di Vito Di Noi – Il Quotidiano
Prestazioni e risultati, in casa Taranto, viaggiano su binari paralleli. A Giugliano domenica e a Picerno (in Coppa Italia) giovedì la formazione rossoblù ha sfoderato prove, in linea di massima, convincenti, ma il bottino è desolante: zero punti contro i campani ed eliminazione dalla Coppa Italia. «Cosa posso rimproverare ai miei dopo partite del genere?», si chiede sconsolato Capuano che, nel post gara del De Cristofaro, ha anche sottolineato: «Se un allenatore, nelle ultime due partite, riesce a mettere la sua squadra nelle condizioni di creare 16 palle gol complessive, cos’altro può fare? Il Giugliano è stato più concreto: onore e merito a loro, ma perdere così brucia». Il tecnico, quindi, difende a spada tratta sia i calciatori che il suo lavoro, ma l’attuale classifica impone un cambio di passo se non immediato quantomeno repentino: otto punti in sei partite significano che il Taranto, in cascina, non ha messo neppure la metà di quelli a disposizione e che, alla luce degli investimenti estivi, era lecito attendersi qualcosa in più. Nessuna crisi né situazioni irreparabili, ma la partita contro il Crotone, squadra dall’indiscutibile potenziale, ma contestata in alcuni suoi interpreti, su tutti il tecnico Zauli, diventa la prova del nove per capire le reali ambizioni della squadra nel corso di questo campionato. Il Taranto visto a Giugliano, al di là di qualche amnesia in retroguardia (purtroppo ripetute nel corso di questo avvio di stagione) costate, tuttavia, il ko ha messo in luce diverse trame positive, soprattutto in chiave offensiva laddove Cianci è l’elemento imprescindibile. In Campania, ha fallito il penalty rimediando immediatamente all’errore grazie al tap-in vincente, si è sacrificato, centrato una traversa e a volte mandato in seria difficoltà gli elementi difensivi di casa: non è un goleador e non lo è mai stato, ma Capuano ha capito l’importanza di far giocare la squadra secondo le sue caratteristiche. La riprova due giorni fa con il leggero arretramento dei due esterni, considerabili più trequartisti, in una sorta di 3-4-2-1 versatile con Cianci terminale di riferimento. È questa la strada anche in vista dell’immediato futuro: il Taranto vuole tornare a fare punti il prima possibile, a maggior ragione in vista del ritorno allo Iacovone dopo oltre un mese di esilio forzato.













