di Francesco Pio Vinci
Abbiamo intervistato l’ex centrocampista Luca Cavallo, che ha militato nelle file del Taranto nella stagione 2007-2008, il quale ci ha raccontato dei bei momenti passati con la maglia rossoblù e ci ha lasciato qualche considerazione sul Taranto di oggi.
Mister cosa ricorda della sua esperienza in riva allo Ionio?
Beh é stata un’ esperienza bellissima, anche perché é stata un’annata importante per aver centrato la finale dei play-off. Purtroppo poi l’abbiamo persa ma, sicuramente, c’era il desiderio da parte della città, dello spogliatoio e del presidente di fare bene.
Qual è stato il momento più bello che ha vissuto con la maglia del Taranto?
I momenti belli sono stati tanti, anche perché sono stati bravi sia il mister che i calciatori a creare un gruppo forte ed eccezionale. Ogni Domenica in campo ci si divertiva e, probabilmente, la partita più bella é stata quella che abbiamo vinto in casa contro la Salernitana per 4-2.
L’ultima stagione del Taranto è stata piena di alti e bassi, penalizzata soprattutto dall’assenza dei tifosi. Come giudica la scelta della diserzione?
Queste sono dinamiche che non conosco. Secondo me, il tifoso in quell’anno era il dodicesimo uomo in campo e penso che, in una piazza importante come Taranto, il tifoso sia essenziale per la squadra e per la società. Quindi, di conseguenza, il mio consiglio è quello di stare vicini alla squadra ed aiutarla il più possibile. Sicuramente poi ci sono altre situazioni delle quali io non sono a conoscenza e che portano il tifoso ad allontanarsi dallo stadio. Nonostante ciò a Taranto c’è ancora tanta fame di calcio ed è sicuramente una piazza che porterò sempre nel cuore.
Cosa ne pensa di Capuano nel doppio ruolo di allenatore-manager in stile inglese?
Sicuramente ne può giovare anche perché si prende tutta la responsabilità di costruire e allenare la squadra, quindi, deve essere bravo nel doppio ruolo per portare il Taranto dove merita.
Cosa si aspetta dal Taranto nella prossima stagione?
Come ho detto, Taranto è una piazza importante che merita di stare nelle categorie alte anche perché ha blasone, ha una storia, ha uno stadio e ha anche tifosi ma sono tutte cose secondarie in quanto ciò che è fondamentale é avere una società molto forte, quindi mi aspetto sempre che a Taranto si possa puntare a vincere il campionato.
Mister, un’ultima domanda, i suoi progetti per il futuro?
Progetti ne ho tanti, purtroppo però non dipende solo da me. E’ chiaro che la mia speranza è quella di allenare in categorie importanti come la serie C o la serie B, però in Italia non è facile perchè ci sono tante componenti che vanno al di là del calcio e delle conoscenze di quest’ultimo.
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