RASSEGNA STAMPA DEL 31 MARZO 2023 – CORRIERE DELLO SPORT
di Vito Di Noi
Christian Tommasini,è lei l’uomo del momento in casa Taranto: in appena due settimane, a suon di gol (tre tra Virtus Francavilla e Avellino), ha riscattato le difficoltà riscontrate nell’ultimo periodo.
«Ho avuto una serie di problemi dall’inizio del girone di ritorno nonostante, tra fine novembre e buona parte di dicembre, fossi riuscito a sbloccarmi e, soprattutto, a trovare continuità. Ma credo fortemente nel lavoro ed ero certo che avrei ritrovato la condizione migliore. È un buon periodo e spero di continuare così fino a fine stagione».
L’impressione è che, da qualche domenica a questa parte, sia un Taranto che giochi per Tommasini.
«Necessitavamo di tempo per conoscerci considerando i tanti volti nuovi giunti a gennaio e, in questi casi, l’intesa deve necessariamente crescere nonostante non si tratti di un processo rapidissimo. Più che per me, è un Taranto che gioca per regalare soddisfazioni a chi ama questi colori: nelle scorse settimane abbiamo creato tanto, ma purtroppo ci è mancata la giusta cattiveria negli ultimi 16 metri».
Lei è tra i pochi superstiti del Taranto di inizio stagione: cosa è cambiato nel corso degli ultimi mesi?
«Ci sono stati tanti cambiamenti soprattutto a livello di interpreti, ma in ognuno di noi, vecchi o nuovi, non è mai mancata l’unione e la voglia di dimostrare il nostro valore: c’è grande cultura del lavoro e non è un elemento scontato all’interno di uno spogliatoio. Siamo un gruppo sano che vuole chiudere al meglio la stagione».
Si parla sempre di un Taranto che punta a salvarsi, ma vi è mai capitato di lanciare uno sguardo verso l’alto?
«Il nostro motto si è sempre rispecchiato nel ragionare di partita in partita senza compiere voli pindarici: la salvezza non è ancora raggiunta, ma siamo fuori dalla zona playout già da qualche tempo e, perché no, i playoff possono essere una suggestione alla nostra portata. Ma pensiamo solo al Crotone, laddove ci aspetta una partita complicatissima considerando la loro forza e le loro ambizioni. Il resto lo si vedrà».
Per lei non è una gara speciale: all’andata mise a segno la sua prima rete in rossoblù.
«Fu una liberazione, ma affronto ogni avversario con la giusta concentrazione e, soprattutto, senza fare alcuna distinzione. Per tutti noi sarà una vetrina importante: basti pensare che, appena due anni fa, lo stadio Scida ospitava partite di Serie A. Ce la giocheremo al massimo sperando di chiudere definitivamente la pratica salvezza».
Lo scorso anno i suoi traguardi personali non collimarono con quelli di squadra (la Paganese retrocesse malgrado il suo bottino): è per lei l’annata del riscatto?
«Forse il termine riscatto è un po’ esagerato, ma a 25 anni e con una discreta esperienza
in Serie C sicuramente questa stagione è stata ed è tuttora il crocevia della mia carriera: quella retrocessione brucia ancora, anche se adesso mi piacerebbe far combaciare i miei traguardi con quelli del gruppo».
La doppia cifra, per lei, è alla portata.
«Sì, è un obiettivo, ma preferisco non sbilanciarmi molto per scaramanzia».
Rispetto alle scorse stagioni, cosa le sta dando in più l’esperienza di Taranto?
«Sicuramente a livello ambientale c’è una differenza abissale rispetto alle altre piazze nelle quali ho militato: questa è una città che vive di calcio e devi saper reggere le pressioni. Forse, questa dinamica ha tirato fuori in me un grado di maturazione differente».
A fine stagione, però, farà rientro al Pisa.
«Sì, ma ora non ci penso e voglio onorare al meglio la maglia del Taranto: punto al massimo sia individualmente che a livello di collettivo con l’ambizione di continuare a segnare perché per un attaccante è un aspetto fondamentale».
Doppia cifra e playoff: quanto ci crede Tommasini?
«Ci credo tantissimo, anzi, dove firmo? (ride, ndr)».
La sua ambizione è la Serie B: le piacerebbe rimanere a Taranto qualora dovesse essere varato un progetto che miri al raggiungimento di questo obiettivo?
«Certo che sì, sarebbe un piacere oltre che un onore per me. Voglio la Serie B quanto prima, ma se dovessi raggiungerla con questa maglia la soddisfazione sarebbe doppia».













