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| foto Radio Siena TV |
Una serie B conquistata sul campo da allenatore del Taranto sotto la gestione D’Addario, negatagli dai punti di penalizzazione, fa di lui uno dei tecnici più amati in riva ai due mari degli ultimi anni. Stiamo parlando ovviamente di Davide Dionigi che noi del Giornale RossoBlu abbiamo contattato telefonicamente.
Come va, mister? Ci sono state in estate possibilità per tornare ad allenare con un progetto interessante?
Ci sono stati diversi contatti; alcune proposte le ho rifiutate io mentre altre non si sono concretizzate. Tuttavia, sono pronto a tornare a sposare un progetto stimolante. Sarà importante non sbagliare la scelta dell’ambiente da cui ripartire.
Quando ha saputo del cambio di allenatore del Taranto avvenuto la settimana scorsa, ha sperato in un ritorno? C’è stato qualche contatto con la dirigenza ionica?
Paradossalmente, a livello di numeri e di risultati sono l’allenatore che a Taranto ha fatto meglio di tutti; ho perso un play-off e, se non avessimo avuto quelle penalizzazioni, avremmo vinto il campionato l’anno successivo. Anche a livello di gioco, credo che il mio Taranto fosse uno dei più belli. Credo di aver lasciato nel cuore dei tifosi un ottimo ricordo che è ricambiato. Purtroppo però, da quando sono andato via, da parte delle società che si sono susseguite non c’è mai stato interesse nei miei confronti. Prima di smettere di allenare credo che avrò di nuovo questa opportunità. Le mie intenzioni sono quelle di tornare ad allenare il Taranto prima di concludere la mia carriera.
Quella appena trascorsa è stata un’estate turbolenta per il calcio italiano, basti pensare alla serie B a 19 squadre e al ritardo con il quale partiranno i tornei di serie D. Lei che idea si è fatto di questa situazione?
Finché non ci saranno regole chiare e precise non ne usciremo mai. Si tratta di un continuo susseguirsi di penalizzazioni, processi, fallimenti e ripescaggi; questo accade solo da noi quindi c’è qualcosa alla base che non va bene. Il problema è che in Italia le regole ci sono ma non si fanno rispettare.
Il Taranto ha evitato gli spauracchi Avellino e soprattutto Bari, società gloriose che sono fallite. Il precampionato del Taranto tuttavia è stato complesso e culminato con l’esonero di mister Cazzarò e l’arrivo di Panarelli. Questo cambio a due settimane dal via può essere un handicap per una squadra che vuole vincere il campionato?
Innanzitutto, bisogna conoscere le dinamiche delle cose dall’interno perché dall’esterno è difficile analizzare le situazioni. Sono contento per Gigi perché è un calciatore che ho allenato io; dispiace però per Cazzarò perché esonerare un allenatore durante la preparazione è dura da digerire per chi la subisce. Penso che gli sarebbe servito più tempo, non si può giudicare l’operato di un tecnico da qualche amichevole, altrimenti bisognerebbe partire in ritiro ancora prima.
Il girone H di serie D vede la presenza di compagini come Cerignola, Savoia, Andria. Chi la spunterà alla fine?
Ovviamente il mio augurio è rivedere il Taranto in Lega Pro. Lo spauracchio del Bari lo è solo sulla carta in quanto sarà al suo primo campionato in D e la storia del Taranto insegna che non è mai semplice giocare in certi campi dove le squadre ti attendono con il coltello tra i denti. Le squadre che fanno parte del girone del Taranto sono tutte attrezzate e non sarà facile; è un girone tosto anche quest’anno.
Conosce o ha sentito parlare del presidente Giove? La tifoseria tarantina spesso è scettica; cosa si possono aspettare i supporters da questa dirigenza?
A Taranto si vuole sempre vincere e questo è normale. Però, il tifoso tarantino ha saputo e deve apprezzare anche la serietà della società. Quando parlo di solidità non mi riferisco solo a quella finanziaria ma a tutta una serie di componenti alle quali questa società si sta dedicando. Facendo i dovuti scongiuri, se la società è solida si potrebbe comunque ripartire e riprovarci il prossimo anno. Ma alla base ci sono gli aspetti della sincerità, del lavoro e della solidità che questa società sta garantendo. Il problema di tutte le società è quando ci sono troppe figure che ruotano intorno alla presidenza. A mio avviso, i ruoli devono essere pochi ma ben definiti.
Quando avremo il piacere di rivedere mister Dionigi allo Iacovone ad assistere a una partita del Taranto?
Sono venuto a Taranto proprio quest’estate; il suo mare è qualcosa di incantevole. Inoltre, ho tante amicizie che mi legano a una città che porto nel cuore. Sicuramente appena possibile verrò a guardare i rossoblù dagli spalti.
Andrea Loiacono














