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Taranto-Cerignola 0-0, la fotogallery

Il Taranto blocca il Cerignola ma spreca occasioni: pareggio a reti inviolate allo stadio Iacovone

Capuano protesta per il calcio di rigore non concesso su Rossetti: “Non credo più alla sfortuna”

RASSEGNA STAMPA DEL 21 FEBBRAIO 2023 – TARANTO BUONA SERA

di Alessandra Carpino

La teoria del contesto, una sottile sensazione di rammarico ed i segnali di qualità. Nell’evoluzione del suo percorso verso la meta prioritaria della salvezza, tra imperfezioni da limare e spunti tattici da educare, il Taranto blinda un ennesimo pareggio a reti inviolate fra le mura amiche dello stadio Iacovone, stavolta contro l’Audace Cerignola, neopromossa sorprendente e stabile in zona play off. Un punteggio simmetrico di 0-0 a suo modo ingannevole, perché la squadra rossoblu ha offerto una strategia più pulita attraverso il dialogo palla a terra, non concretizzando tre occasioni costruite nella prima frazione di gioco, appannaggio di un Bifulco in netta crescita, del suo collega di reparto avanzato Tommasini e di Romano che chiude un’azione strutturata. Un periodo apparso propizio dopo un approccio alla gara piuttosto didattico, caratterizzato dagli sviluppi mnemonici, insistenti e di presidio territoriale espressi dalla formazione ofantina, schierata con il modulo speculare del 3-5-2 da parte del suo tecnico emergente Michele Pazienza, condottiero della (quasi) storica promozione nel professionismo e fautore di un processo sotto l’egida della continuità nel progetto e nelle individualità. Ezio Capuano opta per un undici titolare identico a quello esibitosi la settimana precedente a Castellammare di Stabia: in retroguardia, dinanzi a Vannucchi custode dei pali, Formiconi è ancora preferito a Manetta sul versante sinistro, mentre i soliti Evangelisti ed Antonini chiudono il trittico. Confermato in blocco il centrocampo: Mastromonaco e Ferrara sono ubicati sulle corsie rispettivamente destra e sinistra, mentre il prediletto per garantire corsa, protezione ed aggressione in cabina di regia è ancora Mazza, supportato ai suoi lati da Romano e Crecco, entrambi intermedi di talento, il secondo in evidente aumento di forma fisica, “condicio sine qua non” dei meccanismi da incrementare, raffinare e valutare nel breve-medio termine. Come anticipato, è ribadita la fiducia anche alla coppia offensiva composta da Tommasini (fermo alla sua quaterna di sigilli consecutivi stagionali) e da Bifulco, un factotum fra le linee, propulsore delle verticalizzazioni, della ricerca della profondità e del suggerimento in area ai compagni. Il Taranto confeziona la sua prima opportunità al ventesimo, quando Tommasini si districa elegantemente sul corridoio mancino alle spalle di Bifulco, il quale accoglie la sfera e coordina un destro a giro, destinato a spegnersi largo. Cinque giri di lancette più tardi, al 25’pt, la compagine ionica si prodiga ad alzare il baricentro avviando una combinazione sulla fascia sinistra con Crecco che penetra e scambia con Bifulco, il quale effettua un cross verso la parte opposta: lo stesso viene “sporcato” da un difensore gialloblu e prontamente intercettato da Mastromonaco, artefice di un assist non sfruttato da Romano tramite il suo diagonale rasoterra di poco fuori. E’ abile nella fase di interdizione e di equilibro degli avversari, il Taranto: non rischia se non nelle idee, non cade nella trappola di contrasti ruvidi e di trame spesso frammentate. In epilogo di primo tempo, al 45’, è ancora Mastromonaco a lavorare un pallone invitante sulla corsia destra, recuperato con intuito da Bifulco, abile a mettere al centro dalla linea di fondo per l’accorrente Tommasini, il cui lancio sorvola la traversa. Ed anche la ripresa si inaugura con l’intraprendenza dei padroni di casa ionici in ottica offensiva: la sinergia fra Bifulco e Tommasini si replica al 4’st, quando il primo filtra la sfera per il secondo, la cui conclusione rasoterra lambisce il palo. I due attaccanti ci provano ancora al minuto seguente: al 5’st è sempre Bifulco a spaziare e resistere sulla sponda mancina, interagendo con Tommasini artefice di una staffilata in diagonale alto. Pazienza corre ai ripari e modifica gli interpreti nel suo assetto tattico: al 12’ gli ingressi di Achik e Zak al posto, rispettivamente, di Righetti e di Sainz Maza, consentono la svolta di un Cerignola più sicuro nell’iniziativa, nell’intesa stretta e nell’uno contro uno, atteggiamento che costringe gli antagonisti ionici a concentrarsi sulla conservazione. Immediatamente Achik è autore di una fiammata per D’Andrea, sul cui rasoterra in virata in area è provvidenziale la parata di Vannucchi, con il pallone deviato in calcio d’angolo. E se Capuano rinnova il comparto offensivo con gli innesti di Nocciolini e di Rossetti (rilevano i generosi e creativi Tommasini e Bifulco tra l’11’st ed il 25’st), Pazienza risponde con l’eclettico D’Ausilio per bomber Malcore, sostituendo anche l’ex Allegrini con Coccia al 24’st. Il Taranto modifica anche l’asse nevralgica: gli affaticati Mazza e Crecco lasciano il compito a Labriola e Diaby alla mezz’ora. Poco prima della registrazione di un calcio di rigore non concesso alla formazione rossoblu: al 34’st, infatti, Nocciolini apre per vie centrali a beneficio di Mastromonaco arrembante sulla destra, il quale inventa il suggerimento per Rossetti; l’attaccante si smarca davanti al portiere Saracco, che anticipa e blocca la sfera, ma è atterrato da Blondett. L’arbitro Pascarella della sezione di Nocera Inferiore nega però gli estremi per l’esecuzione dal dischetto, nonostante le veementi proteste dalla panchina rossoblu. “Parlo della partita. Se dovessi commentare gli episodi, dovrei alzarmi ed andarmene, altrimenti rischio la squalifica. Sono educato, ma basta: ormai non credo più a nulla, dopo quasi trenta gare non esiste più il concetto della sfortuna. Siamo ai limiti della sopportazione”, ha tuonato Ezio Capuano in sala stampa. “Voglio sapere: Taranto a chi ha fatto male? Questi ragazzi a chi hanno fatto male? Capuano a chi ha fatto male? Non si può più alludere ad episodi sfortunati, non ci credo. Non è più possibile- ha affermato l’allenatore esasperato- Mi sono rassegnato: l’obiettivo sarà da ricordare. Gli avversari entrano nella nostra area, cadono da soli ed è calcio di rigore; sparano o ammazzano i nostri e si gioca sempre. Un penalty non concesso, con annessa una probabile espulsione per l’autore del fallo su Rossetti. Diventa inutile predicare rispetto per Taranto. Noi combatteremo contro tutto e tutti. La mia squadra ha espresso una prestazione sontuosa”.

Tags: Taranto FC 1927
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