di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera
Fedele al suo duplice incarico, fra campo e mercato. Alla vigilia di una partita, quella col Monterosi Tuscia fanalino di coda che rappresenta la seconda di due sfide consecutive fra le mura amiche dello stadio Iacovone (fischio d’inizio stasera alle 20.45), come nell’epilogo della sessione invernale delle trattative. Ezio Capuano si concede un focus dettagliato e veritiero sulla metamorfosi del suo Taranto, sulle rinnovate prospettive tecnico-tattiche da adeguare gradualmente ad un impianto collaudato, da rafforzare e non da alterare, anche in ottica dell’imminente confronto agonistico. “A costruire e modificare l’organico è stata la stessa persona: questo Taranto è nettamente più forte- ha annunciato l’allenatore rossoblu- E’ vero che si sono persi giocatori importanti, persino stratosferici, ma siamo stati capaci di garantire più alternative e diversificare. Antonini è insostituibile in questa categoria, la differenza col suo successore sarebbe stata marcata se non avessi ingaggiato un difensore centrale forte come Miceli”. “Negli altri settori abbiamo diversificato: a destra abbiamo mantenuto Mastromonaco ed arruolato un ottimo collega quale Valietti- ha spiegato- A centrocampo annoveravamo tutti giocatori di interdizione: Romano è fuggito e siamo andati in difficoltà. Così abbiamo individuato Antonio Matera, giocatore forte, ma non ci siamo fermati”. Due gli interpreti della mediana che hanno accettato il progetto ionico al fotofinish: “Occorrevano caratteristiche diverse di palleggio, rintracciate in Ladinetti- ha continuato- A differenza di Bonetti, delle cui gesta non abbiamo mai beneficiato, non agisce solo come vertice basso, ma può giocare tranquillamente a due come accaduto nel Pontedera, nelle cui fila ha disputato 34 partite a grande livello. E’ un giocatore di qualità, dotato di una visione periferica prima assente in organico: fatta eccezione per Zonta, gli altri sono fortissimi ma avvezzi all’aggressione”. Riflettori puntati sulla batteria offensiva: “Abbiamo perso due prime punte: Samele, che ho suggerito all’allenatore dell’Alessandria, rassicurandolo che al Nord e con meno pressione avrebbe espresso le sue potenzialità- ha commentato Capuano- Ovviamente Cianci, il quale mi aveva confidato che la proposta del Catania avrebbe potuto cambiargli la vita. Siamo intervenuti con due giocatori con caratteristiche diverse: De Marchi prettamente di attacco alla profondità, poco propenso nel legare, quindi nell’accorciare; tecnicamente non eccelle coi piedi. Poi abbiamo inventato la perla: secondo me, Simeri è ancora all’alba, devastante, bisogna stimolarlo perché è forte nell’area di rigore e tecnicamente. Abbiamo compensato e per peculiarità il reparto è stato migliorato. E’ un Taranto più completo”. Strategie sofisticate per amministrare l’evoluzione dei negoziati incastonate nel ritmo frenetico del campionato: “Ho operato in silenzio, gestendo mentalmente i giocatori: trenta giorni di mercato aperto a gennaio sono un fallimento del calcio mondiale- non si nasconde Capuano- Ho studiato di notte, raccogliendo informazioni e consultandomi sulla tenuta fisica e sulle abitudini extra campo dei candidati. L’ultimo giorno della sessione il mio telefono e quello del presidente Giove hanno squillato con insistenza: sei i giocatori richiesti in continuazione. Mi succede ogni anno di rigenerare e rivalutare alcuni ragazzi: invito il pubblico ad accorrere per onorare coloro che hanno desiderato proseguire l’avventura in terra ionica”. Vanificati i tentativi per rimpinguare la retroguardia: “Abbiamo cercato due difensori, ovvero Mulè dell’Avellino e Lorenzo Ferrante del Giana Erminio. Avrei voluto un sesto elemento per migliorare, ma solo alle condizioni della mia filosofia tattica e della programmazione”. Il Monterosi si presenta come un’incognita, complici innesti indispensabili per risalire la china: “Noi lavoriamo molto sulla fisionomia dell’avversario, ma stavolta dovremo prepararci sull’aspetto mentale e coi nostri codici. Il mio Taranto può battere chiunque e non deve sbagliare davanti alla porta”. Notizie positive dall’infermeria ed auspicata abbondanza: “Mastromonaco ha recuperato, per me è un rientro molto importante. Kanoute ha smaltito la botta rimediata contro il Benevento, nessun problema”. E si aggiunge anche Bifulco, reduce dal turno di squalifica: il contributo di fantasia aumenta e le gerarchie emergono, dalla trequarti in su: “Orlando è un giocatore devastante, che va centellinato: ce lo coccoliamo, ce lo volevano rubare- ha confidato il trainer- Si è allenato a singhiozzo per tutta la settimana. Gli altri stanno bene: ho tante soluzioni in avanti e le scelte spettano a me”. Nella chiosa del mercato invernale, è stata registrata la separazione da alcuni under selezionati in estate: “La rinuncia all’adozione del progetto del minutaggio è scaturita dalla defezione di Bonetti, destinato al compito di vertice basso per un 3-5-2- ha illustrato Capuano- Poi c’è stato il caso Heinz, infortunato per una ventina di giorni. Lo ammetto: abbiamo smarrito qualche punto per continuare in maniera masochista con l’opzione originaria del minutaggio: la sconfitta a Giugliano ne è un esempio. Col presidente Giove abbiamo concordato di abbandonare la suddetta strategia e non incassare il contributo monetario: una rosa under non era competitiva”. “Con tale prospettiva, era giusto dirottare questi giovani in club che garantissero un loro impiego frequente in campo- ha precisato il tecnico- La loro scelta era stata indovinata, lo testimonia il fatto che tutti hanno trovato un’altra squadra: il giovanissimo Hysaj è stato corteggiato da cinque club”. Un pensiero allarmato è rivolto al vivaio rossoblu ed ai risultati poco convincenti: “E’ stato gestito in maniera fallimentare. Bisogna cambiare, sono state fatte scelte errate che danneggiano il Taranto. La Primavera è stata costruita senza testa e logica: adesso deve solo cercare di salvare la categoria”.














