di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera
Involuzione fatale. Un Taranto confuso e destabilizzato sotto i profili tattico e psicologico, precipitoso nelle strategie e superficiale nelle iniziative inciampa fra le mura amiche dello stadio Iacovone e cade al cospetto di una Casertana organizzata, sicura ed intraprendente, la quale blinda l’1-0 suggellato da Tavernelli al 16’pt. Dopo il successo di misura ottenuto contro il Brindisi nel turno precedente, i rossoblu incassano la seconda sconfitta interna della stagione (dopo quella di inizio novembre ad opera della capolista Juve Stabia) e non capitalizzano l’occasione del doppio impegno casalingo consecutivo comandato dal calendario, scivolando in ottava posizione in graduatoria. Dal canto suo, la Casertana allenata da Vincenzo Cangelosi, già discepolo di Zeman, non perde un colpo in trasferta, non si lascia suggestionare dal novero di assenze pesanti e non si scompone nemmeno quando resta in inferiorità numerica, per l’espulsione del regista Casoli al 28’pt, una decisione che stravolge le letture più creative e costringe ad un atteggiamento tanto conservativo quanto razionale. Non indovina nulla, invece, il Taranto: disordinato nell’interpretazione di una manovra sinergica ed inconcludente nello spunto dei singoli, non conquista un duello nell’uno contro uno, non è attento sulle traiettorie e sui cross costantemente intercettati e frammentati, non confeziona azioni e conclusioni degne di nota, ma si deconcentra e cede alla frenesia. Ezio Capuano opta per il modulo 3-5-2, sacrificando il fantasista Orlando (il più idoneo a sostituire Bifulco, il quale sconta la seconda delle tre giornate di squalifica) ed inserendo un Romano alla ricerca d’identità, instabile nello staccarsi dalla mediana completata da Calvano e Zonta, per occupare una trequarti affatto produttiva. Le corsie destra e sinistra sono consegnate rispettivamente a Mastromonaco e Ferrara, coordinati alle spalle da Luciani e Riggio, i quali replicano la retroguardia vista all’opera contro il Brindisi, insieme con Antonini centrale e Vannucchi in porta; il binomio d’attacco è composto da Kanoute e Cianci. La Casertana perviene al vantaggio al 16’pt, quando Anastasio pennella un cross lungo dalla porzione mancina a beneficio di Camillo Tavernelli, il cui colpo di testa è minuzioso e s’insinua alle spalle di Vannucchi. Gli ospiti restano in dieci al 28’pt, a causa dell’espulsione diretta comminata a Casoli, reo di aver colpito Ferrara con una gomitata: il Taranto offre una reazione al 34’pt con Kanoute, autore di una rapida progressione neutralizzata sulla linea da Celiento. Capuano anticipa a sorpresa le mosse nell’epilogo della prima frazione di gioco, disponendo la trazione anteriore con l’introduzione in contemporanea degli attaccanti Orlando e Fabbro al posto di Romano e Mastromonaco. L’approccio nel secondo tempo è volitivo ma non basterà: il Taranto non riesce ad attingere dal serbatoio di qualità, non rintraccia un’invenzione o un episodio decisivo, mentre la Casertana distribuisce attenzione e disciplina nella chiusura dei varchi e nella tutela efficace col baricentro basso. “Non mi è piaciuto l’atteggiamento confusionale, non abbiamo sfruttato l’ampiezza anche quando è stato sviluppato un 4-2-3-1- ha esordito mister Capuano- Il modulo iniziale è identificato con un 3-4-3, perché ho scelto Romano che avrebbe dovuto schermare su Proietti: in fase di non possesso, avremmo dovuto trasformare in 3-4-1-2, ma abbiamo registrato parecchie difficoltà”. “La Casertana ha applicato un 4-4-1 in inferiorità numerica ed era doveroso, da parte mia, inserire un attaccante in più per cercare di allargare il gioco sugli esterni- ha precisato- Di solito non faccio mai sostituzioni durante il primo tempo: la prestazione non è stata all’altezza. Non parlo di aspettative, non mi concedo alle illusioni: conosco il calcio e le sue insidie, siamo consapevoli dei nostri obiettivi e li stiamo perseguendo”. E’ severo il commento dell’allenatore rossoblu: “Non mi è piaciuto nulla. C’è poco da parlare di tattica e di tecnica. Passeggiavamo in mezzo al campo e sembravamo dei fenomeni che volevano risolvere la partita attraverso la giocata estemporanea- ha tuonato- Avevo la sensazione che ci tirassimo indietro per non fare una brutta figura. A me la squadra non è piaciuta, però può capitare: non abbiamo mai lottato, non abbiamo vinto quasi mai sulla seconda palla anche restando in superiorità numerica per larghi tratti della gara stessa”. “Abbiamo affrontato un’ottima Casertana, ben messa in campo. Non abbiamo fatto nulla per creare problemi agli avversari, se non qualche palla sporca in mezzo ed una sola occasione clamorosa, quella di Kanoute alla fine del primo tempo- ha sottolineato- Nella ripresa, giravamo in modo inconcludente, siamo andati al cross diverse volte e li abbiamo sbagliati, ci siamo fatti anticipare sistematicamente sui palloni smistati al centro”. Al termine della contesa, i calciatori ionici si sono sottoposti agli umori del pubblico, che ha dispensato qualche fischio di disapprovazione: “Mi sono assunto tutte le responsabilità, sono rimasto sul campo, al fianco della mia squadra, perché era giusto che i tifosi contestassero, dopo averci sostenuti in maniera impeccabile per tutto l’incontro- ha confidato Capuano- Abbiamo sbagliato totalmente la gara”.













