di Flavio Graps
Alla vigilia del match contro il Sorrento, Ezio Capuano ha tenuto la conferenza stampa pre gara. Queste le parole del mister.
L’UMORE – L’umore è ottimo e a Castellammare la squadra ha fatto una grande prestazione. Non era facile per via del valore dell’avversario ed altri fattori. Hanno dimostrato di essere un grande gruppo, fatto di uomini, non solo di calciatori.
LA CLASSIFICA – Adesso la classifica la guardiamo. A prescindere dagli avversari, dobbiamo portare a casa più punti possibile. Quest’anno abbiamo fatto cose che difficilmente saranno dimenticate, vogliamo levarci ancora delle soddisfazioni.
SOLO UN RISULTATO – Abbiamo l’obbligo di vincere, sia domani che nelle prossime partite. Non abbiamo altro risultato se non la vittoria.
IL PUBBLICO – Vorrei sollecitare chi è dubbioso a venire allo stadio domani. La squadra ha sempre onorato la maglia, rappresentando questa città e questo popolo. Quella di domani è una partita spartiacque, determinante per il proseguo di questo campionato. Siamo pronti a superare i nostri limiti, ma ci serve l’aiuto del nostro pubblico.
LA PENALIZZAZIONE – Il presidente è convinto che sia stato commesso un errore. L’avvocato Chiacchio sta aspettando l’uscita del dispositivo per impugnare la sentenza. Secondo l’avvocato gran parte dei punti saranno ridati.
UN GRUPPO FANTASTICO – Alleno un gruppo di ragazzi che qualsiasi allenatore vorrebbe. Non siamo una squadra ma una famiglia. I ragazzi arrivano presto al campo e hanno il piacere di stare insieme. Sono consci del proprio valore e del lavoro fatto. Ripeto che domani vogliamo solo vincere e faremo di tutto per riuscirci. Negli spogliatoi abbiamo iniziato a guardare la classifica, così come le date dei Playoff. C’è parecchio entusiasmo nell’aria e vogliamo sfruttare questa onda.
IL SORRENTO – Vincenzo Maiuri merita i miei complimenti. Hanno giocato sempre fuori casa, non si sono mai snaturati e giocano un bel calcio. Sono veramente una bella realtà.
EQUILIBRIO E COSTANZA – In tutte le partite giocate avremo sbagliato l’approccio solamente un paio di volte. La mia squadra è stata la più equilibrata del campionato, mantenendo una costanza di risultati fra girone di andata e ritorno. Non aspettiamo la fine per vincere, ma bisogna avere pazienza nel calcio.
I MODULI – I moduli sono solo numeri. Poi tutto dipenda da come occupi gli spazi e da cosa chiedi ai calciatori. Il 3-5-2 non è né offensivo né difensivo, dipende da cosa chiedi ai quinti.
LA GARA DI ANDATA – Ho fatto tanti complimenti al Sorrento, ma se fossimo rimasti in 11 l’avremmo vinta. C’è stata una delle sceneggiate più ridicole della stagione degna quasi di un film ma l’arbitro ci è cascato alla grande.
I PLAYOFF – Sicuramente su 28 squadre farne salire una sola non è il massimo, ma non posso permettermi di dare giudizi. Sono abituato ad accettare quanto mi viene imposto dall’alto.
GLI ATTACCANTI – Il reparto avanzato è quello che abbiamo gestito meglio. Abbiamo tanti giocatori bravi e chi entra dalla panchina ha sempre fatto bene. Poi dall’esterno non si conoscono le condizioni di tutti.
DISATTENZIONE CONTRO LA JUVE STABIA – Il secondo gol subito contro la Juve Stabia è vergognoso. Non è un gol che può subire una squadra di Capuano. C’è stato un errore clamoroso perché abbiamo tenuto la linea bassa nonostante la distanza della punizione. Ci soffermiamo sempre sui dettagli, motivo per il quale non mi sono solo arrabbiato, ma ho massacrato i miei ragazzi. È stato un gol da oratorio.
VARIE SOLUZIONI – Simeri e De Marchi li conosco bene, sono grandi ragazzi e grandi calciatori. Possono coesistere, abbiamo dimostrato di poter giocare in tanti modi. Abbiamo vari strumenti tattici da sfruttare.
MANCANZA DI RISPETTO –Conosco personalmente Roberto (D’Aversa) ed è una brava persona. Il gesto va sicuramente stigmatizzato e condannato, perché non è un comportamento accettabile. Tuttavia, allenando da tanti anni, posso dire che prima queste cose non accadevano. Prima in campo c’era educazione, ormai i calciatori sono scostumati. So di preciso cosa è successo fra lui ed Henry, ma non posso dirlo. Vige una totale ineducazione fra i giocatori, sono degli scostumati e dei bambini senza alcun valore. Anche io sono stato provocato nell’ultima partita e, col senno di poi, posso dire di esser stato un Santo ma non so come avrei reagito 15 anni fa.














