di Alessandra Carpino – Taranto Buonasera
Equilibrio, calma, pragmatismo. Il Taranto cancella il rischio di destabilizzazione ereditato dalle due sconfitte consecutive incassate contro la capolista Juve Stabia e la matricola Sorrento e riprende la marcia in un campionato caratterizzato da prospettive interessanti, soprattutto alla luce dei rallentamenti registrati da parte delle candidate alla zona nobile della classifica. La compagine rossoblu supera la prova di controllo applicata da un Brindisi in piena crisi di risultati ed inaugura positivamente l’asse delle due gare interne di fila comandate dal calendario (la prossima, ancora in programma allo stadio Iacovone, sarà contro la Casertana, lunedì 27 novembre in notturna): la rete di Pietro Cianci, sviluppata sul classico calcio piazzato che spezza la sottile inerzia dell’incontro e cambia il corso della partita stessa, annichilisce l’organizzazione degli avversari, abili a sorvegliare le fonti di gioco ioniche, costringendo i padroni di casa a latitare in creatività ed in imprevedibilità, soprattutto nei movimenti disciplinati tra le fasce e la trequarti, a subire un possesso palla prolungato (ma sterile) ed il costante raddoppio di marcatura sul dinamismo dei fantasisti (Kanoute in primis). Il Taranto conquista il vantaggio al 13′ del secondo tempo, interpretato in modo più propositivo nell’approccio: Orlando s’incarica di calciare una punizione dal versante destro e pennella il cross intercettato da Cianci, autore di un’intuizione in girata col destro che non lascia scampo. “Sapevo che fosse un derby difficilissimo ma non mi aspettavo un Brindisi così chiuso: secondo me, abbiamo disputato la partita, a livello tattico, più intelligente di tutto il campionato- ha dichiarato Ezio Capuano al termine dell’incontro- Ho visto un Taranto molto paziente”. “Abbiamo vinto da grande squadra- l’allenatore rossoblu ha lodato il cinismo ed il metodo- Gli avversari non ci concedevano la profondità, non rompevano mai la linea: io avevo istruito i miei due quarti per contrastare i loro terzini, invece gli esterni d’attacco biancazzurri operavano in fase di tutela e costringevano a sviluppare gioco lontano dalla porta. Siamo stati bravi sulle preventive, non siamo stati sorpresi dalla palla lunga: abbiamo avuto pazienza e caparbietà. Prestazione importante, senza mai soffrire: la mia squadra oggi ha 23 punti, c’è rammarico per le due partite perse, siamo stati folli perché due episodi ci hanno portato a non avere una classifica che sarebbe stata ancora più faraonica”. “Abbiamo agito da squadra matura, con un atteggiamento tattico molto importante, siamo stati bravi anche nei cambi- ha esaminato Capuano- Una lettura importante: sullo 0-0 spingevamo ed ho avuto il coraggio di non togliere Orlando, nonostante fosse affaticato, perché era l’unico che poteva garantirmi la giocata contro un Brindisi blindato. Non ho effettuato sostituzioni per circa 70’: Kanoute ed Orlando erano in difficoltà fisica, costretti a venir fuori senza beneficiare della profondità. Avrei potuto inserire prima gente fresca tipo Fabbro o Samele, invece sono andato avanti così nella convinzione che l’avrei sbloccata. Dopo il vantaggio ci siamo un po’ parati”. Taranto coerente nella disposizione tattica del modulo 3-4-3, nel quale emergono le novità di Luciani, debuttante a destra della difesa dopo essere stato ingaggiato nella precedente settimana dalla lista degli svincolati, ed Orlando collocato titolare nel tridente offensivo al posto dello squalificato Bifulco. Per quel che concerne il pacchetto arretrato, rientra Antonini al centro, Riggio opera da braccetto mancino e capitan Vannucchi custodisce regolarmente fra i pali. A centrocampo ritorna Calvano, dopo aver smaltito il turno di stop, ed è ubicato in mediana insieme con Zonta; le fasce sono appannaggio di Mastromonaco (destra) e Ferrara (sinistra). Kanoute sulla trequarti e Cianci terminale puro completano invece il reparto offensivo. “Nessuno si aspettava che schierassi titolare il neo arrivato Luciani: è stato uno dei migliori, ha sfoderato una grande prestazione- ha ammiccato Capuano- Annoveriamo difensori bravi nell’interpretazione del periodo di non possesso palla: adottando la linea a tre, col tridente davanti, abbiamo bisogno di un braccetto che si accentri, quindi ho ingaggiato Luciani perché possiede simili caratteristiche, nelle fasi di proposizione e di ottemperamento”. “Ho optato anche per Orlando dal primo minuto: ho proseguito nella convinzione dell’assetto tattico per offrire un segnale importante alla squadra- ha confermato lo stratega rossoblu- Sulle fasce i nostri protagonisti scorrevano da destra verso sinistra. Ho visto un buon Taranto nella circolazione della palla, nel fraseggio e nel palleggio”. Tipico fiuto dell’attaccante puro in area di rigore, quello regalato da Pietro Cianci: una sorta di riscatto per lui. “Esiste un rapporto padre-figlio con Cianci: deve fare ancora meglio. E deve fare le cose che sa fare- Capuano dimentica l’episodio fatale dal dischetto contro la Juve Stabia- Quando sta bene, Cianci fa salire tutta la squadra, sa tenera palla ed andare via in ampiezza. Con la maglia della Nazionale italiana, Jorginho ha sbagliato cinque rigori ed adesso gli fanno calciare il sesto, ma uno che è forte può anche non saper battere bene i rigori, altrimenti diventa masochismo”. Quarto gol stagionale ed inevitabili metamorfosi nel reparto offensivo: Pietro Cianci si rilancia con la squadra rossoblu: “Sono tutti giocatori forti: Bifulco non è disponibile, ma Kanoute si è espresso nella zona di campo che gli appartiene, in sintonia con Orlando- ha commentato il match winner- La nostra è una squadra completa ed in attacco c’è tanta concorrenza, che rappresenta uno stimolo in più per fare bene. Gli interpreti possono cambiare la partita da un momento all’altro, con una giocata singola: lo testimonia la punizione messa in mezzo da Orlando, perfetta per la mia realizzazione”.














