Il Taranto perde di misura a Catania a causa del gol decisivo realizzato al 66° minuto da Samuel di Carmine. I rossoblù hanno disputato una buona gara tranne per i primi venti minuti del secondo tempo in cui sono stati un po’ troppo passivi, lasciando il pallino del gioco agli etnei. Capuano, nella formazione iniziale, si affida di nuovo alla difesa over, schierando la stessa formazione che ha conquistato i tre punti contro il Crotone. Nel primo tempo, la compagine jonica lascia nelle mani del Catania l’impostazione del gioco. Gli etnei palleggiano molto a centrocampo dove si dilettano in una fitta rete di passaggi. Lo schema offensivo del Taranto consta nella solita palla lunga su Cianci, con Kanoutè pronto a sgasare sulle sue sponde. In questa fase di gioco, il Taranto risulta molto compatto in difesa, la difesa over regge molto bene, ma la squadra fa fatica a ripartire in contropiede. Zonta risulta un po’ lento nei capovolgimenti di fronte mentre Kanoutè è braccato dalla difesa etnea. Chiricò, è relegato, dalla difesa jonica, a predicare il suo calcio sulla fascia, dove può risultare meno pericoloso che tra le linee. Il Catania si fa molto pericoloso solo con un tiro di Di Carmine. Il centravanti ex Verona, si gira molto bene su Antonini e conclude molto forte da una posizione ravvicinata ma Vannucchi è a dir poco favoloso. In fase offensiva il Taranto spinge molto di più sulla sinistra, poiché sulla destra la catena Mastromonaco con Zonta non funziona a dovere. Nel secondo tempo, Capuano, mette fuori Zonta e dentro Fiorani, mentre Ferrara rileva Panico infortunato. Nei primi minuti del secondo tempo il Catania entra agguerrito in campo, affidandosi ad un possesso palla paziente, alla ricerca di un varco nella difesa jonica. Ma è il Taranto a farsi pericoloso, Romano recupera palla a centrocampo ed effettua una rapida transizione verso il limite dell’area dove si era smarcato Kanoutè. Una volta ricevuta palla, il 77 jonico, conclude debolmente sprecando così la rete del vantaggio. Il Catania invece, rafforza ancora di più il suo dominio con tutti gli 11 jonici relegati a difendersi dietro la linea della palla. Il Taranto non alza di un minimo il baricentro e al 67° minuto il fortino cade. Su cross dalla destra, Marsura effettua una sponda per la testa di Di Carmine che sigla il vantaggio etneo. Il Taranto subisce il colpo e rischia di prendere il secondo gol su calcio piazzato ma Curado colpisce l’incrocio dei pali. Capuano corre ai ripari, inserisce Bifulco e Samele per Romano e Mastromonaco. Non buone le loro prove. Bifulco va sulla corsia di destra mentre Kanoutè si posiziona dietro Samele e Cianci, passando al 3-4-1-2. Con il nuovo modulo, il Taranto alza il bnei qualiaricentro e prende in mano il pallino del gioco. Si guadagna qualche punizione che Cianci non trasforma in pericolo, mentre Fiorani e Calvano sprecano opportunità per pareggiare. Il Taranto esce sconfitto da Catania solo dal punto di vista del risultato. In casa di una squadra costruita per giocarsi la promozione effettua una prestazione di carattere, soprattutto per la reazione visto dopo il cambio di modulo. Aumentano i rimpianti per via di quei minuti di passività dove gli jonici hanno lasciato il pallino ai siciliani. Ora Capuano dovrà lavorare in vista dei tanti impegni ravvicinati, dove il Taranto cercherà di racimolare quanti più punti possibili, a partire dalla partita di mercoledì con la Turris.














