RASSEGNA STAMPA DEL 5 SETTEMBRE 2023 – IL QUOTIDIANO
di Domenico Palmiotti
L’incendio che ha gravemente danneggiato la curva sud dello stadio non influisce sulle decisioni che a breve dovranno essere prese sullo lacovone a proposito dei Giochi del Mediterraneo la cui ventesima edizione si terrà a Taranto a giugno 2026. La compromissione di una curva non sposta nulla a favore sia dello stadio nuovo, che della sua ristrutturazione.
Probabilmente lo staff del commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese, a breve farà anche un sopralluogo per rendersi conto di ciò che è accaduto, ma cosa fare in relazione ai Giochi lo si decide in base ad altri parametri. Anche perché, si osserva, sia che si dovesse abbattere lo lacovone per farne uno nuovo, che ristrutturare l’esistente, i gradoni delle curve andranno comunque smantellati.
Sullo stadio il 7 settembre è fissato un incontro tra i tecnici del commissario, quelli del Comune e i rappresentanti della società Esperia Investor che ha proposto a Palazzo di Città un project financing per un complesso nuovo. Probabile che giovedi il quadro possa essere più chiaro anche perché, in entrambii casi, la gara di appalto – come anche per le altre due opere principali di Taranto, piscina e centro degli sport nautici – va lanciata al massimo entro marzo prossimo in modo da avere due anni di lavori e lasciare i primi mesi del 2026 ai collaudi finali.
Sullo stadio le posizioni iniziali si sono un po’ modificate.
Il commissario, subito dopo il suo insediamento a giugno (lo ha nominato il Governo con un Dpcm con l’intento di superare i ritardi organizzativi accumulati), aveva scartato demolizione e ricostruzione.
L’aveva scartata non perché contestasse il progetto in se ma perché riteneva che tra chiusura dell’istruttoria del project financing. demolizione e lavori, sarebbero stati necessari più di due anni.
L’obiettivo del commissario, aveva evidenziato Ferrarese, è quello di garantire lo svolgimento del Giochi a giugno 2026, non in una data successiva. Ferrarese aveva poi espresso altri dubbi. Trattandosi di un appalto del Comune, che sarebbe accaduto sul piano dei tempi se fosse arrivato un ricorso sull’appalto? Per il Comune, aveva sostenuto il commissario, i tempi sarebbero stati lunghi, imprevedibili, e non circoscritti ai 30 giorni previsti nel caso di ricorsi al commissario. E poi, perché proporre uno stadio nuovo quando nel masterplan dei Giochi (ovvero il quadro degli interventi relativi agli impianti) si è parlato di ristrutturazione? Inoltre, perché col nuovo stadio sacrificare significativamente il numero di posti disponibili? Senza sottovalutare, infine, che la ristrutturazione avrebbe egualmente comportato la chiusura dell’impianto ma per un periodo inferiore a quello della ricostruzione.
Proprio in una intervista a Quotidiano di lunedi scorso, poche ore prima dell’incontro col sindaco Rinaldo Melucci, Ferrarese aveva spiegato a cosa pensava. «La soluzione che per me in pole position è quel la del master plan: ristrutturazione e riqualificazione. Questa è la soluzione A. Quella B è lo stadio nuovo» – aveva dichiarato. «Ma attenti, la soluzione A, la ristrutturazione, era tale sino a qualche tempo fa anche per il Comune. Poi loro hanno Invertito e da soluzione A l’hanno fatta divenire B. Ma lo stadio nuovo – aveva aggiunto – resta per me un’ipotesi secondaria, non la principale. Secondaria che nemmeno conosco».
A proposito della ristrutturazione, Ferrarese aveva poi detto che il costo stimato nel masterplan è di 18 milioni. Ho avuto modo di farmi un’idea più compiuta in questi giorni e avendo visto che le strutture portanti, le fondazioni, sono in perfetto stato, per avere uno stadio riqualificato e a norma, la linea mia, sulla base dell’esperienza, e dei miei tecnici, è quella di sostituire tutte le gradinate inferiori e superiori. Contestualmente si potrebbe collegare una curva con una tribuna e coprire completamente con una struttura molto bella, nuovissima, direi anche futuristica – ne ho viste già due-tre -, tutto lo stadio. Rifaremmo poi tutti i servizi e avvicineremmo le gradinate al campo da gioco». Certo, sono dichiarazioni rilasciate prima dei fatti accaduti domenica sera, per cui adesso andrà verificato lo stato di fondazioni e strutture, ma questo era sino a pochi giorni fa il pensiero del commissario. Poi però si è aperto uno spiraglio sul nuovo lacovone. Nel senso che a fronte dell’insistenza del sindaco – che nelle scorse settimane aveva polemizzato con Ferrarese – il commissario ha deciso di effettuare una verifica più approfondita ed è quella che avverrà appunto il 7. «Sulla questione stadio – ha dichiarato il sindaco dopo l’incontro del 28 agosto – noi siamo ancora fermamente
convinti che ci sia lo spazio tecnico e amministrativo per procedere con lo stadio nuovo di zecca che da maggiore sicurezza dal punto di vista statico, dei tempi e della rigenerazione dell’intero quartiere Salinella. I Giochi li facciamo per cambiare l’immagine della città, non soltanto per ospitare
un po’ di turisti nell’estate 2026. Il commissario, da questo punto di vista, ha ancora qualche prudenza», E il commissario, nello stesso giorno, così rispose:
«In base a quello che dicono I miei tecnici, c’è una percentuale di rischiosità molto alta. C’è tempo ancora sino a gennaio per
avere tutti i pareri e poi vi sarebbe l’appalto. Ma purtroppo potrebbero esserci i ricorsi e non è il commissario che appalterebbe ma il Comune. C’è da fare una demolizione ed una ricostruzione. Non stiamo parlando di cose di poco conto. Faccio questo di mestiere, per me è facile capire quanto sia difficile fare quell’opera. Ora i tecnici del sindaco vogliono un incontro per spiegare quelle che sono le possibilità e le loro posizioni e cercare di convincere la struttura commissariale. Non sono precluso a nulla. Dobbiamo realizzare lo stadio per i Giochi. Se ci convinceranno, sicuramente avremo fatto cento passi avanti».
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