di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera
E’ ancora “Campania infelix” per il Taranto. Dopo la debacle incassata a Benevento, perde la sua seconda partita in campionato in casa del Giugliano, formazione rivitalizzata dall’esordio in panchina del neo tecnico Valerio Bertotto. 2-1 il punteggio finale a favore dei gialloblu, che suggellano invece il primo successo stagionale in rimonta, rimediando alla rete di Cianci nei minuti di recupero della prima frazione di gioco, grazie al pareggio firmato da De Sena al 53’, poi all’eurogol del subentrato Bernardotto all’82’, il quale vanifica una sequenza di quattro occasioni non sfruttate dal Taranto, sfortunato anche nella circostanza delle due traverse colpite da Cianci su punizione (56’) e da Romano con una conclusione potente dalla distanza nell’extra-time (95’). Ezio Capuano cambia ancora l’undici titolare, affidandosi all’eclettismo offensivo, quindi affiancando alla punta centrale Cianci sia Fabbro, recuperato dopo il trauma all’adduttore, sia Bifulco, libero di spaziare alle loro spalle in versione trequartista, come di allargarsi nello schieramento di un tridente più puro. Rispetto alla precedente sfida col Cerignola, il trainer rossoblu varia la catena destra, appannaggio degli under Heinz arretrato e Kondaj laterale di centrocampo, mentre sulla corsia mancina si insiste sul binomio Enrici-Panico; gli interni dell’asse mediana disegnata a quattro sono Zonta e Calvano, mentre il pacchetto di retroguardia è completato dagli inamovibili Antonini e Vannucchi a custodia dei pali. Nel corso del primo tempo, la squadra ionica appare in costante controllo, interpreta con equilibrio le due fasi, crea densità e movimento verso l’area avversaria, coinvolgendo i cursori che si accentrano alla ricerca di verticalizzazioni, spunti e profondità. Il Giugliano si dimostra coraggioso ma impreciso, tenta spesso i capovolgimenti di fronte, complice la razionalità dei prescelti in zona nevralgica (Vogiatzis e Gladestony in primis) e l’eclettismo della triade d’attacco composta da Oviszach, Sorrentino e De Sena. “Il Taranto ha creato e sbagliato l’inverosimile. Nel calcio, alla fine, vale il risultato: onore a chi vince- ha commentato Ezio Capuano- La prestazione, però, penso sia sotto gli occhi di tutti: comandare in trasferta, annichilire per lunghi tratti l’avversario, confezionare otto, nove palle gol, colpire un palo interno, due traverse è emblematico di un’evoluzione tattica ed individuale. Siamo stati puniti e bisogna stare zitti: quando si perde, anche una prova di spessore svanisce. Una prestazione però importante e sontuosa sotto tutti i punti di vista, per qualità, per dinamismo. Non ho contato un tiro in porta del Giugliano, eppure abbiamo incassato due reti. Si fa fatica a commentare una sconfitta del genere”. Il racconto della gara si trasforma al secondo minuto di recupero del primo tempo, quando l’arbitro Madonia della sezione di Palermo concede un calcio di rigore a favore degli ionici per atterramento di Fabbro: sul dischetto si sistema Pietro Cianci, il cui tiro è parato da Baldi, reo di non trattenere la sfera coi piedi, sulla quale si fionda lo stesso attaccante rossoblu e ribadisce in rete per il vantaggio. Il Taranto promuove i suoi codici per insistere in zona offensiva nella ripresa: Capuano predilige il turn over inserendo Romano e Ferrara al posto, rispettivamente, di Zonta e Panico e, dopo il pareggio dei padroni di casa al 53’, opta per nuova linfa nella trazione anteriore, introducendo Kanoute ed Orlando, in sostituzione di Bifulco e Fabbro, gettando nella mischia anche il promettente Samele al posto di Cianci nell’epilogo. Dopo la marcatura che sancisce la ristabilita simmetria nel punteggio (De Sena schiaccia di testa ed insacca, approfittando del ritardo di Vannucchi impegnato a neutralizzare la precedente incornata di Gladestony), il Taranto reagisce e colleziona una serie di opportunità in propulsione, dal destro insidioso di Orlando al 67’, al colpo di testa di Cianci che sorvola la trasversale al 73’, sino alla conclusione frutto della progressione di Kanoute che si spegne di poco sul fondo al 74’ ed al diagonale rasoterra di Antonini sugli sviluppi del corner al 76’. Gli avvicendamenti sorridono invece al Giugliano: nel momento migliore degli ospiti, Gabriele Bernardotto è innescato da un assist di De Rosa ed inventa una conclusione energica col destro dal limite che s’insacca sotto la traversa per il 2-1 definitivo all’82’. “Nulla da rimproverare ai miei giocatori: ovviamente sui due gol incassati si sarebbe potuto fare molto meglio- ha spiegato l’allenatore rossoblu- Sul primo siglato da De Sena c’è stato un infortunio di Vannucchi intento a proteggere sul precedente colpo di testa, però il capitano ci ha salvato in tante circostanze che l’errore ci può stare. Non si può girare su Bernardotto e concedergli spazio per scaraventare il tiro da fuori area, permettendo così al Giugliano di rimontare e ribaltare lo svantaggio. Probabilmente siamo arrivati poco cattivi sotto porta, ma spesso la palla vagava sulla linea e, se avessimo segnato sull’intuizione di Romano che si è stampata sulla trasversale, staremmo parlando di una grande squadra che ha recuperato il risultato”. “Questa è una squadra molto propositiva, con molta qualità, che gioca dai quaranta metri in avanti rispetto a quella dell’anno scorso- ha puntualizzato Capuano, in merito alla fase di non possesso- E’ normale che, quando proponi una tipologia di calcio, rischi qualche fase di ripartenza, anche se contro la formazione campana non è accaduto. Sicuramente c’è da lavorare sui codici difensivi”. In ottica di creatività, di sovrapposizione sulle fasce, di impostazione propositiva, gli innesti dei protagonisti specifici sono stati indovinati ed avrebbero meritato maggiore fortuna: “Orlando e Kanoute hanno spaccato la partita, senza ombra di dubbio-ha ammesso Capuano- Zonta l’ho tolto perché era ammonito e perché, secondo me, non stava facendo bene. Panico era in difficoltà ed ho preferito allungare con Ferrara. Non ho cambiato sistema di gioco, sono rimasto con gli stessi interpreti”.













