![]() |
| foto web |
In tre occasioni nelle fila del Taranto, tra cui la più entusiasmante degli ultimi 15 anni per i tifosi rossoblu, quella 2011-2012 con mister Dionigi in panchina ed elemento fondamentale della “difesa dei record”: parliamo di Vito di Bari, ex esperto e grintoso, che nella scorsa estate ha sposato il progetto del Bitonto e domenica prossima sfiderà il Taranto da avversario nel debutto di campionato di Serie D. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni rilasciate alla nostra redazione.
Che idea ti sei fatto dell’estate “nera” che ha caratterizzato il calcio italiano? Dall’eliminazione dai Mondiali a una serie nutrita di fallimenti e ricorsi, sino a giungere alla Serie B a 19 squadre?
Sicuramente il nostro calcio ha perso credibilità in tutte le sue forme, dalla serie A al calcio minore; mi riferisco soprattutto agli aspetti organizzativi nella formazione dei gironi dei vari campionati. Sta diventando tutto poco credibile.
Hai accettato in estate la corte del Bitonto, una società ambiziosa che è reduce da alcune promozioni di fila. Che squadra siete e qual è il vostro obiettivo in vista della gara di domenica contro il Taranto?
Ho fatto una scelta dettata dall’ambizione di un presidente serio e di una società volenterosa che dopo la promozione dello scorso anno ha mantenuto un’intelaiatura importante con la voglia di fare bene anche in questo torneo. Sicuramente, non ci aspettavamo un avvio così forte contro il Taranto ma alla fine gli avversari vanno affrontati tutti. Noi dobbiamo cercare di essere la sorpresa di questo campionato.
Avete in rosa elementi come Patierno, Picci, D’Angelo e Biason, che in un contesto rodato possono fare la differenza…
Sicuramente è così, però rispetto al Cerignola e allo stesso Taranto abbiamo qualcosa in meno. Il Taranto adesso ha anche cambiato allenatore. Conosco mister Panarelli; è un giovane ambizioso che in pochi anni da allenatore si è tolto molte soddisfazioni. Sono convinto che saprà caricare la squadra a dovere.
A che tipo di campionato assisteremo? Un torneo simile a quello dell’anno scorso o uno più equilibrato?
Il Potenza lo scorso anno ha fatto la differenza con le prime 8 vittorie consecutive. Partire bene aiuta poi a gestire l’annata. Senza dubbio il Cerignola ha investito molto e ha giocatori di esperienza. Nel Girone H c’è sempre una sorpresa; in più, non bisogna trascurare le squadre campane come il Savoia.
Affrontare il Taranto alla prima giornata allo Iacovone può anche essere visto come un vantaggio?
Se la vogliamo vedere così sì; può essere un vantaggio anche per noi perché l’emozione del debutto davanti al proprio pubblico ci sarà anche per il Taranto. Verremo a giocarcela a viso aperto senza niente da perdere.
Se potessi togliere un giocatore al Taranto chi sceglieresti?
Sono molto amico di Max Marsili, siamo arrivati insieme al Taranto. È un giocatore di categoria superiore che ha raccolto molto meno di quello che avrebbe potuto. Poi c’è D’Agostino che mi ha impressionato molto. Sono giocatori che sicuramente faranno la differenza. Gli stessi Lanzolla, Bova, Manzo sono giocatori che in D cambiano il corso di una gara.
Che ricordi hai di Taranto e di quella squadra che aveva la difesa più forte d’Europa composta da te, Sosa, Coly e Prosperi?
Pensare al passato è bello perché significa che si è lavorato bene e si è lasciato il segno in una città come Taranto. Sono stato vicino tante volte ad un ritorno; per me è sempre un piacere venire a trovare anche gli amici. C’è stata la possibilità proprio in questi giorni di tornare a Taranto alle dipendenze di mister Panarelli, che mi voleva con sé. Io però avevo dato la parola al Bitonto e non se n’è fatto più nulla.
Andrea Loiacono














