di Alessandra Carpino – Taranto BuonaSera
Trame avvincenti in terra magnogreca. Emozioni, sperimentazioni, dogmatismi, colpi di scena e qualche rammarico di troppo: il Taranto supera indenne l’ostacolo Crotone, nel duello in chiave play off, suggellando un pirotecnico pareggio per 2-2 sotto i riflettori dello stadio “Scida”. Dicotomia tattica distribuita nei tempi di gioco per la formazione rossoblu ionica, priva dello squalificato Luciani in difesa e depauperata nella condizione idonea di varie pedine dopo le fatiche del turno infrasettimanale col Giugliano: le alchimie registrate e l’adozione transitoria del modulo di base più conservativo del 3-5-2 nel corso del primo tempo non compromettono la conquista del quinto risultato utile consecutivo, frutto delle opzioni e del ripristino del collaudato 3-4-3 in avvio di ripresa. Decisione propedeutica al ribaltamento del vantaggio firmato dai pitagorici di Lamberto Zauli, alla consacrazione ulteriore di Mamadou Kanoute autore di una doppietta, sino al calcio di rigore trasformato da Guido Gomez, artefice anche lui di due reti. Le metamorfosi oscillano fra retroguardia e linea nevralgica: Ezio Capuano assegna a Riggio la mansione di braccetto destro ed arretra Ferrara sul versante mancino, mentre stabili sono Miceli al centro e Vannucchi fra i pali; le corsie rispettivamente destra e sinistra sono appannaggio di Valietti e Panico, mentre l’asse mediana annota il debutto da titolare del regista Matera, supportato ai lati da Calvano e da Zonta; in attacco fiducia al capocannoniere Kanoute ed a Simeri. La prima frazione di gioco consta di equilibrio didattico e di un copione reiterato, in cui il Crotone recita nel palleggio e nella ricerca costante dell’inserimento, costringendo il Taranto all’ordine in fase di non possesso palla. La formazione calabrese perviene al vantaggio al 24’: Battistini confeziona un cross perfetto dal versante destro a beneficio di Guido Gomez che, appostato all’altezza del secondo palo, intercetta la sfera nel duello aereo con Riggio ed insacca con un’incornata perentoria alle spalle di Vannucchi. La ripresa s’inaugura con la rivoluzione tattica di Capuano, il quale inserisce Enrici sul polo mancino della retroguardia, sostituendo Panico e consentendo a Ferrara di riappropriarsi della corsia di pertinenza; rimodella inoltre la batteria offensiva, rimpinguandola con De Marchi e sacrificando Zonta, nonché confidando nella fantasia di Bifulco che rileva Simeri. L’esito è immediato e sorprendente, perché il Taranto diventa più esuberante e più creativo nella verticalizzazione e nell’ispirazione in profondità: l’approccio è votato al ritmo, l’evoluzione della partita diventa intrigante attraverso la sequenza di iniziative e la lettura mnemonica. Il pareggio è il corollario di un’azione da manuale avviata sulla trequarti da De Marchi, il quale serve Valietti accentratosi: quest’ultimo offre l’assist teso a Mamadou Kanoute, la cui conclusione pregevole da posizione defilata sulla destra non lascia scampo a Dini al 61’. La compagine ionica è indomabile nelle intuizioni e stravolge le sorti del match al 69’: è ancora l’attaccante senegalese a confezionare l’imbucata da posizione incredibile con un destro raffinato ed energico sul quale Dini non può contrastare. 2-1 per il Taranto e tredicesimo sigillo in campionato per Kanoute, il quale incassa un cartellino giallo nel momento dell’esultanza: ammonizione pesante, poiché sarà costretto ad abdicare dalla sfida di sabato prossimo col Catania in quanto diffidato. La chance per ristabilire la simmetria al Crotone arriva al 74’, quando l’arbitro Zanotti della sezione di Rimini assegna un calcio di rigore ai padroni di casa per una trattenuta di Riggio ai danni di Comi. Sul dischetto si posiziona Gomez, ma la traiettoria col destro è debole e Vannucchi si allunga e blocca la sfera sulla sua sinistra al 75’. Non è finita qui, però: lo stesso direttore di gara si consulta con l’assistente che rileva una posizione errata oltre la linea di porta da parte dello stesso estremo difensore ionico. La ripetizione del penalty consente a Guido Gomez di non fallire, spiazzando Vannucchi grazie ad un tiro potente col destro per il 2-2 definitivo al 77’. “Nel primo tempo abbiamo concesso il palleggio in orizzontale al Crotone per indurlo ad esporsi e spronarci a ripartire. Accade quando adotto il 3-5-2 e la squadra resta bassa per inserirsi negli spazi- ha commentato Ezio Capuano- Ad avere le occasioni più notevoli è stato però il Taranto: la compagine pitagorica non ha mai fatto un tiro in porta, se non quel cross dal fondo su cui abbiamo difeso male, incassando il gol di Gomez”. Nel secondo tempo mi sembra che non ci sia stata mai partita: siamo andati sei volte a tu per tu col portiere Dini, penalizzati da un calcio di rigore inventato: per la prima volta nella storia della Lega Pro, senza l’ausilio del Var, si fa ripetere un penalty. Comi non è nemmeno andato a terra e la sua squadra non ha protestato- ha sentenziato il tecnico rossoblu- Sono arrabbiato ma anche orgoglioso: guardare la mia squadra esibirsi a Crotone con questo piglio, senza accontentarsi mai, esalta il mio mestiere di allenatore”. “Per l’emergenza in difesa, ho esordito con Ferrara braccetto sinistro, poi ho rimodulato disponendo due giocatori larghi per aggredire sulle catene- ha spiegato- Col 3-4-3 abbiamo contrastato le figure e ci siamo espressi più alti. La nostra è una condizione atletica notevole ed ai miei collaboratori avevo detto che avremmo dovuto portare la gara solo con un gol di svantaggio alla fine del primo tempo, poiché avevo la sensazione che avremmo vinto nella ripresa. Bifulco ha sprecato sotto porta ma l’occasione più ghiotta è stata quella precedente di Matera su cross di Zonta. La squadra produce tantissimo ma spesso sbaglia troppi gol”. “Forse avremmo dovuto essere più chiusi coi due trequartisti quando abbiamo conquistato il 2-1- ha chiosato- Per quel che concerne il sospetto di fuorigioco sulla seconda rete di Kanoute, io ero in direzione dalla panchina ed ho visto la palla partire, ho guardato quindi il guardalinee perché nutrivo il dubbio. Il mio attaccante ha effettuato un movimento rotatorio e bisognerebbe vedere la posizione di Battistini, che dovrebbe tenerlo in gioco”.













