barletta stiamo disputando un grandissimo campionato, siamo lì a giocarcela e sono convinto che ce la giocheremo fino alla fine. Naturalmente mi auguro che vinca il Barletta. Per quanto riguarda Taranto e Juve Stabia faccio un augurio ad entrambe le tifoserie perché meritano veramente tanto di disputare un grande campionato e di avere gloria in futuro e tutto il bene possibile. In particolar modo a Taranto perché sono particolarmente legato.”














