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Taranto-Messina 0-0, la fotogallery

Serie C/C, il Taranto non va oltre il pareggio contro il Messina. Alla Juve Stabia l’ultimo pass per i play-off

Il Pescara di Zeman, nella temuta trasferta di Picerno, passava alla grande, sul campo dei melandrini, non facendo assolutamente entrare in partita i ragazzi di Longo. Il 3 a 0 finale era la certificazione per gli abruzzesi del terzo posto nella griglia e definitiva collocazione

di Fabrizio Di Leo

L’ultima giornata dell stagione regolare , 2022 – 23, ha sciolto gli ultimi verdetti, molti a sorpresa per via di risultai , in qualche caso inaspettati. Nella zona play off, il Crotone di Zauli ha chiuso l’annata cn l’ennesimo successo che riduceva il gap dal Catanzaro, al – 16 finale, condannando i campani, allo spareggio, andata e ritorno con il Messina. Il Pescara di Zeman, nella temuta trasferta di Picerno, passava alla grande, sul campo dei melandrini, non facendo assolutamente entrare in partita i ragazzi di Longo. Il 3 a 0 finale era la certificazione per gli abruzzesi del terzo posto nella griglia e definitiva collocazione. Il Foggia, approfittando del crollo casalingo del Picerno e dello stentato pareggio del Cerignola, a Castellammare di Stabia, travolgendo la balbettante Turris conquistava il quarto posto, davanti al Cerignola, quinto e Picerno sesto, quindi il Monopoli, superando la Gelbison, in rimonta dallo 0 – 1 al 3 – 1, era in settima piazza. Nella lotta dall’8° al 10° posto, gli intrecci di Potenza – Catanzaro, Juve Stabia – Cerignola e Taranto – Messina, determinavano un finale thrilling degno dei classici gialli di Alfred Hitchcock. Un Catanzaro svagato (?), sotto 0 – 2,poi 1 – 2 e quindi 1 – 3, dopo aver dimezzato lo svantaggio, consegnava ai lucani la qualificazione al 9°posto. Il Cerignola, leggermente svagato, dava la possibilità alla Juve Stabia di Novellino di qualificarsi, in extremis, quale 10^. grazie alla classifica avulsa che la premiava nei confronti del Taranto, bello e sfortunato, nel match contro il Messina, comunque condannato allo spareggio per la permanenza contro la Gelbison. Il Giugliano, fuori dalla possibilità di poter entrare nella prestigiosa griglia, precedeva Avellino e Turris, grandi delusioni stagionali, con gli irpini ,impotenti di fronte ad un Monetosi, salvo per il rotto della cuffia, grazie alla forchetta di nove punti con la penultima (Viterbese). L’Andria di Cudini, in vantaggio, poi recuperata e superata dai pontini si vedeva da sicura partecipante ai play out, alla retrocessione mortificante in serie D, da ultima per la differenza reti nel doppio confronto con al Viterbese. I laziali di Menichini, in effetti, approfittavano di un svagata e solita Virtus , formato trasferta e contestata per via del deprimente cammino esterno. Finiva così la stagione regolare, con verdetti mortificanti, sorprendenti, al i quarta serie.

AZ PICERNO – PESCARA: il terzo posto era in gioco a Picerno, dove il Pescara poteva accontentarsi di non perdere per passare alla fase nazionale dei play off. Zeman, però, non è difensivista e confermava Delle Monache in attacco, con Merola e Lescano. Non c’era Rafia in regia, bensì a sorpresa Germinario. I lucani sono la rivelazione del campionato e per contendere la piazza d’onore si schieravano con Santarcangelo punta avanzata, davanti a Ceccarelli, Golfo e Albadoro. Pescara immediatamente in avanti, ma non andava oltre una punizione dal limite battuta malissimo da Merola. Più pericolosi i padroni di casa, al 12’, con Santarcangelo che, in combinazione con Ceccarelli la girava di testa sottoporta: fuori di poco. Picerno che voleva dettare legge e al 13’ Sommariva doveva respingere in qualche modo sulla botta dal limite di Ceccarelli. Impegnatissimo il portiere pescarese, costretto ad arginare i cross che gli piovevano in area a raffica e Santarcangelo che li raccoglieva di testa. Ritmi altissimi e in un minuto, due volte, il Pescara sfiorava la svolta, prima con Merola deviato in corner e poi con Lescano che mancava di poco la deviazione di testa sul successivo piazzato. Nemmeno 3 minuti dopo e Ceccarelli arrivava di nuovo in porta, cercava il secondo palo con il mancino radente e lo mancava di una spanna. Delfino comunque vivo: al 29’ Merola batteva lunga e defilata una punizione, Brosco sembrava cercare la sponda di testa e invece costringeva Albertazzi al tuffo miracoloso. Merola si metteva in proprio dopo 60 secondi, affondava a destra, si faceva atterrare da Guerra e guadagnava il penalty: sul dischetto andava Lescano e segnava centralmente. 0-1. I rossoblu non si davano per vinti e al 35’ arrivavano a un passo dal pari repentino: sponda bassa di Albadoro sul traversone di Ceccarelli, Garcia si avvitava in area piccola ma la svirgolava e Sommariva parava facile. Sapeva che non doveva rischiare nulla il Pescara e Lescano, al 37’, non ci pensava troppo a calciare dal limite: palo mancato di mezzo metro. Le schermaglie proseguivano fino all’intervallo e premettevano a un secondo tempo apertissimo. E infatti, 2 minuti di ripresa e Santarcangelo svettava davanti a Sommariva, non la prendeva ma Germinario lo anticipava male e la manda sul palo. Zeman prendeva provvedimenti e inseriva Rafia proprio per Germinario, trovando una nuova svolta. Al 57’, proprio Rafia mandava sul fondo a destra Merola che la faceva spiovere al centro, dove Lescano arrivava puntuale alla deviazione di testa e alla doppietta. 2-0. Non c’era 2 senza tre e pochi secondi dopo Aloi vinceva il break a centrocampo e faceva involare Merola che andava dritto in rete. 3-0. Il Picerno cercava il goal della bandiera al 73’ con una punizione da fuori: Guerra cercava l’incrocio ma Sommariva aveva ali buone e sventava. Così come Albertazzi, all’86’, doveva sventare l’autorete di Ferrani e limitare il saldo passivo. Ne bastavano e avanzano 3 al Pescara. Centrato l’obiettivo di Zeman, che raddrizzava la brutta piega presa dalla squadra adriatica con la gestione Colombo e si qualificava direttamente per la fase nazionale dell’extra-season.

FOGGIA – TURRIS: una regular season quanto meno tormentata che però aveva un epilogo felice. Il Foggia chiudeva al quarto posto, che non consentiva il salto diretto alle fasi nazionali, ma garantiva alla squadra di Delio Rossi almeno di evitare il primo turno dei playoff gironi. E alla luce di tutto quello che era accaduto nel corso della stagione, era un risultato più che apprezzabile. L’ultimo atto del campionato andava agli archivi con un rotondo poker alla Turris, che regalava ai rossoneri la seconda piazza nella classifica degli attacchi più prolifici (60 gol) dietro l’inarrestabile Catanzaro. Il pericolo diffide aveva un’incidenza considerevole sulle scelte di Rossi. Si spiegava così la contestuale rinuncia a Schenetti e Petermann, i due cervelli più sopraffini della mediana rossonera. Dentro, dunque, Odjer come metodista affiancato da Di Noia e Frigerio per un centrocampo tutto muscoli e incursioni. Così la delega alla qualità la assumeva Peralta, di nuovo titolare accanto a Ogunseye. Per il Foggia c’era in palio ancora molto, un quarto posto che aveva bisogno anche delle non vittorie di Cerignola e Picerno per essere conquistato. Ma c’era anche la Turris da battere, cosa non semplice, almeno per un tempo. La squadra di Fontana aveva decisamente meno da chiedere a un campionato avaro di emozioni, però non giungeva allo ‘Zac’ per l’antipatico ruolo di sparring partner. I campani non producevano molto davanti, pur avendo il materiale umano per cagionare grattacapi ai satanelli, ma anche dall’altra parte accadeva poco. Ai rossoneri mancava la qualità negli ultimi venti metri, così accadeva che la prima parata Perina doveva spenderla sulla inzuccata di Leo, sugli sviluppi di un corner in avvio di gara. La spinta della squadra di Rossi aumentava col passare dei minuti quasi in contemporanea con la diffusione dei parziali di Picerno e Castellammare, entrambi favorevoli ai satanelli. Al primo contrasto vinto con Di Nunzio, Ogunseye andava a tanto così dal gol, quando il suo diagonale impattava sul palo alla destra di Perina. Era parecchio ispirato Peralta, che confezionava assist e belle giocate tra le linee. Quella che mandava in porta Bjarkason valeva anche il gol del vantaggio: bella anche la giocata dell’islandese, che rimediava con eleganza anche a un primo controllo non perfetto, saltando l’avversario e bucando Perina. Era il 44’, il momento migliore per stappare la partita, soprattutto dal punto di vista psicologico. La partita si chiudeva tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo. Peralta si confermava in vena di regalare perle, mettendo la firma sulla bella rete del raddoppio. Un gol che vanificava anche i tentativi di correzione da parte di Fontana (Acquadro ed Ercolano per Zampa e Schirò). Al decimo giro di lancetta, il Foggia trovava anche il tris. Ogunseye faceva 11 in campionato dal dischetto. E a questo punto la partita era davvero chiusa, non nel punteggio, però. Frigerio trovava il tempo di firmare la terza rete personale nelle ultime quattro gare, con una precisa testata sotto porta su perfetto servizio da sinistra di Di Noia. Quest’ultimo lasciava il posto al giovane Capogna, che poteva festeggiare l’esordio tra i professionisti. Il resto della gara era accademia o quasi. A rendere concitati i minuti finali erano le notizie provenienti dal ‘Menti’ di Castellammare, dove il Cerignola trovava il pari con Malcore tenendo in bilico per un po’ il quarto posto che diventava definitivo (per i satanelli) poco dopo.

JUVE STABIA – AUDACE – CERIGNOLA: si chiudeva con il grande sogno play-off la stagione regolare della Juve Stabia. All’ultimo istante, grazie alla classifica avulsa con Taranto e Giugliano, appaiate a 46 punti, erano gli stabiesi ad accedere al primo turno della poule promozione, che comincerà tra sette giorni, ironia della sorte, proprio contro l’avversario odierno, che imponeva il 2-2 al Menti al termine di una gara vissuta con grande tensione dalle due squadre in campo, alla ricerca dei rispettivi obiettivi. La corsa finale sotto la curva, dopo gli istanti di attesa del risultato tra Taranto e Messina, faceva gioire la Juve Stabia e, recuperato anche tutto l’organico (al rientro Altobelli, Scaccabarozzi e Pandolfi, nella gara con i pugliesi Novellino doveva rinunciare invece a Zigoni, Berardocco e Mignanelli), potrà giocarsi qualcosa di più importante. Un primo tempo che si apriva col piglio giusto in campo della squadra stabiese, ma anche con il vantaggio, immediato, di Silipo che, sul cross preciso e pennellato di Dell’Orfanello, in controbalzo apriva le danze. Al 23’ il raddoppio, stavolta sul calcio d’angolo di Scaccabarozzi era Caldore ad inserirsi per il raddoppio. Micidiale il recupero della prima frazione. Barosi si superava su Malcore lanciato a tu per tu sul filo del fuorigioco, ma un istante dopo non riusciva ad evitare il 2-1 di Capomaggio dalla lunga distanza. Ripresa ancora col Cerignola avanti, i pugliesi cercavano il risultato per provare a strappare il quarto posto assoluto in classifica. Grande sacrificio della Juve Stabia, ma alla mezzora era ancora Malcore, che era bomber vero, a piazzare la zampata del 2-2. Istanti surreali in attesa dei risultati provenienti dagli altri campi, alla fine il tripudio e la gioia sotto la curva.

MONOPOLI – GELBISON: la Gelbison, in formazione completamente rivoluzionata, partiva subito forte con De Sena che provava a calciare da fuori area, ma una deviazione spingeva la palla in angolo. Sul seguente corner ancora De Sena svettava di testa ma Vettorel si distendeva e deviava ancora in angolo. La risposta del Monopoli arrivava un minuto più tardi con Falbo ma la sua conclusione terminava di poco alta sulla porta difesa da Anatrella. Ma era una Gelbison davvero sbarazzina che ci provava con Fornito ancora da fuori area ma ancora una volta Vettorel si distendeva e deviava in corner. Anche Caccavallo si faceva vedere da fuori con un tiro all’11’ che però il portiere avversario bloccava in presa bassa. La Gelbison però era in giornata e al 23′ passava in vantaggio con Kyeremateng che recuperava il pallone nei pressi della sua area di rigore e poi lanciato in coast to coast arrivava dinanzi a Vettorel e lo beffava con un preciso tiro. La reazione del Monopoli arrivava al 25′ con Starita che di testa spediva di poco alto e poi poco prima della mezz’ora è Rolando che chiamava alla deviazione in angolo Anatrella. Un minuto dopo era ancora il Monopoli a rendersi pericoloso con Falbo che sfruttava un errore di Loreto al limite dell’area per servire Mulè che lasciava partire un tiro che però Anatrella bloccava in due tempi. Il Monopoli provava però a stringere i tempi alla ricerca del pari e Falbo ci provava ma il suo tiro termina di poco a lato con Anatrella che lo seguiva con lo sguardo. Prima di andare negli spogliatoi per il riposo era ancora Starita che ci provava con una girata che però terminava fuori. La ripresa vedeva partire subito forte il Monopoli con Hamlili che ci provava dal limite dell’area ma il tiro era deviato in angolo, sugli sviluppi del corner Anatrella respingeva ma Piarulli non era bravo a centrare la porta da buona posizione. Lo stesso Piarulli al 50′ calciava ancora verso la porta di Anatrella ma la palla terminava a lato. Il Monopoli trovava il pari al 52′ con Starita che sfruttava al meglio un buon servizio dalla sinistra di Falbo: si girava e spediva il pallone alle spalle di Anatrella. Spingeva il Monopoli e Pinto ci provava direttamente su punizione al 60′, ma Anatrella bloccava in presa sicura. La Gelbison si faceva vedere al 65′ con un tiro direttamente da calcio d’angolo di Uliano che per poco non beffava il portiere avversario. Monopoli che trovava il gol all’86’ con Rolando che su cross dalla sinistra lascia partire un tiro a volo da centro area che buca Anatrella. La gara non offriva più spunti con la Gelbison che ora dovrà sfidare il Messina per cercare di salvare la categoria.

LATINA – FIDELIS ANDRIA: l’impresa non riusciva e la stagione si concludeva con l’epilogo peggiore. La Fidelis Andria doveva vincere a Latina e non lo faceva, perdendo 2-1 in rimonta: la vittoria della Viterbese contro la Virtus Francavilla condannava i federiciani all’ultimo posto in classifica e, dunque, alla retrocessione diretta. Ai federiciani sarebbe bastato anche un pareggio per garantirsi il penultimo posto e l’accesso ai playout, con distacco di otto punti dal quintultimo posto (occupato dal Monterosi). Chance iniziale per i laziali con Fabrizi, che scattava in posizione regolare e calciava in diagonale ma trovava l’attenta risposta di Savini che respingeva la conclusione. Alla prima occasione, però, era la Fidelis a passare in vantaggio: Micovschi serviva all’indietro Ventola che batteva il portiere a centro area con un destro preciso sul secondo palo. Andria subito avanti ma i padroni di casa ci mettevano poco per riportare la sfida in equilibrio: al 15′ Ganz pareggiava con una girata in anticipo sul diretto avversario, sfruttando nel migliore dei modi l’assist di Sannipoli. Nel secondo tempo erano ancora i nerazzurri a costruire le occasioni migliori: al 46′ Savini era strepitoso con un doppio intervento prima su Ganz e poi su Fabrizi nella stessa azione. Pericolo per la porta biancazzurra anche al 52′ con Carissoni che calciava da fuori area e sfiorava la traversa, ma al 63′ faceva centro e completava il sorpasso nel punteggio in contropiede con uno splendido destro a giro, sfruttando i tanti spazi lasciati dalla Fidelis. Il match finiva con due sentimenti diametralmente opposti: il Latina festeggiava l’approdo in zona playoff, mentre la Fidelis tornava in Serie D dopo due stagioni consecutive nel professionismo.

POTENZA -CATANZARO: ampio come previsto il turnover in casa giallorossa con Vivarini che concedeva un turno di stop anche a Scognamillo – c’era Brighenti – ed in partenza affiancava Biasci a Iemmello davanti. Raffaele tentava invece la carta Laaribi con l’intenzione di dare maggiore gamba ai suoi nella spinta: a Murano si sommava Caturano in attacco mentre in mediana si rivedeva Rillo. Prima della gara scambio di cortesie tra tifosi sulle gradinate – cinquecento gli ospiti – e tra club in campo con le congratulazioni ufficiali dei padroni di casa ai campioni già promossi. Il tenore della contesa emergeva chiaro già nelle battute iniziali con il Catanzaro forse un po’ sorpreso dalla verve efficace dei rossoblù. Al quinto un cross di Rillo veniva sfruttato al massimo da Caturano che con una frustata impegnava Sala nella deviazione alta; al settimo poi una leggerezza di Fazio rischiava di innescare Girasole il cui pallone però tagliava l’area senza incontrare la deviazione giusta. Andava meglio a Murano al dodicesimo che sulla respinta della traversa – su un velenoso tiro di Volpe dalla distanza – si faceva trovare pronto per la zuccata che batteva Sala. Fino a quel momento per le aquile solo un taglio verticale di Sounas per Biasci fermato in uscita bassa da Gasparini all’ottavo ed un tentativo al volo di Iemmello di parecchio fuori dallo specchio poco dopo. Gli ingranaggi facevano più fatica del solito a girare per le aquile che pur ragionando con la palla quasi mai riuscivano a confezionare chance adatte per il pareggio. Anzi al trentacinquesimo vedevano le distanze dilatarsi maggiormente con il piazzato di Murano – l’assist lo firmava Caturano – che si insaccava alle spalle di Sala. Per gli ospiti solo un squillo nel finale con il pallone di controbalzo spedito da Pontisso nelle braccia di Gasparini. Al rientro in vampo, dopo l’intervallo, il Catanzaro che si vedeva in campo era decisamente differente da quello della prima frazione. Giallorossi vicini alla rete al pronti-via – provvidenziale era Sbraga in salvataggio – capaci poi di infilare la retroguardia rossoblù con Iemmello che da due passi infilava facile il pallone messo al centro da Katseris. Per la punta come detto una rete storica: la numero ventotto in stagione che lo consacrava insieme a Deflorio come bomber da guinness in serie C. Ciò che si innescava poi era uno scambio di schiaffi continui tra le due squadre con il Potenza autore del tris – Caturano difendeva con il corpo, poi favoriva l’inserimento di Del Pinto che di punta batteva Sala – ed il Catanzaro di nuovo a ricucire – stoccata di precisione di Sounas che all’angolino basso beffava Gasparini. Di occasioni ora se ne vedevano parecchie, da una parte e dall’altra: una discesa di Di Grazia metteva i brividi a Fazio e compagni, poi una bomba di Iemmello da fuori chiamava il portiere potentino all’intervento in tuffo. Terminava così con la qualificazione ai play off dei lucani, complici i risultati provenienti dagli altri campi, mentre il Catanzaro era proiettato al primo turno della Supercoppa di serie C, domenica prossima a l Ceravolo con la Feralpi Salò.

TARANTO – ACR MESSINA: il Messina pareggiava 0-0 in casa del Taranto nell’ultima giornata del campionato di serie C e disputarà, così, il playout contro la Gelbison. I giallorossi cercavano di essere propositivi in avvio di partita, ma erano i pugliesi a rendersi pericolosi con la traversa colpita da Formiconi di testa. Al 24′ il tiro da lontano di Romano si infrangeva, invece, sul palo. I locali sfioravano ancora il vantaggio, quando il diagonale di Mastromonaco terminava di un soffio a lato. Superata senza danni la mezzora, i peloritani mancavano la più ghiotta occasione del match. L’arbitro assegnava (30′) a loro favore un rigore per il tocco di mani in area di Evangelisti sul traversone di Perez. La massima punizione mancava nel tabellino dell’Acr addirittura dalla giornata d’apertura dello scorso torneo. Kragl si incaricava della trasformazione, calciava debolmente e Vannucchi intuiva e bloccava il pallone. Al 43’ Ferrara centrava ancora un “legno” per il Taranto. Ad inizio ripresa, mister Ezio Raciti faceva entrare Ferrara per Helder Baldé e Mallamo al posto del capitano Fofana. Tommasini e Formiconi andavano vicini alla rete. Fumagalli respingeva (28’) l’insidiosa conclusione di Tommasini. Al 34’ Celesia veniva espulso per doppia ammonizione. La squadra allenata da Ezio Capuano attaccava anche nel finale, ma peccava della necessaria precisione. Sull’altro fronte, il Messina poteva centrare vittoria e salvezza diretta nel recupero: la girata di Perez finiva di poco sul fondo, stessa sorte toccava alla staffilata da lontano di Grillo.

CROTONE – GIUGLIANO: la stagione del Giugliano si concludeva con una sconfitta contro il Crotone, che sanciva la fine del sogno playoff per i Tigrotti di Raffaele Di Napoli. Nonostante l’iniziale vantaggio dei padroni di casa con la rete di D’Errico, la partita era caratterizzata da un ritmo abbastanza basso e poche emozioni. Il raddoppio del Crotone arrivava al 27′ con un tocco morbido di Cernigoi, sfruttando un errore di Scognamiglio. Il Giugliano cercava di reagire, ma la svolta arrivava solo nella ripresa, quando Rizzo riapriva la contesa su assistenza di Rondinella. Tuttavia, la gioia dei gialloblù durava poco, poiché Chiricò riportava il Crotone sul doppio vantaggio con un sinistro vincente. Nonostante il risultato negativo, il Giugliano, comunque, raggiungeva la salvezza matematica con un turno d’anticipo, un obiettivo importante per la squadra. Tuttavia, la mancata qualificazione ai playoff era una grande delusione per i Tigrotti, che avevano lavorato duramente per raggiungere questo obiettivo. Il Crotone chiudeva la stagione di Serie C con una vittoria importante contro il Giugliano, che sanciva il secondo posto nel Girone C e la qualificazione diretta ai playoff. La squadra allenata da Giuseppe Pillon dimostrava di essere una delle migliori del campionato, grazie alla solidità difensiva e alla capacità di sfruttare le occasioni create in attacco. La partita contro il Giugliano era una conferma di questo trend positivo. Nonostante un avvio difficile, con il vantaggio degli avversari grazie alla rete di D’Errico, il Crotone riusciva a reagire e ad imporsi con tre gol di Cernigoi, Chiricò e Rondinella. La squadra sapeva gestire bene la partita, mettendo in mostra una grande maturità e personalità. La qualificazione ai playoff era un risultato importante per il Crotone, che puntava alla promozione in Serie B. La squadra dimostrava di avere tutte le carte in regola per affrontare le sfide dei playoff, grazie alla solidità difensiva e alla qualità dei propri attaccanti. Inoltre, la vittoria contro il Giugliano era un’importante iniezione di fiducia per la squadra, che arriverà ai playoff con la giusta carica agonistica. La qualificazione ai playoff era un obiettivo importante per la città e per la regione, che sperano di vedere il Crotone tornare in Serie B dopo la retrocessione dell’anno scorso.

AVELLINO – MONTEROSI TURRIS: Massimo Rastelli confermava ancora il 4-3-1-2 rilanciando Benedetti in difesa e anche Gambale in attacco. Rizzo veniva preferito a Ricciardi. A centrocampo tornava Maisto. Perrone era regolarmente convocato ma costretto al forfait per un attacco influenzale. La Curva Sud, non perdeva tempo e ha immediatamente iniziava una netta contestazione nei confronti di De Vito, Rastelli e D’Agostino: “Questa piazza va rispettata”. Nella prima parte della sfida, Dall’Oglio sembrava propositivo; tentando anche un paio di conclusioni che non sortivano effetto. La prima grande occasione del match arrivava al 26′, con colpo di testa di Benedetti, sugli sviluppi di un corner: parata d’istinto di Francesco Forte. Al termine della prima frazione le occasioni erano pochissime. Il gioco era duro, spezzettato e senza nessuna idea. Al duplice fischio finale, il risultato tra Avellino e Monterosi era bloccato sullo 0-0. Pronti via e, alla prima azione del secondo tempo, Costantino portava in vantaggio il Monterosi: traversone di Di Renzo e destro al volo dell’attaccante che batteva Pane. L’Avellino accusava tremendamente il colpo. La squadra di Rastelli era spaurita, trotterellando in campo; praticamente alla mercé dell’avversario. Al 64′, addirittura, il Monterosi trovava anche il goal del raddoppio, ancora con Costantino che, lanciato da Santoro, solo davanti al portiere, faceva doppietta. Al 74′, destro a giro di Casarini su calcio di punizione, Forte la toglieva dall’incrocio e la manda in corner. Niente da fare per Trotta al 79′: l’attaccante, favorito da un rimpallo, clamorosamente non riusciva a metterla alle spalle di Forte sprecando una favorevolissima occasione. A pochi minuti dal termine, la Curva Sud abbandonava lo stadio “Partenio-Lombardi”. Ennesima sconfitta (fortunatamente l’ultima di questa stagione mortificante) per l’Avellino di Rastelli che, almeno, otteneva la salvezza senza i Playout. Magra consolazione per una tifoseria che, in questa stagione, aveva visto la squadra – costruita a luglio e peggiorata a gennaio – frantumare ogni record negativo. Adesso è il momento di cacciare gli attributi, metterci la faccia e prendere decisioni importanti per la prossima stagione.

VITERBESE – VIRTUS FRANCAVILLA: terminava con una sconfitta la stagione della Virtus Francavilla che, a seguito del 2-1 arrivato per mano della Viterbese allo stadio Rocchi, non farà i playoff per la seconda volta da quando milita in Serie C. Il match era deciso interamente nella ripresa: i padroni di casa trovava il vantaggio al 64′, quando Polidori sfruttava un assist di Marotta per insaccare alle spalle di Romagnoli; al 74′ i biancazzurri trovavano la replica nell’azione individuale al termine della quale Riggio aveva involontariamente il portiere Bisogno. Tuttavia, al 76′, la Viterbese andava di nuovo in avanti grazie al gol di Marotta, che lasciava partire una botta ravvicinata dopo aver approfittato di una disattenzione difensiva. La Virtus Francavilla concludeva così in anticipo la propria annata, a quota 45 punti.

Tags: Serie C
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