di Maurizio Mazzarella
Le parole del patron della S.S. Taranto Vito Ladisa rappresentano un richiamo importante al senso di responsabilità che dovrebbe accompagnare ogni percorso legato ai colori rossoblù. In una fase delicata, nella quale la società è chiamata a costruire il proprio futuro tra programmazione sportiva, obiettivi e ambizioni, il messaggio lanciato dal proprietario del club è chiaro: il Taranto ha bisogno soprattutto di fatti concreti.
Il calcio, soprattutto in una piazza passionale come quella tarantina, vive di emozioni, entusiasmo e partecipazione. Ma accanto alla passione deve esserci anche equilibrio. Una società che affronta una stagione lunga e complessa necessita di sostegno autentico, di collaborazione e di una comunicazione orientata alla costruzione, non alla ricerca del consenso momentaneo.
L’invito di Ladisa a superare la logica delle parole e concentrarsi sulle azioni apre una riflessione più ampia sul rapporto tra il club, il territorio e chi sceglie di avvicinarsi al Taranto. La squadra appartiene idealmente alla sua gente e proprio per questo merita rispetto, attenzione e comportamenti coerenti con il valore della maglia.
Il sostegno al Taranto non può essere legato soltanto ai momenti di maggiore esposizione mediatica o alle fasi in cui il club rappresenta una vetrina. Una piazza calcistica importante si accompagna sempre, anche nei passaggi più complicati, con serietà e continuità. Perché un progetto sportivo non si giudica soltanto dai risultati immediati, ma dalla capacità di superare insieme le difficoltà che inevitabilmente possono presentarsi lungo il cammino.
In questo senso, anche il mondo dell’informazione ha una responsabilità significativa. Raccontare il Taranto significa prima di tutto svolgere un servizio per la comunità sportiva, con professionalità, competenza e rispetto dei ruoli. La comunicazione può essere uno strumento prezioso per creare entusiasmo e confronto costruttivo, ma perde valore quando diventa soltanto occasione di visibilità personale o di improvvisazione.
Chi sceglie di raccontare il Taranto dovrebbe farlo con la consapevolezza che la passione rossoblù non può essere utilizzata soltanto nei momenti più convenienti. Il tifoso riconosce la differenza tra una presenza autentica e una vicinanza legata alle circostanze.
Per questo motivo, l’auspicio è che il messaggio di Vito Ladisa venga raccolto come un invito generale alla maturità: meno protagonismi, meno dichiarazioni fine a sé stesse e maggiore attenzione ai fatti. Il Taranto ha bisogno di persone disposte a camminare al suo fianco con continuità, non soltanto quando i riflettori sono accesi.
La storia di una società si costruisce giorno dopo giorno. E il vero amore per questi colori si misura soprattutto quando il percorso presenta ostacoli, quando servono pazienza, equilibrio e sostegno. Perché il Taranto va amato sempre: nei momenti di entusiasmo, ma soprattutto in quelli in cui serve ancora più forza per andare avanti.














