di Fabrizio Di Leo
34^ giornata con tante sorprese e verdetti quasi definitivi. Al Ceravolo di Catanzaro, in un clima di festa celebrativo del ritorno in B, il Pescara di Zeman, per ben due volte in vantaggio, viene recuperato al 90°, grazie ad un rigore a dir poco generoso concesso ma permette agli adriatici di conquistare un punto e rimanere in terza posizione, con due punti di vantaggio sull’arrembante Picerno. Il Crotone, sicuro secondo in classifica, a Latina dopo essere passato in vantaggio due volte, veniva raggiunto sul pari, per un’autorete, quindi, nei venti minuti finali di gara, non trovava più la rete della vittoria e si accontentava di un pari che serviva più per l’archivio che per la graduatoria. Il Picerno impegnato nella lotta per la terza piazza, sul proprio campo veniva bloccato da una Gelbison sempre più affamata di punti utili a rimanere ancorati in una posizione tra la zona play out (17° posto) e quella cuscinetto (permanenza certa distante un solo punto). Pareggio senza soddisfazione per i lucani, in quanto i due punti non consentono l’aggancio al Pescara (terzo in solitaria) e rimandano l’assalto al turno successivo. Il Cerignola sotto rispetto ai melandrini di Longo di due punti, nell’arduo match di Viterbo contro la formazione laziale di Menichini sempre più impaludata, dopo essere riuscito a passare in vantaggio era raggiunta dai tusci e si doveva accontentare di un pareggio che lasciava l’amaro in bocca ai padroni di casa, sempre penultimi, ma a nove punti da un terzetto capitanato dal Messina e che comprende anche la Gelbison e l’Acr Messina, condizione significativa di retrocessione diretta, senza passare dai play out. A Foggia, si consumava un dramma per il club dauno. La sconfitta contenuta, ma poteva essere più ampia, subita contro il Monterosi Tuscia, ha portato alle dimissioni di Somma, con la nomina del suo vice alla guida della squadra e, nel contempo, all’annunciato disimpegno con l’autogestione del club fino al termine della stagione, da parte del presidente, contestatissimo, Canonico. Lo scivolamento in classifica, ora sesta la squadra rossonera e l’autogestione che fanno stagliare orizzonti foschi, se non ci sarà il subentro di una nuova proprietà, sta mettendo a rischio quanto di buono fatto sinora e questo, nel dopo gara, traspariva in tutta la rosa e l’incertezza tanto tecnica che societaria minava quella apparente tranquillità finora vista nonché la frattura tra club/tifoseria per i mancati appuntamenti per un campionato di vertice, assolutamente non da retrovia in zona play off, sinonimo di sofferenza fino alla fine della lotteria post season, molto impegnativa, complessa, dispendiosa economicamente. La Virtus Francavilla, dopo la sconfitta di Taranto, batteva, sul proprio campo, un Monopoli in in netta difficoltà, nonostante il cambio tecnico in panchina, con il classico 2 a 0, all’inglese, arrivando ad occupare la settima posizione. Il Potenza, prepotentemente, al Viviani, riscattava l’inopinata sconfitta interna subita dal Messina, travolgendo la Juve Stabia, del nuovo corso Novellino, evidentemente incapace, alla sua prima uscita da allenatore, di dare la giusta scossa alla “vespe” stabiesi. La progressione dei lucani, in questo turno, sorprendeva, il terzetto composto dal Latina (pari casalingo con il Crotone, dal Giugliano (capace di battere l’Andria con un pirotecnico 4 a 3 , dopo essere stato in svantaggio per ben due volte) e l’Avellino (pari casuale allo Iacovone, ma nel complesso giusto). Il Taranto, dopo la vittoria sulla Virtus, ancora una volta allo Iacovone si sbloccava per merito i Tommasini (doppietta pesante), ma gli irpini con due goal òportavano a casa un punto, brodino per una squadra convalescente con il tecnico Rastelli sempre sui carboni per i continui mal di pancia della tifoseria avellinese, scontenta del cammino assolutamente non in linea con i programmi fissati nonché la consistenza della rosa, economicamente anche dispendiosa nel uso allestimento. La Turris, alle spalle della coppia Taranto e Juve Stabia, faceva suo lo scontro diretto con il Messina, travolgendo senza ombra di dubbio e compiva un balzo che la portava al di fuori della zona play out (al momento non disputabili vista la differenza tra penultima e quint’ultima, ovvero nove punti.
CATANZARO – PESCARA: finiva 2-2 il match tra Catanzaro e Pescara. Spettacolo sugli spalti, spettacolo in campo. E questa volta il vento non era un problema. Ceravolo tutto esaurito, coreografia da brividi e si respirava quella sensazione che con la C questa partita c’entrasse poco o nulla. In campo un tourbillon di emozioni. Brosco ad un passo dal vantaggio dopo 30″, Iemmello si divorava l’1-0 qualche minuto più tardi. Giù altri gettoni nella giostra del Ceravolo e il Pescara centrava il palo con Rafia prima del vantaggio firmato da Lescano. E c’era sempre lo zampino di Rafia: pressione alta e recupero palla, Lescano tutto solo in area batteva con il destro Fulignati. E non finiva lì perché il Pescara aveva la ghiotta palla gol per il raddoppio. Crescenzi era perfetto, cross che doveva solo essere spinto in rete da Lescano che però da due passi sbagliava. E il Catanzaro non perdonava. Kraja perdeva palla, Curcio andava via sul filo del fuorigioco e mandava il pallone sotto la traversa. Ripresa. Ritmi più bassi ma emozioni alle stelle per il Pescara perché Milani metteva al centro un pallone perfetto e Lescano firmava il nuovo vantaggio. Il Catanzaro tornava a spingere e sfiorava il pari con Martinelli che centrava la traversa, il Pescara sembrava aver preso le misure con il passare dei minuti ma al 45′ un ingenuo tocco di mano di Crescenzi regalava il rigore che Cianci trasformava. Maria Marotta diceva che può bastare. Per gli amanti del calcio quel triplice fischio non doveva mai arrivare perché in campo erano stati 90′ di spettacolo vero.
LATINA – CROTONE: terminava 2-2 la sfida tra Latina e Crotone dopo 95 minuti spettacolare, con quattro reti nel corso della ripresa, tante occasioni e tanto agonismo. Un punto importante per la squadra pontina che alla fine era riuscita a fermare la squadra seconda in classifica che saliva a 71 punti, mentre il Latina raggiungeva quota 43 e restava comunque in zona play off malgrado le vittorie delle dirette concorrenti. I primi dieci minuti di gioco erano di marca ospite, con Gomez che dopo trenta secondi colpiva anche un palo, ma l’attaccante del Crotone era in posizione di fuorigioco. Il Latina almeno all’inizio aspettava gli avversari e provava ad organizzare il contropiede. Con il passare del tempo la squadra nerazzurra alzava il suo baricentro e iniziava a giocare meglio dei rossoblù. Infatti, al Latina capitava anche una prima buona opportunità, ma la girata di Rosseti in piena area era respinta dalla difesa ospite. Ancora pericoloso il numero 11 nerazzurro grazie a un calcio di punizione ben calciato che si perdeva di poco sopra la traversa. Che azione del Latina al 36’. Discesa perfetta di Sannipoli sulla destra, con l’esterno che riusciva pennellare una gran palla al centro dell’area di rigore. Ganz era perfettamente appostato e colpiva con una mezza rovesciata che però si perdeva sul fondo di poco. Nei minuti di recupero una occasione d’oro divorata dal Latina Calcio: Rosseti era stato bravo a recuperare un pallone e involarsi in contropiede, ma il suo cross, con Ganz completamente solo all’altezza del dischetto del rigore, risultava fuori misura e imprendibile per il centravanti. Fino a quel punto un risultato giusto. All’inizio della ripresa Daniele Di Donato effettuava il suo primo cambio con Riccardi che prendeva il posto di Pellegrino. Passavano cinque minuti e il Crotone trovava il vantaggio. Era un eurogol quello tirato fuori da Mattia Vitale, che da oltre 30 metri scagliava un sinistro che andava ad infilarsi nell’angolino basso alla destra di Tonti. Nulla da fare per il portiere nerazzurro. Il Latina poteva pareggiare dopo pochissimo, con Ganz che sfruttava un disimpegno errato della squadra ospite, ma il suo tiro da posizione defilata non riusciva a centrare la porta.
AZ PICERNO – GELBISON: sfida poco vibrante in avvio, per i padroni di casa. Santarcangelo, alla mezzora, cercava la via dei pali difesa da D’Agostino senza inquadrare la porta. La risposta della Gelbison arrivava intorno al 40′ con un tiro di Uliano dal limite che usciva di poco al lato. Nel finale di frazione occasionissima per il Picerno che con il solito Santarcangelo di testa, sugli sviluppi di un corner, metteva la palla alta a porta praticamente sguarnita. Prima di tornare negli spogliatoi D’Agostino, poi, doveva metterci i guantoni per murare la conclusione aerea di Kouda. Nella ripresa i cilentani si facevano vedere con un timido tentativo di Nunziante prima e di Infantino che chiamava all’intervento Albertazzi, numero uno dei lucani. I padroni di casa invece ci provavano con Esposito che da fuori area però mandava sul fondo. Molto più pericoloso al quarto d’ora De Sena che di testa da buona posizione chiamava ancora agli straordinari Albertazzi. Intorno al 20′ un’occasione per parte: De Cristofaro chiamava in causa D’Agostino e De Sena, sul fronte opposto, Albertazzi ma il parziale non cambiava sino al triplice fischio finale.
VITERBESE – AUDACE CERIGNOLA: dopo la sconfitta di Crotone, la Viterbese tornava a fare punti. Al cospetto dell’Audace Cerignola i gialloblù ottenevano un pareggio in rimonta che consentiva di lasciarsi alle spalle la Fidelis Andria ultima della classe ma senza disputare i play out. Rammarico per la formazione di mister Lopez visto che l’Audace Cerignola trovava il gol alla prima occasione, grazie al neo entrato Sainz-Maza. In precedenza, però, era stata la Viterbese a sfiorare il vantaggio più di una volta: prima con Marotta e poi la clamorosa opportunità di Monteagudo che, in rovesciata sugli sviluppi di un corner, non trovava lo specchio della porta per pochi centimetri. Nella ripresa subito un grande intervento di Bisogno sulla punizione calciata da Achik, preludio al pareggio dei gialloblù padroni di casa. Autore del gol Devetak, il più lesto a ribadire in rete dopo una mischia. Al 25′, invece, altra parata importante di Bisogno, questa volta sulla conclusione del neo entrato D’Ausilio. Per la Viterbese due occasioni in ripartenza, non sfruttate per l’imprecisione degli attaccanti.
FOGGIA MONTEROSI TUSCIA: fischi così assordanti alla fine del primo tempo non si sentivano da un po’, dalla gara con il Pescara; allora finì con un pesante passivo con conseguente addio di Boscaglia. Il primo tempo contro il Monterosi non contribuiva a dissipare le nubi. Somma ripristinava il 3-5-2 con la mediana muscolare che con Gallo azionò la risalita (Frigerio e Di Noia ai fianchi di Petermann), ma certe problematiche restavano, anzi, erano più intense. L’assenza di Costa, determinava l’avanzamento di Rizzo con la contestuale riproposizione del redivivo Markic accanto a Kontek e Rutjens. L’improvvisato terzetto sbandava in più di un’occasione, ma non era l’unica criticità da rilevare. Il Foggia, semplicemente, non c’era. L’approccio ai limiti della censura era evidente nei banali errori tecnici e nelle palle perse malamente in fase di impostazione (di Petermann, in particolare). Il Monterosi faceva il suo, sfruttando la fisicità di un onnipresente Mbende, e la velocità dei suoi esterni. Nell’economia della gara, finivano per fare una dignitosa figura persino gli ex (ma ancora sotto contratto con i rossoneri) Tonin e Vitali, che Menichini affiancava alla punta Costantino. Ed era proprio quest’ultimo a sbloccarla all’11’, con la più semplice delle deviazioni sotto porta. Da vietare ai minori sia il tentativo da parte di Petermann di servire Thiam con un retropassaggio di testa – malgrado una distanza tra i due di oltre trenta metri – che dava il via all’azione del gol, che il piazzamento dell’intera difesa sul servizio al centro di Verde. La reazione dei rossoneri si consumava tutta in un paio di velleitarie conclusioni che solleticano i guanti di Forte. Neanche il tempo di completare il primo giro di lancetta, nella ripresa, che la rete del Foggia si gonfiava nuovamente. Beffa delle beffe, il gol lo segnava il ‘carneade’ Vitali, con una leggera zampata su cross dalla sinistra, sulla quale Thiam si limitava alla mera contemplazione. Somma si affidava a Peralta e Bjarkason, ai quali si aggiungeva anche Beretta passando al 3-4-2-1 prima e 3-4-1-2 poi. Ma come già detto, non era solo questione di moduli. L’atteggiamento dei rossoneri mal si conciliava con quello di una squadra che avrebbe dovuto lottare per posizioni importanti e, pertanto, ripristinare il pari. La ripresa del comando sul gioco non trovava il conforto della necessaria concretezza. L’unico pericolo significativo lo regalava Garattoni (il meno negativo dei suoi), che trovava la partnership giusta in Ogunseye per il dai e vai che veniva murato sul più bello da Forte. Tabellino alla mano, sono più le occasioni nelle quali il Monterosi poteva segnare il terzo, che non arrivava per l’eccessiva indulgenza degli ex Vitali e Di Paolantonio. L’indulgenza della ‘Nord’, invece, terminava intorno alla mezz’ora, quando tornano a risuonare cori che non si sentivano dalla gara di coppa con il Picerno. Nel corposo recupero Beretta trovava il gol dell’inutile 1-2, più pesante era il rosso rimediato da Di Noia subito dopo. Il futuro del Foggia, invece, era più nero della pece ed infatti segnava l’addio di Somma e l’autogestione imposta dal patron Canonico, ormai ex presidente annunciato, in una conferenza stampa dove il numero uno spiegava le dinamiche degli ultimi due mesi.
VIRTUS FRANCAVILLA – MONOPOLI: nel posticipo della trentaquattresima giornata del girone C di Serie C la squadra di casa risolveva i giochi nel primo tempo. In avvio la formazione biancoceleste sfiorava più volte il vantaggio. All’11’ Murilo colpiva la traversa, mentre un minuto dopo Maiorino impegnava Vettorel con un destro dalla lunghissima distanza. Al 14′ arrivava l’1-0 del Francavilla: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Solcia svettava di testa e faceva 1-0. Al 38′ c’era il raddoppio: Murilo pescava in area Patierno che con un tocco di piatto beffava Vettorel. Nella ripresa il Monopoli provava a reagire, ma l’occasione più nitida ce l’aveva comunque il Francavilla con Patierno che impegnava Vettorel nella difesa del suo palo con un rigore in movimento. Nel finale il tentativo di assedio degli ospiti non era sufficiente. La Virtus Francavilla saliva a 35 punti e si riaffacciava nei piani alti.
POTENZA – JUVE STABIA: notte fonda in casa Juve Stabia, con i gialloblù che affondavano a Potenza, ed ora si ritrovavano, a quattro turni dall’epilogo della stagione regolare ad appena cinque lunghezze dalla zona play-out. Non bastava l’ennesimo cambio alla guida dell’undici dei fratelli Langella, che dovranno guardarsi le spalle per evitare brutte sorprese. Novellino, alla prima panchina dopo essere stato richiamato al capezzale della Juve Stabia, confermava quanto previsto alla vigilia, con l’unica novità di Mignanelli che, recuperato, andava subito in campo al posto di Dell’Orfanello. Altobelli arretrava per Cinaglia, in evidente difficoltà nelle ultime gare, tridente “leggero” con Silipo-Pandolfi-Bentivegna in attacco. Dopo un buon avvio, con una girata di Silipo che si spegneva sul fondo, era subito notte per l’undici stabiese. Sei minuti appena e passava il Potenza. Azione prolungata, Steffè pescava Italia in area, piatto destro per battere Barosi. Potenza che prendeva coraggio, ed al 26’ trovava anche il raddoppio. Testa di Murano, Barosi stavolta respingeva, ma Caturano era a due passi ed in sforbiciata metteva a segno il 2-0. Alla mezzora la gara si accendeva. Pandolfi colpiva Verrengia, l’assistente era più attento del direttore di gara che gli mostrava il cartellino rosso lasciando la Juve Stabia in dieci. Novellino chiamava Michele Volpe dalla panchina per dare peso al reparto avanzato, ma erano i padroni di casa a trovare il tris con Caturano, ma si alzava la bandierina e la rete veniva annullata per fuorigioco. Finale con la Juve Stabia che, nonostante l’uomo in meno restava in partita. Angolo per i gialloblù, nella mischia che si accendeva davanti alla porta del Potenza irrompeva Altobelli ad anticipare tutti per il 2-1 che riapriva la sfida. Avvio di ripresa tutto di marca rossoblù. Barosi salvava in almeno due occasioni ma al 10’ sugli sviluppi di un corner era Giovanni Volpe a calare il 3-1. La Juve Stabia provava a reagire. Prima con Silipo, che falliva d’un soffio il gol, poi con D’Agostino e Maggioni che Novellino mandava in campo per provare a variare sul tema. Ma a passare era ancora il Potenza. Giovanni Volpe scaricava su Steffè solo a due passi da Barosi, tocco d’esterno e poker dei lucani. Il finale era tutto da dimenticare, Verrengia centrava perfino il 5-1. Non bastava il 5-2 di D’Agostino all’88’ ad evitare il tracollo. Bocciata del tutto la Juve Stabia costretta a guardarsi le spalle ed a fare i punti necessari per la salvezza, alla vigilia del derby con l’Avellino in programma al Menti la Domenica delle Palme.
GIUGLIANO – FIDELIS ANDRIA: pirotecnica vittoria per il Giugliano nello show allo Stadio Partenio-Lombardi di Avellino: battuta la Fidelis Andria col risultato di 4-3. Ribaltoni, gol ed emozioni sul terreno irpino: i napoletani mettevano l’ipoteca sulla salvezza. I Tigrotti si schieravano col trequartista dietro le due punte: Rizzo agiva alle spalle di Salvemini e Sorrentino. A centrocampo c’era Eyango con Felippe e Raffaele Poziello. Rondinella e Gomez si prendevano le corsie. Il primo tentativo era di Micovschi al 5’ con un mancino che si spegneva fuori. Stesso esito, qualche minuto più tardi, per Bolsius dalla distanza. All’11’, su uno schema da calcio piazzato, era Salvemini ad affacciarsi in attacco: nessun problema per Savini. Il duello si rinnovava subito, ma era ancora il portiere a neutralizzare la giocata dell’attaccante gialloblù. Al 14’ si sbloccava la sfida sull’asse Bolsius-Micovschi: l’ex Avellino raccoglieva il suggerimento del compagno, anticipava VIscovo e siglava il vantaggio ospite. La reazione dei campani arrivava sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Poziello che staccava e Scognamiglio che non riusciva ad impattare per il salvataggio di Savini. Poi era il capitano a mandare sul fondo da ottima posizione: sprecata una clamorosa occasione per il pareggio. L’1-1 si concretizzava al 27’ con Scognamiglio che sfruttava l’uscita a vuoto del portiere e insaccava a porta sguarnita. La rete galvanizzava i ragazzi di mister Di Napoli che riuscivano a ribaltare il match al 31’. Sorrentino approfittava del passaggio di Rizzo e col destro infilava il pallone alle spalle di Savini. Gioia che durava pochi giri di lancette perché al 36’ Bolsius faceva 2-2 dopo una disattenzione della difesa: l’attaccante capitalizzava su iniziativa di Ventola. La ripresa si apriva con un fallo di Rondinella su Candellori in piena area di rigore: l’arbitro assegnava la massima punizione. Sul punto di battuta andava Ventola che non sbagliava: altra rimonta al Partenio-Lombardi. Al 53’ Felippe sfiorava il nuovo pari, Savini era provvidenziale per i suoi. I pugliesi restavano in attacco, calciando in maniera imprecisa con Dalmazzi e Candellori. Al 78’ il Giugliano agguantava il 3-3: ci pensava La Monica a ristabilire l’equilibrio sulla sponda di Piovaccari. All’82’ Candellori salvava la Fidelis Andria sulla conclusione di La Monica, ma allo scadere era Salvemini a far esplodere i gialloblù col poker su cross di Iglio. Terminava 4-3 l’incontro.
TARANTO – AVELLINO: dopo un inizio di partita assolutamente soporifero, alla prima vera azione della sfida, al 18′, il Taranto si portava in vantaggio: Tommasini sfuggiva ad Auriletto e, in diagonale, batteva Marcone, sfruttando nel migliore dei modi un errore di Mazzocco, che si faceva soffiare ingenuamente la sfera. Matera dalla bandierina, ma nessuno riusciva a deviare il pallone in porta. Primo vero squillo dell’Avellino, ma solo al 30′. Punizione di Tito al 38′, Mazzocco colpisce di testa e trovava la respinta in corner di Vannucchi. Al 40′, l’Avellino, quasi a sorpresa, trovava il pari: Vannucchi respingeva il tentativo di Russo proprio sui piedi di D’Angelo che, davanti alla porta, non poteva davvero sbagliare. Duplice fischio allo Stadio Iacovone; sbloccata la sfida con Tommasini, la pareggiava il conto D’Angelo. Taranto di nuovo avanti al 61′, Tommasini a tu per tu con Marcone, dopo aver bruciato Auriletto, riportava avanti i suoi. Brivido per il Taranto al 74′, la punizione di Tito quasi provocava l’autorete di Formiconi. Al 78′ l’Avellino trovava il nuovo pareggio, con Matera, che, dal limite dell’area, con un destro al volo beffava Vannucchi. Dubbi sulla posizione di due avellinesi, apparsi al di là della linea difensiva ionica, ma l’arbitro convalidava. Il risultato non cambiava più fino al triplice fischio finale.
TURRIS – ACR MESSINA: la sconfitta dell’Amedeo Liguori era la prima della gestione Raciti in trasferta, un brutto stop in una giornata in cui il Messina aveva perso prima Perez, fermato da un’influenza, e dopo neanche un quarto di partita Kragl. La Turris scavalcava il Messina e saliva a 37 punti contro i 36 dei biancoscudati. Alle spalle del Messina pari della Gelbison, vittoria del Monterosi Tuscia contro il Foggia, prossimo avversario del Messina al Franco Scoglio. Pari Viterbese e sconfitta della Fidelis Andria, queste ultime due restavano lontanissime. La classifica del girone C vedeva il Messina 16° ma aveva gli stessi punti di Gelbison e Monterosi, per la truppa di Raciti era l’ultimo scontro diretto ed terminava come peggio non poteva. Subito aggressiva la Turris che reclamava un rigore al terzo minuto ma il contrasto era sul pallone. Al 4’ si sbloccava già la sfida per i locali: Guida sfondava a sinistra e serviva a rimorchio Frascatore, il difensore centrale si inseriva bene e dopo una slalom batteva con fredezza Fumagalli. Al 6’ non si fermavano i corallini che con Rizzo sfioravano il raddoppio, il portiere biancoscudato salvava in angolo. All’8’ la replica del Messina con Ibou Balde che arrivava alla conclusione da dentro l’area bloccata da Fasolino. Al 10’ altra occasione per i giallorossi con la punizione di Kragl insidiosa a metà tra un assist e una conclusione in porta. Si faceva male in un contrasto Kragl e lasciava il campo a Iannone dopo neanche un quarto di partita. Non si fermava nell’attaccare la Turris che continuava a far male quando scendeva sulle fasce, Guida a sinistra serviva Rizzo dall’altra parte la conclusione di quest’ultimo al 22′ si infrangeva su Trasciani. Rispondeva il Messina con Ragusa che provava la soluzione personale e guadagnava calcio d’angolo. Al 26′ altra occasione da rete in area per i locali con Maniero che controllava all’altezza del dischetto ma concludeva malamente alto sopra la traversa. Al 29′ occasione Messina che iniziava con Fumagalli che allargava per Berto, il difensore portava palla per 40 metri e poi verticalizzvaa per Balde, il 10 biancoscudato allargava per Marino che concludeva tra le braccia di Fasolino. Cambiava modulo Raciti, Balde tornava sotto punta e Ragusa giocava centravanti. La pressione offensiva dei corallini non si placava, ma il Messina aveva un’altra ghiotta occasione per il pari sorprendendo la difesa ospite con Ragusa al 36′ che calciava malissimo da dentro l’area. Nel finale concessi due minuti di recupero ma il punteggio non camvabia. All’ultimo secondo corner per il Messina con Balde che tentava la girata di testa che non inquadrava lo specchio della porta. Iniziava pressando più alto il Messina nel secondo tempo e al 51′ un guizzo di Carmine Iannone con la palla che si stampava sul palo. Il gol del Messina arrivava al 55′, ma era annullato per fuorigioco: Marino da destra serviva Ragusa a centro area, posizione poi giudicata irregolare, che in scivolata trovava la risposta di Fasolino, sulla respinta corta era andato a segno Ibou Balde. Al 56′ la Turris scaricava l’adrenalina con Guida che sulla sinistra vieniva murato da ottima posizione da Helder Baldé. Doppio cambio per Raciti fuori Trasciani e Marino dentro Versienti e Zuppel. Al 63′ punizione dal limite di Ibou Balde che però non trovava la porta. Al 65′ Ercolano subentrato metteva a sedere Helder Balde ma poi falliva la conclusione. La Turris riprendeva campo e al 66′ era Mallamo a sventare l’occasione del raddoppio per i locali allungando il pallone in angolo. I locali si chiudevano in difesa e perdevano tempo, la partita diventava spezzettata e il Messina si innvervosiva. All’82′ il raddoppio della Turris, sciocchezza di Ferrara che si faceva soffiare il pallone da Longo che metteva a rimorchio per Acquadro che battevaFumagalli da dentro l’area piccola. Il Messina provava la reazione con Iannone, migliore tra i suoi nonostante sia subentrato, che all’89’ impegnava Fasolino con un tiro dalla distanza. Nel finale la Turris trovava un altro gol in pieno recupero con il subentrato Longo che lanciato in profondità batteva Fumagalli. Il Messina provava la reazione con Iannone, migliore tra i suoi nonostante sia subentrato, che all’89’ impegnava Fasolino con un tiro dalla distanza. Nel finale la Turris trovava un altro gol in pieno recupero con il subentrato Longo che lanciato in profondità batteva Fumagalli.














