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Giugliano-Taranto 0-0, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto pareggia ancora contro il Giugliano sul manto erboso del Partenio

Il Catanzaro, al Ceravolo, dopo essere passato in svantaggio, rifilava quattro reti al malcapitato Avellino, sbriciolandolo

di Fabrizio Di Leo

La 30^ giornata di campionato, ha riservato delle sorprese, in zona play off e in zona play out. Il Catanzaro, al Ceravolo, dopo essere passato in svantaggio, rifilava quattro reti al malcapitato Avellino, sbriciolandolo. La vittoria larga dei giallorossi di Vivarini, non era di sprone per il Crotone che, dopo essere andato in svantaggio, a Picerno, una volta recuperato il risultato era incapace di andare, a sua volta, sul 2 a 1, pertanto ennesima occasione per mantenere il distacco a – 21 dodici, ora aumenta al – 14, alla vigilia dello scontro diretto casalingo, di domenica prossima, allo Scida. Anche il Pescara, il cui cambio di guida tecnica (da Colombo a Zeman) si pensava portasse dei giovamenti, in realtà procurava una grandissima delusione. In doppio vantaggio, gli abruzzesi, erano rimontati dalla disperata Juve Stabia di Pochesci che, all’inizio del secondo tempo sembrava sotterrata. Un colpo di coda, poderoso, e la fragilità mentale più che tecnica, consentiva ai campani di conquistare un ottimo punto e dava agli adriatici l’amarezza sia di perdere due sicuri punti ma anche l’aggancio, al terzo posto da parte del Foggia. Il Picerno, ovviamente, con i due punti persi, si trovava alle spalle della copia Pescara – Foggia, ma davanti al Monopoli, corsaro a Messina ed agganciante il Cerignola, sorprendentemente battuto a Torre del Greco, da una Turris, disperata e a caccia di punti, anche con avversari ritenuti impossibili da affrontare. La Virtus Francavilla, regalava un punto al Potenza, dopo aver rischiato di raddoppiare, poi un finale concitato, nei due ultimi minuti di recupero, con un goal, apparso regolare, ma annullato ai lucani, e un euro goal che consentiva ai potentini di tornare casa con il punto, con tanta fortuna, già evidenziata nel match casalingo con il Taranto. Il Giugliano, nel match casalingo con i rossoblù di Capuano, era ben controllato dai pugliesi che, quando hanno capito che i partenopei non avrebbero alzato bandiera bianca, amministravano il match e portavano a casa un punto prezioso che li avvicinava al traguardo della quota permanenza (42), ormai distante solo sei punti. Il Latina, nel derby esterno laziale con il Monterosi, si accontentava di uno scialbo zero a zero. Punto, quasi inutile per i tusci, in quanto la formazione di Menichini è ancora posizionata al quint’ultimo posto, mentre i pontini di Di Donato, sono sempre in dodicesima posizione. La Gelbison, intanto, nel match di Andria, in inferiorità numerica ed in svantaggio per un rigore apparso generoso, riusciva nell’intento di recuperare il risultato e prendere un prezioso pari, in terra federiciana. Per l’Andria, questo punto suonava come la condanna alla retrocessione in quanto i vertici del club biancoazzurro esoneravano sia Trocini che il Direttore Sportivo Fernandez, con l’intento di rincorrere un posto per i play out, il primo disponibile, ora, a sei punti (la Viterbese è a quota 25, sempre con la penalizzazione subita).

CATANZARO – AVELLINO: neanche trenta secondi e i padroni di casa si rendevano pericolosi, con un’azione prolungata conclusa da Verna, con un tiro che terminava oltre la linea di fondo. Ancora una conclusione del Catanzaro al 5′, Benedetti mancava l’intervento di testa e favorisce Iemmello, che serviva all’indietro Verna, il sinistro di quest’ultimo terminava al lato. Anche in questo caso svarione difensivo dei biancoverdi. Il Catanzaro iniziava con ritmi altissimi ma sono i lupi a passare in vantaggio all’11’: sugli sviluppi di un corner, Tito calciava sporco col sinistro e, la conclusione dell’esterno, diventava un assist per Marconi che, sul filo del fuorigioco, si tuffava di testa e insaccava a porta sguarnita. Proteste del Catanzaro per una presunta posizione irregolare dell’attaccante ma il goal era valido e la squadra di Rastelli, a sorpresa, era avanti al “Nicola Ceravolo”. Al 30′, i padroni di casa trovavano il pareggio: Ingenuità clamorosa di Ricciardi, Vandeputte veniva pescato in area, Ricciardi sulla corsa gli franava addosso. Calcio di rigore per il Catanzaro, dal dischetto si presentava Biasci. Pane respingeva il calcio di rigore di Biasci, ma la respinta favoriva l’attaccante, che appoggiava nella porta sguarnita. Duplice fischio al “Ceravolo”. L’Avellino si era fatto raggiungere e poi aveva sfiorato il nuovo vantaggio, con protagonista Ricciardi, che aveva commesso fallo da rigore. Ottimo primo tempo per la squadra di Rastelli che, fino a questo momento, aveva giocato alla pari con la prima della classe. Il secondo tempo cominciava con gli stessi 22 visti in campo nel corso della prima frazione. Bella conclusione di Ricciardi al 54′, ben respinta da Fulignati. Avellino con personalità al “Ceravolo”. I padroni di casa rispondevano dopo pochi minuti: Vandeputte evitava l’intervento di Moretti e, davanti a Pane, calciava a botta sicura, il portiere respingeva con il piede. Sugli sviluppi dell’azione, tiro dalla distanza provato da Verna, bloccato ancora dall’estremo difensore biancoverde. Traversone basso di Ghion al 60′, Iemmello anticipa Benedetti e col destro calcia di prima intenzione, da distanza ravvicinata, ancora un miracolo di Pane. La resistenza dell’Avellino terminava al 70′: imbucata di Brighenti per Iemmello, che sgusciava via a Casarini e beffa Pane in uscita. AL 72′, le cose si complicano terribilmente per i biancoverdi, con Auriletto che trattiene Iemmello da ultimo uomo. Rosso diretto per il centrale. Al 76′, Moretti sventava su Iemmello e, sull’azione successiva, Pane si opponeva al tiro dell’attaccante. All’88’ Scognamillo entrava in area, scherzando una difesa biancoverde in bambola, e serviva a Biasci l’assist per il 3-1. Al 90′, il Catanzaro in contropiede faceva 4-1 con Pontisso, che raccoglieva la ribattuta di Casarini sul tiro di Bombagi e batteva Pane per il poker dei padroni di casa.

AZ PICERNO – CROTONE: squadre schierate a specchio. Mister Longo presentava alcune novità: Ferrani al centro della difesa, D’Angelo sulla trequarti con Gallo ed Esposito tutti a supporto della punta, Santarcangelo. Zauli inseriva una novità per reparto: Crialese in difesa al posto di Giron, Carraro a centrocampo con Vitale in panchina, Kargbo torna titolare, turno di riposo per Tribuzzi. Il Picerno partiva forte ed era subito aggressivo e al terzo minuto metteva già in difficoltà il Crotone. Gigliotti perdeva palla in fase di ripartenza, D’Angelo ne approfittava e da destra faceva partire il cross, ma la difesa rossoblù recuperava senza problemi. Crotone in difficoltà sul pressing lucano, la squadra di Zauli non riusciva a ripartire con il solito giro palla. Al 20esimo primo tiro in porta della partita, ci provava Esposito ma il pallone finiva alto sopra la traversa. Al 27esimo Crotone pericoloso: Petriccione cambiava improvvisamente gioco e liberava Gomez che approfittava di un errore di Pagliai, l’attaccante rossoblù entrava in area ma non trovava il guizzo giusto e la palla terminava in angolo. La partita era equilibrata con il Crotone che gestiva di più il pallone e il Picerno che provava qualche ripartenza veloce. Il primo tempo si concludeva così senza tante emozioni. La ripresa cominciava con una novità tra le fila del Crotone: c’era Tribuzzi al posto di D’Ursi. Al 49esimo il Crotone era di nuovo pericoloso. Chiricò sfondava a destra e metteva un’insidiosa palla al centro, ma Pagliai era bravo a liberare la sua area. Cambio di fronte ed erano i lucani ad essere pericolosi con Gallo che provava la rovesciata in area ma il pallone terminava alto sopra la traversa. Al 59esimo il Picerno passava in vantaggio, Esposito provava il tiro a giro dal limite dell’area, Dini respingeva in tuffo, sulla palla arrivava Santarcangelo che insaccava. Zauli faceva la sua prima mossa inserendo Tribuzzi al posto di Kargbo e Vitale per Carraro. Al 67simo il Crotone pareggiava con D’Errico che dopo una bellissima giocata che gli consentiva di liberarsi di due avversari provava l’esterno dai trenta metri e insaccava dove Albertazzi non poteva arrivare. Il Crotone galvanizzato dal gol spingeva per i tre punti. Al 71esimo, Tribuzzi faceva il suo solito slalom in area ma al momento dell’appoggio finale sbagliava e sciupava l’occasione. Al 76esimo il Picerno gridava al rigore, per un contatto tra Esposito e Calapai, ma per l’arbitro era tutto regolare. Zauli ci provava e mette in campo Mogos e Cernigoi per Calapai e Gomez. All’86esimo grande occasione per il Crotone con Cernigoi che di testa, da ottima posizione, metteva la palla a lato. Erano 4 i minuti di recupero. Al 93esimo rischiava grosso il Crotone. Kouda veniva servito bene in area, ma il controllo era pessimo e Dini aveva la meglio in uscita. La partita finiva così con un pareggio che non serviva a nessuna delle due squadre.

FOGGIA – VITERBESE: con qualche sofferenza in più rispetto al dovuto il Foggia trovava una vittoria preziosa, allungando a otto il ciclo di risultati utili consecutivi. Ed era una vittoria di vitale importanza, perché proiettava i satanelli al terzo posto, complice il pari del Pescara di Zeman in casa contro la Juve Stabia. La decidevano le reti di Rutjens e Garattoni, la seconda dal sapore del sospiro di sollievo al termine di una fase di gara nella quale i rossoneri erano andati in affanno malgrado la superiorità numerica per l’espulsione (doppio giallo) di Mastropietro a inizio ripresa. Fa due su due Somma, che poteva sorridere anche per il nuovo clean sheet, anche se qualcosa andrà registrata nella gestione di un vantaggio che andava congelato molto prima. L’iniziativa per le famiglie qualche effetto lo sortiva a giudicare dalla maggiore presenza di seggiolini occupati in Tribuna Est. Nulla di paragonabile ai bei tempi di circa un lustro fa, ma sicuramente meglio rispetto a quanto visto nelle precedenti gare interne del Foggia. Era il primo vero esordio di Somma, che poteva seguire finalmente i suoi dalla panchina e lo faceva davanti al suo nuovo pubblico. Il tecnico si affidava in larga parte agli uomini impiegati ad Andria, con l’unica differenza rappresentata dal ritorno di Schenetti in mediana e la contestuale riproposizione di Iacoponi accanto a Ogunseye. Di contro c’era la Viterbese, assai più temibile di quanto la classifica suggeriva. E infatti, l’atteggiamento iniziale del Foggia era quello di chi prendeva sul serio l’avversario. I rossoneri imponevano sin da subito ritmi alti e una aggressione che arrivava fino a ridosso dell’area di rigore. La partita poteva subire una virata netta addirittura prima che la lancetta dei secondi completasse il suo primo giro. Il sinistro di Petermann sfiorava il secondo palo, ma avrebbe meritato epilogo più felice per la bellezza dell’esecuzione. Il regista del Foggia, in formato olandese, era dappertutto: impostava, rifiniva, tamponava e concludeva. A fine primo tempo erano ben quattro le conclusioni, tutte di gran pregio seppur imprecise per questione di centimetri. Era un Foggia che attaccava a tutto campo, ora appoggiandosi sulle imbeccate di Costa, ora sulle fughe in avanti di Garattoni, o ancora sugli inserimenti di uno Schenetti leggermente più affrancato dai compiti difensivi. Mancava un po’ di precisione nell’atto finale. Così accadeva che il gol i satanelli lo realizzavano grazie a un’altra delle sue opzioni disponibili: il cross di Costa da corner pescava il perfetto inserimento di Rutjens, che timbrava per la prima volta il cartellino con la maglia rossonera. La Viterbese era stranamente troppo passiva e non meno fallosa, non si ssapeva se per strategia o se per l’effettiva bontà delle ‘politiche di aggressione’ della squadra di Somma. Restava il fatto che la squadra di Lopez riusciva a trovare la via della porta solo una volta, con Polidori (colpo di testa a lato su ottimo cross di Devetak). Alla fine, qualche timido sussulto ai rossoneri lo creava Thiam con una uscita a vuoto su un piazzato di Mungo e un disimpegno sghimbescio. L’entrata sconsiderata di Mastropietro poteva cambiare definitivamente il volto della partita, perché alla Viterbese toccava rimontare un gol con un uomo in meno, impresa tutt’altro che semplice. Almeno in teoria. La realtà, invece, vedeva un Foggia che si incartava sistematicamente sul più bello, pur costruendo una quantità considerevole di potenziali occasioni. Così accadeva che la Viterbese prendesse coraggio progressivamente. Lopez lo intuiva rinunciando a un difensore (Barillà per Ricci) e poi affiancando Jallow a Polidori. Fortuna voleva che per i rossoneri anche le occasioni capitate ai laziali fossero solo potenziali. A chiudere il cerchio, ci pensava il solito Garattoni, che spiazzava Bisogno nobilitando il perfetto suggerimento di Peralta. Gol che poteva dare il via alle feste e scatenare i cori anti-Pescara, agganciato in classifica.

PESCARA – JUVE STABIA: Zemanlandia, atto terzo. Era subito calcio d’attacco, divertente, ma più folle che mai. Al debutto era solo pari contro la Juve Stabia, con il Foggia che ringraziava e si piazzava al terzo posto grazie ad una miglior differenza reti sui biancazzurri. Il Pescara del boemo interpretava subito la partita secondo le sue direttive, cercando di giocare sempre in verticale, nella metà campo avversaria, arrivando in area con molti uomini, terzini compresi. Mancava ancora la condizione ottimale per giocare con continuità come vorrebbe Zeman. E mancava la freddezza in attacco che serve per concretizzare le tante palle gol create dalla fine del primo tempo in poi. Pesavano come macigni le quattro palle gol limpide divorate dai pescaresi: due di Merola, una di Brosco e un’altra di Lescano. Il Pescara andava in vantaggio al 42’. Mora s’inseriva in area, arrivava sul fondo e riusciva a servire Lescano nell’area piccola: il colpo di testa dell’argentino piazzava il pallone all’incrocio e sbloccava la partita. Esultanza sfrenata del bomber biancazzurro, che segnava il primo gol dello Zeman-Ter, il secondo per lui nel 2023, decimo stagionale. Nel recupero, Merola incantava e ricordava il miglior Insigne: dribbling sul diretto avversario, fuga in area e piattone sinistro troppo largo. La ripresa si apriva nel migliore dei modi per il boemo. Dopo trenta secondi, Merola sprintava sulla destra, saltava due uomini e riusciva a servire Lescano in area: la girata fulminea del bomber lasciava impietrito Russo sulla linea di porta. Seconda doppietta stagionale dell’attaccante dopo quella rifilata alla Fidelis Andria lo scorso 15 ottobre. Dopo trenta giornate di campionato, il numero dieci del Delfino aveva già superato il suo score della passata stagione con la Virtus Entella (10 centri). Il Pescara potrebbe chiudere i conti al 23’ con Merola, ancora protagonista di una giocata da urlo: bruciava con un tocco Caldore, arrivava davanti a Russo nel cuore dell’area e sprecava calciando forte di punta senza trovare la porta. Gol mangiato, gol subito: sul rovesciamento seguente, Silipo tutto solo al limite dell’area calciava forte a giro e bucava Plizzari: 2-1 e partita riaperta. Il Pescara sprecava in un minuto due gol fatti con Brosco e Lescano, che non riuscivano a segnare nella porta dei campani rimasta vuota. E ancora una volta i biancazzurri venivano puniti: Zigoni si ritrovava sui piedi la palla del pari e non la sprecava. Un 2 a 2 che era un regalo alla squadra di Pochesci, brava a crederci, ma mai pericolosa nei primi 60’ di partita. Dopo il pari, invece, le Vespe provavano anche a vincerla, cercando in contropiede la palla da tre punti. Pandolfi nel finale calciava forte con il destro sul primo palo e solo l’incrocio dei pali gli negava la gioia di un eurogol all’Adriatico. In pieno recupero, il Pescara trovava il vantaggio, ma l’autorete di un difensore campano non veniva convalidata per un presunto fallo nell’area piccola, che faceva infuriare i giocatori di Zeman. Sull’ultimo assalto della partita, però, era la Juve Stabia a sfiorare il successo: Plizzari parava sul primo palo il tiro di Pandolfi.

ACR MESSINA – MONOPOLI: subito Messina pericoloso in contropiede ma Fofana spediva alto. Al 6′ risposta Monopoli, opportunità per Bussaglia in area, tiro deviato in angolo da un difensore. Al 12′ un errore in fase difensiva del Monopoli, Perez si avventava sul pallone e cercava di insaccare a porta sguarnita, salvava la difesa ospite. Al 13′ occasione per Balde con tiro ribattuto ma l’attaccante era in fuorigioco. Al 23′ traversone di Berto dalla destra e Ragusa, da buona posizione, toccava al volo ma il pallone terminava tra le mani di Vettorel. Al 27′ occasione per il Messina, scambio Fofana-Balde-Perez, quest’ultimo entrava in area e metteva dietro, batti e ribatti fino a quando Balde sembrava aver trovato il guizzo giusto ma Bizzotto salvava in extremis. Al 34′ si vedevano i biancoverdi con Bussaglia che colpiva di testa sul cross dalla sinistra, palla che lentamente finiva lontano dai pali. Al 42′ Fofana appena entrato in area, tentava il tiro a giro, palla fuori dai pali. Al 43′ da una rimessa veniva pescato Fofana il cui tiro era respinto dai difensori. Al 48′ occasione in area per il Monopoli con il tiro deviato in angolo. Al 50′ punizione dalla trequarti per il Monopoli e colpo di testa di Bizzotto, alto sopra la traversa. Al 53′ Manzari tentava di entrare in area dal vertice, fallo e punizione dai cui sviluppi non nasceva nulla di pericoloso per la porta di Fumagalli. Al 67′ il Monopoli andava in vantaggio: su angolo di Vitteritti era Bizzotto che prima tocca di testa e poi, sulla respinta, colpiva con il pallone che finiva nell’angolino basso alla destra di Fumagalli. La gara si faceva sporca, al 75′ punizione di Ragusa che terminava a lato. Ancora da calcio piazzato il Messina un minuto dopo, Ortisi per il tacco di Ferrara, parava Vettorel. All’ 85′ Ragusa entrava in area e metteva sul primo palo, Curiale toccava ma Vettorel respingeva. All’ 88′ cross di Ragusa, Vettorel respingeva in volo. Nel primo dei minuti di recupero, De Risio dal limite chiamava alla parata Fumagalli che mandava in angolo. Ultima occasione Messina al 92′ con Konate che ci provava, mira ampiamente imprecisa.

TURRIS – AUDACE CERIGNOLA: al “Liguori” di Torre del Greco, la Turris supera 2-1 l’Audace Cerignola che così fermava a cinque la serie di risultati utili consecutivi. Partita prettamente giocata sul filo della tensione agonistica, pochi gli sprazzi tecnici, una direzione di gara alquanto discutibile in entrambi i sensi da parte del sig. Frascaro di Firenze. Pazienza faceva tornare fra i pali Saracco e ritrovava Langella in mediana, uniche novità rispetto all’undici di partenza contro il Pescara. Attacco nuovamente affidato al duo Achik-Malcore. Fontana sceglieva un 3-4-3 con prima linea pesante, al fianco di Maniero c’erano Giannone e Leonetti. Di gran carriera l’avvio dell’Audace: nemmeno un minuto sul cronometro e già Fasolino doveva intervenire a stretto giro di posta sul colpo di testa sottomisura di Tascone e sulla conclusione di Achik. Per la Turris era una gara fondamentale in chiave salvezza, e alla prima occasione apriva il parziale: cross al bacio di Contessa, con una torsione aerea Leonetti indirizzava sul palo lungo e batteva Saracco. Gli ospiti tardavano a reagire concretamente, però riuscivano a trovare la parità grazie all’ennesimo pezzo di bravura di Achik (24′): il fantasista scattava su un lancio dalle retrovie, aggirava Boccia e calciava con successo dal limite, beffando Fasolino per il sesto centro stagionale. La sfida diventava tattica, i padroni di casa tornavano ad affacciarsi con la testata alta di Miceli su angolo di Giannone. Una combinazione tutta in verticale consegnava il nuovo vantaggio ai campani: da Franco a Leonetti, imbucata per Maniero e il bomber non sbagliava davanti a Saracco. Ben tre i minuti di recupero nel primo tempo, in cui si segnalavano anche due gol annullati, uno per parte. Il tentativo a sfiorare il palo di Capomaggio apriva la cronaca della ripresa (53′), la Turris si chiudeva in difesa e non lasciava varchi agli avversari, ai quali restava sì un possesso più o meno costante, ma infruttuoso. Fiacca girata di Malcore al 64′, l’attaccante gialloblu sceglieva la soluzione dalla distanza al 67′, Fasolino si distendeva e concedeva il tiro dalla bandierina. Poco dopo Pazienza inseriva Sainz-Maza e Montini in luogo di Ruggiero e Blondett per aumentare il peso offensivo, al 78′ forti proteste coralline per il contatto Ligi-Leonetti giudicato da rigore dal fischietto toscano. A seguito di consulto col primo assistente però, il penalty era convertito in semplice punizione. Dentro anche D’Andrea per Malcore, l’incontro scivolava via fino al 92′, quando stavolta erano i cerignolani ad avere rimostranze. Montini realizzava su traversone di Righetti, per il secondo assistente era offside che lasciava parecchi dubbi alla visione anche delle immagini. Non accadeva nient’altro, al triplice fischio festeggiava l’undici di Fontana, amaro in bocca invece per gli ofantini.

VIRTUS FRANCAVILLA – POTENZA: il Potenza reduce da due vittorie consecutive contro Turris e Taranto, Virtus Francavilla terza per rendimento casalingo: su 38 punti ne hanno fatto 33 in casa. Virtus Francavilla senza gli infortunati Patierno e Karlsson e gli squalificati Avella, Idda e Pierno. Potenza senza il suo principe del goal Salvatore Caturrano. Formazioni a specchio. Potenza con Di Grazia e Murano in attacco. A centrocampo il regista Laaribi con Talia sulla sinistra, Del Pinto sulla corsia destra con Gyamfi e Hadziosmanovic. Difesa al solito a tre con Sbraga al centro, Armini sulla sinistra e Girasole a destra. Maiorino e Murilo Mendes gli attaccanti dei padroni di casa. Pronti, via. Palla da subito ai padroni di casa. Pericoloso Cisco, l’ex Pisa scambiava con Murilo a centrocampo e saltava un avversario e calcia con la punta ma non trovava lo specchio della porta. Si fermava per problemi fisici per Cardoselli che dopo un primo momento rinunciava alla partita e lasciava il campo. Entrava al suo posto Macca. Sprecava tutto Murillo che non saltava l’uomo e si faceva ipnotizzare dalla difesa avversaria. Risolo per Caporale che arrivava al cross per Maiorino che si accontentava del calcio d’angolo. Al 22’ Virtus Francavilla in vantaggio con Minelli: punizione di Maiorino, deviazione e di testa Minelli che colpiva il pallone e batte il portiere con una precisa conclusione. Per lui primo gol in stagione. Potenza che reagiva senza coraggio e convinzione. Padroni di casa che cercavano di mettere in difficoltà i lucani con Maiorino sulla destra che metteva in difficolta Armini e su cui molte volte doveva salvare Sbraga. In attacco il Potenza cercava di affidarsi a Di Grazia che cercava insistentemente il punto debole della retroguardia francavillese senza riuscirci. Poi al 29’ l’occasione del pareggio con Murano che al momento della girata in area veniva bloccato da un difensore di casa. Finiva dopo quattro minuti di recupero la prima frazione con il vantaggio meritato dei padroni di casa. Seconda frazione senza sostituzioni. Potenza avanti alla ricerca del pareggio: conclusione in area dalla sinistra, con l’interno collo di Murano che veniva bloccata a terra da Romagnoli. Raffaele metteva in campo una punta fresca Alagna al posto di Murano. Padroni di casa che gestivano meglio la sfera sulla linea di centrocampo: Macca che rientrava benissimo e calciava ma non trovava la via del gol a causa di un super Gasparini che para la velenosa palla. Potenza che cerca con veemenza la rete del pareggio attraverso lanci lunghi a cercare Alagna e Di Grazia che poi veniva sostituito da Schimenti. Al 82’ un cross dalla destra della tribuna verso l’area avversa non trovava la testa giusta per mandare la palla in rete. All’86’ ci provava Alagna con un tiro ravvicinato palla che finiva fuori. Ma l’occasione da annotare per il Potenza si svolgeva al 92’ quando Armini inviava una palla in area dove si trovava Volpe e Del Sole che metteva fuorigioco il compagno. Goal annullato con le proteste del Potenza e l’espulsione del direttore Varra. Al sesto minuto di recupero proprio Volpe trovava il pareggio con un lancio che beffava il portiere e si insaccava in rete. Finiva dopo sei minuti di recupero un incontro che lasciava strascichi in settimana per un goal al Potenza annullato ingiustamente. Un punto meritato dai lucani per il coraggio e la volontà manifestata solo nel secondo tempo.

GIUGLIANO – TARANTO: era mancata la vittoria nelle ultime settimane, il Giugliano andava a caccia dei tre punti per tenere a distanza la zona calda e gli avversari in classifica. Il primo tentativo verso la porta era dei pugliesi. Al 4’, sugli sviluppi di un angolo di Labriola, Sassi non era perfetto nell’uscita e Romano colpiva di testa, senza riuscire ad indirizzare: si salvavano i gialloblù. Al 10’ ancora Romano ci provava con una conclusione, la sfera sfilava distante dal bersaglio. Qualche secondo più tardi, sul versante opposto, Felippe faceva partire un tiro che risultava impreciso. I campani si affacciavano in avanti anche al 20’ con Salvemini, ma l’occasione migliore arrivava al 24’: la coppia offensiva dialoga, La Monica calciava di prima intenzione e il pallone terminava di poco alto. Subito dopo la mezz’ora, Iglio scappa sulla destra e pennella: Salvemini impatta sul primo palo, mandando di testa sul fondo. Al 40’ capitan Poziello si mette in evidenza con una giocata respinta da Vannucchi. Gli ultimi sussulti del primo tempo erano targati Salvemini-Iglio: all’intervallo era 0-0 al Partenio-Lombardi. La ripresa si apriva con qualche sostituzione da una parte e dall’altra. Ed era proprio Gladestony ad aprire il secondo tempo con una conclusione intercettata da Vannucchi. Al 51’ La Monica, servito da Felippe, scaricava un tiro che finiva poco distante dallo specchio. Attorno all’ora di gioco, si rinnovava l’asse offensivo di mister Di Napoli: Salvemini innescava La Monica, ma la soluzione di quest’ultimo non era impeccabile. Al 68’ Sassi doveva neutralizzare un colpo di testa di Provenzano su angolo di Ferrara. L’intensità della gara si abbassava sensibilmente nella fase finale, non si registravano occasioni interessanti dall’una e dall’altra parte. Da segnalare soltanto due guizzi fuori misura di Gladestony: al triplice fischio era 0-0.

MONTEROSI TUSCIA – LATINA: terminava in parità la sfida tra Monterosi e Latina. Una prima frazione di gioco ben giocata dal Latina, mentre nella ripresa il Monterosi si rendeva pericolosissimo, colpendo anche un palo nel finale. Tutto invariato per quanto riguarda le posizioni in classifica. Primi dieci minuti di gioco molto contratti da parte di entrambe le squadre, segno evidente della grande posta in palio. La prima grande occasione del match era ad opera del Latina. Barberini lanciava in maniera perfetta Ganz, con l’attaccante abile a liberarsi e a scaricare in porta un destro insidiosissimo. Ottima anche la risposta del portiere Forte, che con la mano di richiamo riusciva a respingere fuori la sfera. I nerazzurri però continuavano con la pressione offensiva, dimostrando una buona aggressività. Man mano i ritmi tornano ad abbassarsi, con il Monterosi che provava ad affacciarsi verso la porta di Tonti con manovre ragionate. Si concludeva così un primo tempo molto bloccato. Escluso il lampo di Ganz non si registravano altre occasioni degne di nota, complice anche la tensione in campo data dall’importanza di questi tre punti in palio. Nella ripresa Di Donato optava subito per un cambio, con Riccardi che rilevava Belloni. Il nuovo entrato si faceva subito notare con una discesa importante e un destro che veniva deviato in corner da Forte. Anche la squadra di casa si faceva vedere nella ripresa, con una prolungata azione nell’area di rigore nerazzurra, conclusa poi fuori da Carlini. Un Monterosi molto più spregiudicato nella seconda frazione di gioco. Nel Latina trovavano spazio anche Fabrizi, Cortiniovis e Pellegrino, al posto di Furlan, Calabrese e Barberini. La partita continuava ad essere bloccata per quanto riguarda le occasioni pericolose da rete, ma il Monterosi continuava a farsi preferire in questo frangente per il ritmo e il possesso palla. In pieno recupero arrivava il primo vero tiro del Monterosi, con Tonti che riusciva a bloccare sicuro senza correre ulteriori rischi. La squadra di casa produceva il massimo sforzo nei minuti finali, arrivando a colpire un palo a tempo scaduto. Finiva quindi 0-0 l’importante sfida tra Monterosi Tuscia e Latina, con le due squadre che si sono divise un tempo per parte per occasioni.

FIDELIS ANDRIA – GELBISON: la Gelbison versione Esposito, centrava il terzo risultato utile e metteva un altro pezzo nella scalata che sperava possa terminare con la permanenza in serie C. Sul campo della Fidelis Andria che chiudeva la classifica i cilentani riuscivano a portare a casa un punto ma recriminavano per non essere riusciti a centrare l’intera posta. Padroni di casa schierati con il 3-4-2-1, mentre cilentani con il 3-5-2, con De Sena e Tumminello in avanti. La Gelbison partiva decisa e creava diverse occasioni ma poco prima della mezzora restava in dieci per il doppio giallo rimediato da Gilli, e il tecnico nolano passava al 4-3-2. Nonostante l’inferiorità i rossoblù si rendevano pericolosi con De Sena e Graziani, ma al minuto 42 erano costretti a capitolare per il rigore assegnato per un fallo di mano di Nunziante, molto contestato. Alla battuta andava Arrigoni che batteva Anatrella, al quale non bastava toccare la sfera. E sull’1-0 si andava al riposo. Nella ripresa dopo 10 minuti arrivava il meritato pareggio della Gelbison a firmarlo era De Sena, bravo a battere l’estremo pugliese da pochi passi. Per l’attaccante rossoblù era l’ottavo centro stagionale. E ancora De Sena a mettere paura ai padroni casa prima al 65’ con un tiro di poco al alto e poi dopo 4 giri di lancette sfiorava l’incrocio. Anche il tecnico Esposito, veniva espulso e non poteva seguire la squadra nella parte finale del match con la squadra che proponeva un nuovo assetto con 5-3-1, per fronteggiare il forcing della Fidelis Andria che non riusciva a segnare e finiva per essere contestata dai tifosi di casa. Per la Gelbison un punto che la faceva rimanere a + 4 sul Monterosi.

Tags: Serie C
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