La 28^ giornata di campionato è stato un turno interlocutorio con alcune sorprese positive e negative. La Juve Stabia, al Menti, nel derby con la Turris, impiegava 120 secondi , con Adorante, per fare suo il match, poi nonostante una supremazia abbozzata, controllava il risultato, amministrandolo e rischiando al 6° minuto di recupero, con una traversa colpita dagli ospiti, il pareggio. Alle spalle degli stabiesi, il Benevento di Auteri, al Vigorito, di fronte al pubblico amico, travolgeva un Sorrento incapace di reagire alla strapotere sannita. Il Picerno, in questo turno, risultava essere una delle soprese negative, con la trasferta di Messina, dove dopo essere passato in doppio vantaggio, veniva raggiunto dai padroni di casa, con una reazione veemente che faceva sfumare due punti ai lucani. Nuova sorpresa negativa, giungeva da Teramo, dove il favorito numero uno, Avellino, era fermato dal Monterosi Tuscia che, al contrario continua a raggranellare punti e distanziarsi dall’ultima posizione, al momento occupata dal Brindisi. Il Taranto di Capuano, intanto, nel sempre sentito match con il Catania, grazie ad una giocata da rapace di de Marchi, arpionava altri tre punti che lo posizionava al quarto posto in condominio con l’Avellino. Robustezza di squadra, coralità di gioco, nessuna dipendenza da Kanoute, anzi, gli attaccanti a disposizione del tecnico rossoblù, mostravano le loro qualità e l’esperienza, al cospetto del faraonico avversario, imbottito di tanti nomi illustri o pseudo tali. Alle spalle della coppia Avellino e Taranto, la Casertana riusciva con il pathos a superare il Brindisi che, dopo essere passato in svantaggio ed aver recuperato il risultato sul finale, nel recupero subiva la rete di Rovaglia che significava ennesima sconfitta e – 3 dal penultimo posto, occupato dal Monterosi Tuscia. Ennesimo flop per il Crotone del neo tecnico Baldini che, a Foggia, dopo esser passato in vantaggio con Zanellato, cadeva nei minuti finali e nel recupero del match, compiendo un altro passo a vuoto che lo allontanava, ulteriormente dalla posizioni nobili della classifica, con difficoltà, al momento della ripresa, per la prossima giornata. Nelle posizioni delle retrovie della zona play off, il Latina impattava con un Cerignola, coriaceo e battagliero, tanto che nonostante dopo il vantaggio dei locali con Ercolano sia riuscito a ribaltare il punteggio, era costretto a subire il pareggio dai padroni casa, tornando in Puglia con un punto. In zona play out, lo scontro diretto tra la Virtus Francavilla e il Monopoli, partoriva un risultato di parità ad occhiali, frutto del timore, niente affatto nascosto, di perdere la gara e rimanere attardati nella corsa alle migliori posizioni delle griglia di spareggi che determineranno altre due retrocessioni, in serie D, oltre l’ultima della classe.
JUVE STABIA – TURRIS: la Turris lottava, attaccava ma non riusciva a sfondare il muro della Juve Stabia e perdeva il derby per 1-0 con un gol al primo minuto di Adorante in netto fuorigioco. I corallini disputavano una grande partita, con un ottimo secondo tempo (su cui aveva più di un’occasione per pareggiare). Si metteva anche la sfortuna nel percorso degli uomini di Menichini che vedevano negarsi il pareggio negli ultimi istanti dalla traversa sulla grande parabola creata da Giannone con un tiro dai 30 metri. Anche la classifica si complicava, complice la vittoria del Foggia nel finale contro il Crotone. La sfida del Menti si apriva subito dopo un minuto con un gol irregolare di Adorante che colpiva la porta sguarnita dopo la parata di Marcone in pieno fuorigioco (sull’azione c’era anche un dubbio tocco di mano). La Turris provava a mettere ordine ma al 26’ era ancora la Juve Stabia a sfiorare il gol con Leone che angolava il tiro ma Panelli salvava tutto in scivolata. Al 36’ ci provava Casarini per i corallini ma la palla finiva alta di un soffio. Negli ultimi istanti di primo tempo i corallini provavano a cercare il gol ma non arrivavano pericoli verso la porta di Thiam. Nella ripresa i ritmi erano molto più blandi, la Juve Stabia aveva solo una chance, all’inizio con Meli prima e Adorante poi, con Marcone attento. Da qui iniziava il monologo corallino. Al 60′ ci provava Maestrelli di testa ma la palla finiva sul fondo. Quattro minuti dopo era Nocerino ad avere la chance ma Thiam respingeva (Pugliese sul tap-in dal limite sparava fuori). Al 74′ era sui piedi di Jallow la chance ma ancora Thiam faceva muro e devia il pallone. Nel finale Menichini mandava dentro anche Giannone e al 95′ dal suo sinistro partiva una fucilata ma la palla finiva clamorosamente sulla traversa e la difesa di casa spazzava.
ACR MESSINA- AZ PICERNO: il Messina agguantava (2-2) in rimonta la vicecapolista Picerno sotto la pioggia dello stadio “Franco Scoglio”. Un punto prezioso sia per come maturava che per il valore dell’avversario. Inizio partita favorevole agli ospiti, pericolosi con l’incursione di D’Agostino, fermato in uscita dal portiere, e Albertini, la cui battuta di destro veniva intercettata da Fumagalli. Sull’altro fronte, il tiro cross di Lia terminava di poco a lato. Al 20’ Picerno in vantaggio grazie al guizzo di Santarcangelo, che insaccava la sfera dopo la respinta di Fumagalli sul tiro di D’Agostino. Immediata reazione dei giallorossi, insidiosi con i tentativi di Zunno e Rosafio. Fumagalli negava poi la rete a Murano e Santarcangelo. Bravo anche Merelli, che neutralizzava sul più bello un’iniziativa di Luciani, lanciato da Emmausso. Il raddoppio dei lucani si materializzava al 41’, quando Santarcangelo, servito alla perfezione dalla punizione di Pitarresi, firmava la doppietta di testa. Dopo l’intervallo, mister Giacomo Modica operava un doppio cambio: dentro Frisenna e Ragusa per Firenze e Luciani. I padroni di casa provavano a pigiare il piede sull’acceleratore, ma non riuscivano a sfondare. Al 15′ gol annullato a Ragusa per la dubbia posizione di fuorigioco di Emmausso. Al 22′ lo stesso Emmausso dimezzava le distanze, sfruttando una grave incomprensione tra Merelli ed il neo entrato Novella, che lasciavano la porta spalancata. La spettacolare rovesciata di Zunno (va31′) vale il pareggio; bellissimo il gesto atletico del numero 11 dei peloritani sul traversone di Rosafio. Non accadeva praticamente più nulla nel finale, se si escludeva la staffilata da alta del neo entrato Scafetta.
MONTEROSI TUSCIA- AVELLINO: il tecnico Michele Pazienza confermava dieci giocatori su undici della squadra titolare che aveva giocato contro la Casertana. L’unica differenza era che De Cristofaro sostituiva Palmiero, che era squalificato. Pronti via e subito Avellino all’attacco: Armellino tirava in porta ma il Monterosi respingeva il suo tiro. C’era qualche protesta timida da parte dei giocatori dell’Avellino, pensavano che ci fosse stato un tocco di braccio. L’arbitro Delrio faceva continuare il gioco. All’11’, il match si sbloccava: un lancio dalla difesa arrivava a Sgarbi, che controllava il pallone appena fuori dall’area avversaria e serviva Chicco Patierno con un passaggio preciso. Patierno calciava rasoterra con il destro, angolato e preciso; 11esimo goal stagionale per l’attaccante. Al 24′, Rocca riceveva il pallone dopo che la difesa del Monterosi respingeva e tirava con forza di destro da più di venti metri. Il suo tiro veniva deviato in angolo. Al 18′, bellissimo scambio tra Sgarbi e Patierno, che poi restituiva il pallone al compagno. Sgarbi tirava in corsa dall’interno dell’area di rigore, ma il suo tentativo veniva respinto da Rigon. L’Avellino andava vicino al secondo gol. Problemi alla coscia destra per Patierno al 40′, che si girava spesso verso la panchina biancoverde. Il cambio era inevitabile: al suo posto entrava Gori. Il primo tempo si chiudeva con l’Avellino in vantaggio grazie al goal di Chicco Patierno. Ottimi, soprattutto, i primi venti minuti della squadra, che avrebbe meritato almeno il doppio vantaggio. Il Monterosi si difendeva bene, anche aiutato dalla fortuna. Al 51′, durante l’azione di un corner, Scarsella sfruttava i blocchi dei suoi compagni e una distrazione enorme della difesa avversaria. Con un colpo di testa potente mivara in porta, ma Ghidotti si superava con una parata che salvava la sua squadra. Al 71′, in questa fase, Gori stava crescendo, contribuendo molto alla squadra. Stava guadagnando punizioni e lavorando bene di sponda per i compagni. Al 74′, Ghidotti era costretto a uscire con i pugni per anticipare Scarsella, che era messo in azione da una punizione di Gori. Duro colpo all’81’: De Cristofaro era espulso, quindi l’Avellino era costretto a giocare in 10 uomini il finale di gara. Il Monterosi otteneva un pareggio clamoroso all’87’: Silipo confezionava un’ottima giocata e serviva centralmente Rossi. La conclusione di Rossi si trasformava in un assist per Vano, che sotto porta batteva Ghidotti. Monterosi-Avellino terminava 1-1, un pareggio che lasciava l’amaro in bocca al “Gaetano Bonolis”. Nei minuti conclusivi, sfruttando la superiorità numerica dovuta all’espulsione di De Cristofaro, i padroni di casa trovano il gol del pareggio con Vano.
BENEVENTO – SORRENTO: il Sorrento si fermava allo stadio Vigorito, il Benevento si imponeva con una vittoria larga e maturata nella seconda frazione di gioco. La squadra di Vincenzo Maiuri non riusciva a dare continuità al successo ottenuto contro la Virtus Francavilla, la brigata di Gaetano Auteri si assicurava il bottino in palio e saliva al secondo posto in classifica, mettendo alle spalle Picerno, Avellino e Taranto. La prima occasione della gara portava la firma dei padroni di casa. Al 6’, sugli sviluppi di un corner di Ciciretti, Pinato colpiva di testa e mandava alto. La partita viaggiava sul binario dell’equilibrio, al 20’ il fantasista cercava Improta che faceva partire un tiro-cross, respingeva Del Sorbo. I rossoneri provavano a rispondere con la circolazione della sfera, sfruttando soprattutto le corsie, ma i giallorossi non concedevano spazi. Al 22’ punizione di De Francesco deviata dalla barriera, il pallone finiva sul fondo. Sul capovolgimento di fronte tiro debole di Lanini che arrivava tra i guantoni di Del Sorbo. Al 37’ Pinato andava a caccia del bersaglio dalla distanza, ma l’occasione più ghiotta era per gli ospiti al 42’: sinistro a giro di Vitale e palla che si stampava sul legno, provvidenziale il tocco di Paleari. In avvio di ripresa i ragazzi di Maiuri sviluppavano una prima azione interessante. Ripartenza di Vitiello che pennellava per Ravasio, Berra in scivolata salvava i suoi. Al 50’ Ciano, appena entrato in campo, anticipava Todisco sul traversone di Improta, raccoglieva la respinta di Del Sorbo e insaccava: si sbloccava il match. Al 57’ tiro di Ciciretti dal limite, la traiettoria terminava di poco a lato. Per il raddoppio non bisognava attendere molto, ci pensava proprio il numero 99 a trovare l’incrocio con un mancino dal vertice destro dell’area. Al 69’ De Francesco cercava di scuotere il Sorrento con una conclusione facilmente disinnescata da Paleari. A dieci minuti dal termine Bolsius rientrava sul destro, fulmina Del Sorbo e calava il tris. Nel recupero il Benevento siglava il 4-0 con Simonetti che concretizza il suggerimento di Talia e stendeva definitivamente il Sorrento.
TARANTO – CATANIA: non riusciva al Catania l’operazione continuità. Dopo la vittoria di domenica scorsa, arrivava una sconfitta in quel di Taranto in una partita senza esclusione di colpi. La decideva De Marchi al 12′ del primo tempo, sfruttando un’occasione su azione d’angolo. Catania troppo timido, si sbloccava nella ripresa anche grazie ai cambi, ma tardi per recuperare il risultato. Pronti via e sin dalle prime fasi il Taranto faceva capire al suo avversario di voler assolutamente vincere la partita, dal sapore particolare per i corsi e ricorsi storici che riguardavano le due compagni, i cui destini si erano intrecciati in passato. Al 12′ arrivava già il vantaggio dei pugliesi, nello sviluppo di un’azione da calcio d’angolo. Era De Marchi a segnare da pochi passi rispetto alla linea bianca della porta difesa da un incolpevole Albertoni, troppo statica invece la difesa. Da analizzare però la gestione di falli e fuorigioco da parte della direzione di gara. Padroni di casa comunque più vivaci, il Catania invece cercava spesso i lanci lunghi per Cianci, ma spesso i suggerimenti erano imprecisi e, quindi, non efficaci. Al 22′ Tello ci provava di testa per i suoi senza trovare fortuna. I rossazzurri cercavano di fare qualcosa in più là davanti, ed era Chiricó a farsi vivo in un paio di circostanze dalle parti di Vannucchi con alcuni palloni velenosi sventati in corner. In una circostanza, in particolare, l’esterno riusciva a fare una giocata incredibile da posizione molto defilata, il calciatore però non era fortunato. Il Taranto di Capuano cercava di gestire il risultato e ripartire velocemente per provare a trovare altre azioni ghiotte per segnare. Il primo tempo, dopo due minuti di extra time, terminava con i rossoblù avanti per 1-0 e un Catania troppo timido davanti. La ripresa si apriva con Miceli vicinissimo al gol già al primo minuto. Ancora un calcio piazzato, un angolo, palla sulla testa del difensore che si liberava della marcatura di Monaco e sganciava un bolide verso la porta: palla sull’incrocio dei palli e rossazzurri graziati. Tanta confusione per la compagine catanese che sbagliava molti passaggi e sembrava soltanto lontana parente della squadra aggressiva che aveva battuto soltanto pochi giorni fa la capolista. De Marchi potrebbe segnare la sua seconda rete di giornata quando Celli in maniera maldestra lo lanciava involontariamente verso la sua stessa porta, Albertoni usciva e prendeva posizione annullando ogni pericolo. Al 58′ cominciava il walzer delle sostituzioni, prima era il Taranto a fare due cambi, poi arriva la contromossa di Lucarelli. Al 66′ volava Vannucchi sul destro dalla trequarti di Welbeck, pericolosissimo. Gli etnei dunque si facevano vivi dalle parti del portiere tarantino. Il Catania provava a cambiare l’inerzia del match, cambiava tanto in avanti inserendo tra gli altri Peralta, Zammarini e Costantino, senza richiamare in panchina Cianci che restava in campo. Proprio Cianci, ben servito da Bouah, era pericoloso nell’area avversaria, mettendo un pallone su cui per pochi passi Costantino non arriva per il facile tap-in. Ancora cambi, ancora tensione in campo nel finale con i cambi che avevano dato una scossa agli ospiti. Le due squadre continuavano a combattere sul rettangolo verde dello Iacovone, da una parte si difendeva un vantaggio importantissimo, dall’altro si cercava un pareggio che avrebbe condotto meglio alla sfida di ritorno della semifinale di Coppa Italia. Dopo i minuti di recupero assegnati però, con l’unico sussulto di Cianci che provava la girata al 93′ senza centrare lo specchio, veniva decretato il successo degli uomini di Eziolino Capuano.
CASERTANA – BRINDISI: il Brindisi cadeva al fotofinish ed incassava la diciannovesima sconfitta stagionale. Allo stadio Pinto, nel ‘secondo’ debutto del tecnico Ciro Danucci, i biancazzurri erano stati battuti per 2-1 dalla Casertana, al termine di una gara nella quale arrivava una reazione nel secondo tempo con tanto di momentaneo pareggio. I campani, tuttavia, avevano la meglio in pieno recupero. I padroni di casa sbloccavano il risultato al 44′, quando Carretta finalizzava un’azione personale battendo Saio con un tiro preciso; la reazione degli ospiti arrivava al 57′: direttamente da calcio di punizione Petrucci colpiva la traversa. Poco più tardi anche il subentrato Vantaggiato cercava la gloria da calcio piazzato, ma il pallone terminava fuori di poco. Nel finale Galletta sfiorava il raddoppio trovando però la respinta di Calderoni, precedente al pareggio adriatico: su calcio di punizione Petrucci stavolta non lasciava scampo a Venturi (86′). Al 93′ arrivava la beffa per gli uomini allenati da Ciro Danucci, colpiti da Rovaglia che nel cuore dell’area di rigore regalava ai suoi la vittoria. Il Brindisi rimaneva fermo a 17 punti, all’ultimo posto in classifica.
FOGGIA – CROTONE: i satanelli erano reduci da due vittorie ed un pareggio nelle ultime cinque partite disputate. La vittoria nell’ultimo turno a Brindisi per zero a due, aveva consentito alla formazione di Cudini di balzare al quindicesimo posto in classifica con la zona playoff a distanza non siderale. Il Crotone che era al settimo posto della graduatoria, a dodici punti di distanza dalla primatista Juve Stabia, chiamava il neo tecnico Silvio Baldini per sostituire l’esonerato Zauli e, soprattutto, per riportare entusiasmo e continuità di risultati che potessero preparare play off ambiziosi. La gara sembrava subito frizzante con il 4-2-3-1 di Baldini che non spiazzava i suoi. Era Zanellato il primo a proporsi di testa al terzo minuto su angolo dalla destra di Tribuzzi, la palla finiva alta, però. Ma dal quarto d’ora i padroni di casa cercavano di pressare gli ospiti con tre occasioni di fila con Santaniello che provava prima il destro da fuori che veniva murato da Gigliotti; poi era Vezzoni che lasciava partire un gran sinistro dal limite, sugli sviluppi di un corner dalla destra, sfiorando l’incrocio; ed infine con uno schema su punizione, con Silvestri che metteva al centro per Carillo, il cui colpo di testa era preda di Dini. Poi due lampi del Crotone che non la mollava, soprattutto con il colpo di testa su corner dalla destra di Tribuzzi, ed il pallone di poco alto sulla traversa. Ed appena i ritmi si abbassavano era la squadra ora allenata da Baldini che ci riprovava con Tribuzzi che, sempre da corner al 40’, faceva arrivare la sfera sul destro di D’Ursi, posizionato sul primo palo, ma con la sua girata che terminava fuori non di molto. Il Foggia ci provava di nuovo da fuori ma la prima frazione terminava a reti inviolate. Baldini ci provava subito ripartendo con due cambi: dentro Bove e Comi, fuori Gigliotti e D’Ursi con il Crotone che passava ad un quasi classico 442. Ed era proprio Comi che si faceva trovare subito pronto di testa con il Foggia che sembrava volerla giocare più attento alla fase difensiva con Rolando che provava da fuori, però. Ora le squadre facevano fatica a graffiare. E Baldini inseriva al 62’ anche Felippe per D’Angelo con Cudini che rispondeva con Schenetti per Rolando e Gagliano per Santaniello. Ma era Zanellato a rompere gli equilibri: sugli sviluppi di una punizione, Bove di testa prolungava per il numero 24 rossoblù che, da posizione defilata, riusciva a superare col destro Perina. La gara rimaneva in controllo degli ospiti che pressavano inserendo anche un’altra punta con il giovanissimo Kostadinov che rilevava Vitale. Gli spazi venivano aggrediti con maggiore armonia e puntualità e sembrava che il Crotone potesse portare a casa la vittoria. Ma all’88’ arrivava il pari: Tascone di testa assiste l’accorrente Silvestro che la metteva sul secondo palo. Nemmeno il tempo di disperarsi ed entrati nel 91’ minuto, i rossoneri la ribaltavano sempre con il numero due che andava in goal con azione fotocopia su assistenza di Millico. Il Crotone seppur incredulo ci provava a catapultarsi ma era pericoloso solo al 93’ su un cross di Tribuzzi, su cui il Foggia si rifugiava in angolo. Poi solo parapiglia ostruzionistici che lasciavano tanto amaro in bocca e zero punti al Crotone.
LATINA – AUDACE CERIGNOLA: Cerignola beffato all’ultimo minuto da un Latina che dopo essere passato in vantaggio si faceva raggiungere e superare. 2-2 il punteggio finale maturato grazie alle reti di Ercolano e Mastroianni per i laziali e di Vuthaj e Malcore su rigore per i pugliesi. Dopo un primo tempo equilibrato, la ripresa si apriva con il vantaggio del Latina: grande azione dalla sinistra e conseguente cross al centro per Ercolano che stoppava, si girava e trafiggeva Barosi da due passi: 1-0. Immediata la reazione del Cerignola che prima pareggiava con un bel colpo di testa di Vuthaj e poi ribaltava il risultato con un calcio di rigore trasformato da Malcore. Al 95’ la zampata di Mastroianni evitava la sconfitta casalinga al Latina e beffava un buon Cerignola che però sprecava diverse occasioni da gol. Per la squadra di Tisci era il 14° pareggio stagionale (record assoluto nel campionato di C) che consentiva agli ofantini di restare attaccati alla zona playoff distante un solo punto.
POTENZA – GIUGLIANO: il Giugliano cadeva allo stadio Viviani, il Potenza – che restava in nove nel secondo tempo – vinceva di misura con la rete di Volpe in avvio di partita. Altro passo falso in trasferta per la squadra di Valerio Bertotto, undicesima sconfitta in campionato per i gialloblù. Padroni di casa subito pericolosi con Asencio che si inseriva in area, ma non riusciva a calciare con il destro da ottima posizione. Al 5’ ci pensava Volpe a sbloccare la sfida. Il numero 77 rientrava e tirava a giro, la sfera superava Russo e si insaccava sul palo lontano. Al 17’ i tigrotti provavano a reagire sull’asse Ciuferri-Salvemini, il colpo di testa dell’attaccante terminava sul fondo. Al 25’, sugli sviluppi di un corner, Cargnelutti svettava e mandava fuori di un soffio, si salvava Alastra. Alla mezz’ora tentativo dei rossoblù con Armini in tuffo, Russo respingeva. Il portiere doveva ripetersi al 32’ sulla botta di Volpe dopo un contropiede. Al 43’ Salvemini accelerava, saltava Armini ma trovava Alastra a chiudere lo specchio della porta. Il primo tempo andava in archivio con una giocata alta di Castorani su cross di Hadziosmanovic. La ripresa si apriva con due cartellini rossi in casa Potenza. Asencio sbracciava su Caldore, l’arbitro lo puniva con la seconda ammonizione al 49’. Passavano tre minuti e arrivava il doppio giallo anche per Schiattarella, il Giugliano si ritrovava in undici contro nove per un’intera frazione. Al 54’ De Sena ci provava direttamente da piazzato, il pallone finiva sulla barriera. Al 60’ altra iniziativa di Salvemini, questa volta con il mancino: Alastra neutralizzava. I gialloblù, nonostante la superiorità numerica, non riuscivano ad impensierire il pacchetto arretrato locale. Al 77’ Volpe vedeva Russo lontano dai pali, scaricava un destro dalla distanza ma non inquadrava la porta. All’81’ colpo di testa impreciso del neo entrato Scognamiglio, quattro minuti dopo era Di Dio a sfiorare il gol. Nel recupero Hristov salvava i suoi e al triplice fischio i rossoblù esultavano.
VIRTUS FRANCAVILLA – MONOPOLI: terminava in parità l’atteso derby pugliese tra Virtus Francavilla e Monopoli. Alla Nuovarredo Arena uno dei posticipi della ventottesima giornata del campionato di Serie C, girone C, si fermava sullo 0-0: dopo quattro sconfitte consecutive gli uomini guidati da Roberto Taurino muovevano lievemente la graduatoria. Prima della partita era inaugurata la nuova tribuna coperta centrale, alla presenza del presidente della Lega Pro Matteo Marani e del sindaco di Francavilla Fontana Antonello Denuzzo. Intensità e lotta erano gli ingredienti che caratterizzavano le prime fasi della partita, nella quale i padroni di casa cercavano di aggredire costantemente il portatore di palla. Tra gli ospiti in evidenza Grandolfo, che in un paio di occasioni chiamava in causa Branduani; di Biondi e Laaribi gli spunti di marca biancazzurra. Il secondo tempo scivolava via senza particolari emozioni, almeno fino all’83’ quando Barlocco aveva l’occasione per colpire da buona posizione: provvidenziale era la chiusura di Carella. Il Monopoli saliva così a 23 punti in classifica.














