RASSEGNA STAMPA DELL’11 FEBBRAIO 2023 – TARANTO BUONASERA
di Alessandra Carpino
Fiducia rinnovata e consapevolezza nei propri mezzi. Archiviata la taumaturgica vittoria interna contro il Latina, che ha infranto l’anatema dell’assenza del successo pieno nel girone di ritorno inaugurato a dicembre, prima della pausa per le festività natalizie, il Taranto si appresta a “gettare la maschera” lontano dalle mura amiche, intenzionato a mutuare i primigeni progressi di un organico ristrutturato nel corso della sessione invernale del mercato: domani pomeriggio, nel più canonico orario delle 14.30, sarà di scena presso lo stadio “Romeo Menti” contro la formazione locale della Juve Stabia da poco affidata al tecnico Sandro Pochesci, dopo le dimissioni di Leonardo Colucci per motivi personali. Tre sono le lunghezze in classifica che separano le due compagini: il Taranto ha certificato quota 33, dopo l’omologazione del pareggio a reti inviolate incamerato contro la Gelbison (rigettato il ricorso avverso alla presunta irregolarità circa l’atto di riconoscimento, da parte del direttore di gara, del tesserato Tumminello), mentre le “vespe” stabiesi sono ferme a 36 punti, in seguito alla duplice battuta d’arresto subìta contro Crotone e Picerno, nel breve arco cronologico tra il turno infrasettimanale nel prologo di febbraio e la settima giornata, disputatasi domenica scorsa. Dogma implicito per la squadra ionica è il pragmatismo che prevale sull’estetica, essenziale per il conseguimento della meta prioritaria nella salvaguardia della categoria professionistica, senza la preclusione di un itinerario consolidato e maggiormente ambizioso in classifica, da valutare dopo aver suggellato la cifra della sicurezza. Per la sfida con la compagine di Castellamare di Stabia, Ezio Capuano ritrova capitan Ferrara, il quale ha smaltito la giornata di squalifica per diffida proprio contro il Latina: presumibilmente, le chiavi della corsia sinistra dovrebbero essere affidate a lui, ma non possono escludersi colpi di scena anche nello schieramento dell’undici iniziale votato al 3-5-2. L’esperimento (non nuovo nella sua carriera) di Crecco come esterno puro sulla suddetta fascia non ha convinto appieno: prelevato dalle fila del Pescara in chiusura di campagna trasferimenti, appare ancora e comprensibilmente lontano dalla condizione psicofisica ideale e dalla elargizione di quel talento personale che ne aveva designato un futuro professionale radioso dai tempi della militanza e della maturità nella Lazio. Crecco è stato impiegato da mister Capuano come intermedio sia a destra che a sinistra: un incarico, quello nell’area mancina, per il quale dovrebbe candidarsi. L’asse di centrocampo potrebbe oscillare tra sicurezze e metamorfosi, soprattutto alla luce del recupero di Romano e dell’exploit propizio di Boccadamo: il primo, assente a Foggia per un trauma alla spalla, è stato ripristinato come mezzala destra al cospetto dei nerazzurri laziali, mentre il secondo si è trasformato nell’autentico “deus ex machina”, autore della rete vincente nell’epilogo del match contro la stessa formazione guidata da Di Donato. Antonio Boccadamo, arruolato nel fotofinish del mercato dall’Aquila Montevarchi, garantisce ampiezza e convergenza, riempie l’area avversaria e contribuisce al moto sui binari fondamentale per imbastire una manovra palla a terra, la quale possa supportare una linea mediana sottoposta a costanti avvicendamenti, spesso controproducenti per l’assimilazione mnemonica di alcuni concetti tattici. Occorre comprendere se il giovane autoctono classe ’99 sia pronto per amministrare la sua prestazione sin dal primo minuto o se sia preferibile inserirlo in corso d’opera: un discorso simile sembra valere anche per Diaby, efficace nella ripresa della gara col Latina, quando la squadra ionica ha alzato il proprio baricentro ed ha incentivato una creatività latitante nella precedente porzione di gioco. In tale contesto, Capuano potrebbe confidare nella stabilità sulle fasce, con Mastromonaco (artefice del cross decisivo) a destra ed il rientrante Ferrara a sinistra, mentre l’enigma permea la scelta del regista: Mazza e Labriola si sono alternati titolari rispettivamente a Foggia e col Latina, mentre Provenzano, l’interprete dotato della dimestichezza necessaria a coniugare architettura e qualità, recuperando palloni, spezzando le iniziative avversarie ed organizzando l’azione, spesso è relegato in panchina. I due giovani citati sono avvezzi ad operare anche da interni: Mazza agisce sulla superficie mancina ed ha accolto il ruolo di playmaker soprattutto in situazioni di precarietà numerica, mentre Labriola è stato “inventato” in quella funzione dal trainer campano, ma non disdegna di essere dirottato nell’evoluzione delle partite stesse. Simmetrica dovrebbe essere la cerniera difensiva, con il trittico composto da Evangelisti, Antonini e Manetta concentrato a tutelare la porta custodita da Vannucchi: ad insidiare per una maglia da titolare emergono Formiconi, pedina eclettica che si è avvicendata con Manetta sulla porzione mancina, ed il neo acquisto Sciacca, il quale ha esordito sul versante opposto proprio contro il Foggia, sua ex squadra. Gli allenamenti effettuati in assoluta segretezza da parte dello staff rossoblu non lasciano trapelare la reale entità degli infortuni accorsi sia a Bifulco (vittima di una distorsione alla caviglia sinistra contro la Gelbison, ha resistito a Foggia per poi dileguarsi contro il Latina), sia a Semprini (costretto alla sostituzione alla mezz’ora della sfida col Latina, a causa di un colpo al viso: sublussazione alla mandibola). Bifulco è l’unico ad offrire sinergia fra i reparti dalla cintola in su, soprattutto ad ispirare e filtrare fra le linee, mentre in chiave offensiva la coppia formata da Tommasini e Rossetti, vista all’opera nella ripresa contro i nerazzurri laziali, ha vivacizzato le strategie di costruzione, applicando tentativi di verticalizzazione e di aggressione alla profondità più interessanti di quelli provati dal tandem inedito composto da Semprini e Nocciolini, con quest’ultimo che non ha ancora metabolizzato i meccanismi della sua nuova compagine di appartenenza.














