di Francesca Raguso
Giunge al termine l’ottava giornata del girone di ritorno. Il Taranto di mister Capuano trova un pareggio in casa della Juve Stabia. Al termine dell’incontro è stato ascoltato il tecnico di casa, mister Pochesci.
Su quelle due palle di D’Agostino e Paluffi, fanno capire che si sta maturando ma qualcosa ancora manca.
“Non ci manca niente. Manca la convinzione. La squadra ha espresso qualità che in questa categoria non si vede. Hanno giocato a calcio, mi è piaciuta la squadra, non ha mai perso la testa. Abbiamo rischiato in qualche contropiede perché di fronte non avevi una squadra normale, avevi una squadra che si è molto rafforzata. Abbiamo dovuto cambiare tre atteggiamenti tattici durante la partita proprio per cercare di contrastare i loro punti di forza che erano sulle fasce, dove nel primo tempo, nella nostra fascia sinistra, ci hanno messo un po’ in difficoltà. Poi nel secondo tempo, con l’entrata di Sillipo e D’agostino, la squadra si era proprio liberata. È un peccato non aver portato a casa questa vittoria che sarebbe stata una vittoria meritata.”
Alla luce di quello che si è visto oggi in campo, di questa partita che negli ultimi minuti, a che livello è il processo di apprendimento da parte dei suoi calciatori nelle idee di gioco che gli vengono inculcate e se il 3-5-2 iniziale era figlio più dell’aspetto degli avversari o è da considerarsi un passo indietro rispetto al gioco che lei vorrebbe fare?
“Non è un passo indietro, è che oggi l’allenatore deve anche guardare la squadra avversaria. Con un centrocampo a due avrei sofferto da morire, infatti ci ho giocato pochissimo. Ho giocato così 5-6 minuti perché non mi piaceva quella palla sempre in mezzo, che non c’era filtro. Quindi ci siamo rimessi subito a 4. è normale che sto conoscendo questa squadra giorno dopo giorno e sto conoscendo anche meglio i ragazzi. Oggi stiamo bene dalla costruzione dal basso, anche a centrocampo, giusto qualche palla persa da Maselli che in qualche pallone deve essere più attento. Però con due tre palle abbiamo rischiato, perché quando la squadra è aperta e perdiamo una palla così in mezzo al campo poi andiamo nell’uno contro uno. Però devo dire che non ha nessun ripiegamento, nessuna bocciatura, nessun ripensamento. È una forma di crescita di questa squadra, che innanzitutto deve imparare a giocare a calcio e siccome i giocatori per giocare ce l’ha e questo è un campo che permette di giocare bene, noi lo dobbiamo sfruttare, come l’abbiamo sfruttato l’ultimo quarto d’ora, perché non sono stati 5 minuti, ma l’ultimo quarto d’ora si è stati arrembanti, la squadra oramai attaccava da tutte le parti perché aveva preso quella convinzione e sapeva di portarla a casa. Anche a livello fisico mi è piaciuta la squadra, ha avuto anche una reazione atletica, di rabbia di andarsi a prendere questo risultato, però quando prendi un palo interno, quando un giocatore sta solo al limite dell’area, nel calcio bisogna accettare questo verdetto. Io sono molto soddisfatto di come si è espressa la squadra. A me è piaciuta molto la partita, perché era una partita che potevi anche perdere, anche se non mi ricordo di aver rischiato tanto, forse solo un’uscita.”
Lei ha dichiarato che a volte il suo esser vero ha creato danni all’uomo e al professionista. Nel suo essere vero, dopo questa settimana di duro lavoro, è soddisfatto, a livello di concretezza, dei risultati della squadra e soprattutto di questo cambio di calcio da difensivo ad offensivo.
“Io non parlo mai degli altri. A me interessa il mio percorso. Il mio percorso qui a Castellammare è a livello psicologico. Parlare con i ragazzi, dove hanno avuto una classifica bellissima e spiegargli di giocare 10 metri più avanti, io sto facendo delle esercitazioni sul non passare più la palla dietro. Questa squadra è abituata a dare sempre la palla dietro quando abbiamo l’uomo in avanti. Il calcio si fa in avanti, noi dobbiamo proporre in avanti, quello che abbiamo fatto l’ultimo quarto d’ora, deve essere quella la strada. Io sono molto soddisfatto, per me le prestazioni contano perché questa prestazione mi porta dentro tante sicurezze e tanta autostima sui ragazzi, che dentro lo spogliatoio erano delusi per il risultato ma soddisfatti per la prestazione. Il Taranto quando è andato a Catanzaro non mi pare l’abbia presa bene, l’ultimo quarto d’ora c’erano parate, palla che non entrava, cross da destra e sinistra. Questo è quello che io voglio cercare di dare a questa squadra, perché hanno le qualità per poterlo fare. È normale che manca l’ultimo step, mandano in dei momenti gli attaccanti, perché noi ci ricordiamo del secondo tempo, ma se voi rivedete attentamente la partita, noi abbiamo messo due palle in area che sono passate tra il portiere e i nostri attaccanti. È lì che manca la cattiveria, è lì che mancano gli ultimi 10 metri, la convinzione e la determinazione per andare a fare gol.”
Come giudica l’universalità del giocatore Mignanelli? Oggi l’abbiamo visto in una posizione diversa. Se lei lo vede anche in 4-2-3-1 come esterno alto alle spalle della punta centrale? Sul finale è andato anche lei sotto la curva. Che sensazione ha avuto e cosa ha visto sotto la curva?
“E’ che noi ci teniamo alla maglia. Sappiamo che il tifoso vuole sempre vedere vincere la propria squadra. Però già che andiamo sotto la curva e questa volta ci hanno applaudito, mentre a Picerno ci hanno fischiati giustamente per la prestazione. Ecco io ai ragazzi ho detto questo: “Dobbiamo stare uniti e ci dobbiamo abbracciare, perché l’abbraccio ha un significato importante per una squadra”. Gli ho detto solamente questo, dobbiamo pensare solo a giocare, non dobbiamo pensare, dobbiamo essere liberi, perché questa squadra il giorno che farà una vittoria allora ci accorgeremo di queste belle prestazioni che stiamo facendo. Non stiamo raccogliendo niente, potevamo fare un punto col Crotone, potevamo fare anche un punto col Picerno. Oggi il Taranto ha portato via un punto e noi a Picerno non abbiamo rischiato come il Taranto oggi, però l’abbiamo persa la partita, perché ci è mancata un po’ di cattiveria e determinazione. Dobbiamo lavorare un po’ su questi aspetti. Sull’aspetto tecnico ho tempo, però l’aspetto caratteriale è un aspetto che io devo tirare fuori a tanti ragazzi che ancora non hanno quell’andare a battagliare. Io se devo fare un plauso lo faccio solamente ad un giocatore, oggi ho visto un Maggioni di categoria superiore.”
In questa posizione da braccetto sembra riuscito ad esprimersi meglio, perché anche quando giocava da terzino a volte nella fase di spinta non riusciva ad accompagnare, mentre adesso magari riesce meglio a coprire di più il campo, con Cinaglia che abbiamo visto andare anche in zona offensiva a volte. Proprio su questo, una riflessione su quale possa essere il suo ruolo ideale e in generale nei moduli che si sono alternati nella ripresa che riscontri ha avuto che magari non è riuscito a trovare prima?
“Ho visto che è un giocatore che può anche spingere, non pensavo fosse così. Gli manca ancora quella precisione sul cross, quella precisione di fare un filtrante, gli manca un tempo, però quello si fa col lavoro. Con la difesa a tre mi ha dato tante garanzie, l’ho cambiato anche di fascia proprio perché stavamo rischiando il giallo e tutte queste cose l’allenatore le deve guardare, prima che accadano i danni. Poi ci siamo messi in 4-3-3 e ho visto che anche questa squadra ha pulizia nel palleggio e per come voglio io il mio calcio, vorrei che fosse ancora più veloce, la palla più veloce, ancora più aggressivi, più cattivi, più determinati. Lo stesso Guarracino ha fatto 2-3 spunti ma io ne voglio 10, lui dev’essere un’arma letale, perché oggi io ho detto sia a lui che a Mignanelli che sono le quarte punte e che li volevo alti, e di non preoccuparsi perché avevano la copertura della mezzala. Questo proprio per cercare di schiacciare i loro quinti, per non farli aggredire alti, la partita l’abbiamo impostata coi difensori che era l’unico reparto dove noi ne avevamo uno in più. Quando ho messo Silipo mi sono accorto che noi potevamo fargli male se allargavamo le punte. Zigoni aveva dato tutto e quindi ho provato a mettere D’agostino largo, insieme a Silipo, anche se gli dicevo sempre di accentrarsi per andare a prendere palla. Diciamo che nell’ultimo tratto del 4-3-3, che poi è diventato con 2 dietro, abbiamo fatto una bella partita. Poi è normale che in Italia conta il risultato. Noi oggi abbiamo perso due punti, ma sotto l’aspetto del gioco ne abbiamo conquistati 3 di punti. Sotto l’aspetto del risultato ne abbiamo persi due, questo è vero.”
Ci può dire se l’assenza del gol di oggi sia retribuita alla bravura della difesa del Taranto, perché in più di un’occasione per esempio la Juve Stabia ha avuto delle difficoltà quando riceveva palla dalla trequarti.
“Il Taranto è una delle squadre che prende meno gol in questo campionato, quindi hanno una fase difensiva molto attenta ma soprattutto hanno i 3 centrocampisti che non ti fanno fare quei filtranti, sulle traiettorie sono molto bravi. Noi dove siamo andati a farla la partita, siamo andati sugli esterni. Noi sugli esterni gli abbiamo fatto male. Quando giocavamo sugli esterni e abbiamo messo Pandolfi ad attaccare il loro braccetto basso, quella era l’arma per poter fargli male e con dentro D’Agostino noi liberiamo l’uomo. Quindi diciamo per carità il Taranto ha una buona difesa, però noi oggi abbiamo creato tanto. Non si è visto il gol, una volta per sfortuna, una volta perché abbiamo sfiorato il palo, due volta sulla palla in area che li bisogna attaccare sia il primo che il secondo palo. Oggi posso solo dire bravi i ragazzi, la squadra mi è piaciuta e con questo dobbiamo trovare l’entusiasmo della vittoria, perché nel calcio è troppo importante. Adesso abbiamo un trittico di partite che fa paura anche ai più grandi ottimisti, però tutte le partite iniziano 0-0 ma ogni partita ha una storia a sé.”
In parte già mi ha anticipato. In questa fase di crescita di lavoro, Foggia, Catanzaro, Pescara, rappresentano una montagna da scalare o magari quell’incitamento in più per la squadra?
“Sono tre squadre dove sicuramente una arriverà prima, una terza e una quarta, stiamo parlando di squadre delle prime posizioni. Purtroppo incontrandole tutte insieme non è una cosa che fa piacere. Poi ripeto, non ho mai visto una partita perderla prima di giocarla, quindi ce l’andremo a giocare, ce la studieremo, ho un’altra settimana dove posso lavorare, anche perché con carichi di lavoro possiamo ancora migliorare la condizione di alcuni giocatori, tipo Volpe che è un attaccante che ci può dare una grandissima mano, lo stesso Rosa è un giocatore che da qui a fine campionato può aiutarci. Stanno un po’ in ritardo perché vengono da parecchi mesi di inattività.”













