di Fabrizio Di Leo
La 33^ giornata, turno della vigilia della Domenica delle Palme 2024, ha portato una serie di sorprese, positive da un lato e negative dall’altro. Turno favorevole alla Juve Stabia che, passando al Viviani, con il Sorrento, complice il risultato del Benevento, allungava proprio sui sanniti, avendo, al momento, quasi un piede e mezzo in serie B. La vittoria sui costieri di Maiuri, ottenuto con il doppio vantaggio arrivato a venticinque minuti dal termine del match, dimezzato dai padroni di casa, venti minuti dal fischio finale, acquisiva un valore eccezionale con la sconfitta, casalinga, inaspettata, subita dal Monopoli, passato in vantaggio, nell’ultimo step di gara, grazie ad una giocata ferale dell’ex Taranto Tommasini, oltre a lasciare disco verde agli stabiesi, infiammava la lotta alla retrocessione e play out, nello specifico, dando la possibilità ai pugliesi di appaiare i campani della Turris, al quint’ultimo posto. L’Avellino, in un altro dei derby campani di giornata, cadeva a Giugliano, complice la direzione arbitrale, di misura, con tanta rabbia, per i provvedimenti disciplinari annessi, soprattutto per il distacco, immutato dal Benevento, ma aumentato rispetto alla capolista Juve Stabia. Il Picerno, sul proprio campo, con le scorie ancora presenti dal derby , perso, a Potenza, veniva letteralmente sorpreso, alla vigilia dell’intervallo tra i due tempi, da un Latina, cinico e capace di sfruttare due buone giocate anche con la complicità della retroguardia melandrina. Il secondo stop consecutivo, consegnava ai laziali tre punti di platino che facevano schizzare la formazione pontina a quota 48, all’8°posto in classifica, in zona play off. Il Taranto, dopo il mezzo passo falso casalingo con il Sorrento, passando, all’inglese, a Brindisi, si rilanciava in classifica e, nel contempo, condannando alla quasi retrocessione certificata gli adriatici. Il Crotone, nel Monday Night, nonostante alcune occasioni avute, era costretto al nulla di fatto dalla Casertana che preferiva portare a casa, il pun toi utile a confermare il sesto posto, in attesa del big match, al Pinto , il Sabato Santo, ospite il Taranto. Detto del Giugliano, killer dell’Avellino, del Latina, corsaro a Picerno, il Foggia, passando a Messina si portava in 10^ posizione, ultima dei play off, travolgendo i peloritani e costringendoli a rimanere fuori dalla zona nobile, ora a quattro punti. In zona play out, lo scontro diretto per la permanenza tra la Virtus Francavilla ed il Monterosi, vedeva gli imperiali premiati e conquistare una vittoria, fondamentale per scrollarsi i laziali e lasciarli penultimi, in graduatoria. A Torre del Greco, i corallini riuscivano a superare il Catania, mettendolo nei guai, ora a soli tre punti dalla zona play out.
SORRENTO – JUVE STABIA: la Juve Stabia dimenticava il ko di Foggia e tornava alla vittoria, batteva un buon Sorrento allo stadio Viviani di Potenza. Guido Pagliuca festeggiava, il derby era gialloblù: superata la formazione di Vincenzo Maiuri. Con la vittoria conquistata in trasferta la capolista volava a +9 sul Benevento, sconfitto al Vigorito dal Monopoli, e vedeva la Serie B a cinque giornate dal termine del campionato. Per i rossoneri c’era da registrare il tredicesimo stop. Pronti, via e si sbloccava il risultato. Bastavano appena sei minuti di gioco alle vespe per pungere: errore di Albertazzi in fase di rinvio, la sfera arrivava dalle parti di Meli che controllava e faceva partire un destro chirurgico che finiva sotto l’incrocio. I costieri non riuscivano a mettere in difficoltà la difesa avversaria e al 17’ i gialloblù sprecavano la chance del raddoppio con Adorante che mancava il bersaglio davanti al portiere. Quattro giri di lancette più tardi squillo di Colombini, la retroguardia di Pagliuca si rifugiava in angolo. Al 27’ traversone insidioso di Loreto, il pallone attraversava l’area di rigore e Vitiello reclamava un rigore: l’arbitro lasciava proseguire. Al 35’ Leone serviva Mignanelli, l’esterno calcia ma mandava fuori di poco alla sinistra di Albertazzi. Il primo tempo si chiudeva con un tiro di Ravasio che finiva sull’esterno della rete, nel recupero Piscopo rischiava la seconda ammonizione per un intervento in mezzo al campo. Le due squadre rientravano dopo l’intervallo e la prima della classe si affidava a Mosti. Il nuovo entrato era subito pericoloso al 46’ su assist dalla destra di Candellone: il portiere rossonero si faceva trovare pronto. Al 57’ Sorrento ad un passo dal pareggio: traversone di Colombini e colpo di testa di Vitale, la palla si stampava sul palo e Thiam si salvava. La Juve Stabia replicava con Adorante, innescato da Mignanelli: Fusco era prodigioso e respingeva l’iniziativa dell’attaccante. Al 65’ la squadra di Pagliuca trovava il 2-0 con Mosti che raccoglieva e non sbagliava a tu per tu con Albertazzi. Al 69’ i ragazzi di Maiuri accorciavano con La Monica che di testa batteva Thiam e riapriva la sfida allo stadio Viviani. De Francesco e compagni tentavano di impensierire ulteriormente il reparto arretrato di Pagliuca, le vespe però non rischiavano nel finale e al triplice fischio si assicuravano la vittoria.
BENEVENTO – MONOPOLI: il primo ko della gestione Auteri costringeva il Benevento a dire addio al sogno di agganciare la Juve Stabia. Così come accaduto nel girone d’andata, anche nel ritorno si interrompeva con il Monopoli la lunga striscia di risultati positivi della formazione giallorossa che perdeva 1-0 e che cancellava così anche le ultime possibilità di agguantare la promozione diretta. Anche perché le Vespe vincevano a Potenza contro il Sorrento e allungavano a nove i punti di vantaggio sull’undici sannita. A decidere il match del ‘Vigorito’ la rete di Tommasini al 72′, un gol che sugellava la supremazia territoriale degli ospiti. Dopo un buon avvio della Strega, infatti, il Monopoli progressivamente prendeva il sopravvento, creando più di un’occasione per segnare. Da parte sua, invece, il Benevento non aveva mai né la forza né la lucidità per tentare di raddrizzare la contesa. Finiva dunque con una sconfitta amara che rischiava di mettere in discussione anche il secondo posto, con l’Avellino, guardingo ed in attesa di altri passi falsi dei sanniti.
GIUGLIANO – AVELLINO: si disputava allo stadio “Alberto De Cristofaro” di Giugliano il derby tra i lupi di mister Michele Pazienza e i tigrotti di Valerio Bertotto. Pazienza optava per il 3-5-2 e sceglieva Liotti invece di D’Ausilio. In attacco, Sgarbi tornava titolare, affiancato da Patierno. Il primo tentativo del match arrivava al 10’, Giorgione prendeva la mira e calciava centralmente dai sedici metri, ma Ghidotti bloccava senza problemi. Al 12’, Rocca batteva un angolo perfetto, e Patierno colpiva di testa con precisione dal centro dell’area, ma Russo si superava con un’ottima parata, allungandosi sulla sua destra. Successivamente, il gioco veniva fermato per un fuorigioco di Armellino, che tra l’altro era steso in area di rigore. Il match si sbloccava al 20’: ottimo schema da calcio d’angolo, Sgarbi calciava rasoterra sul primo palo, dove Patierno anticipava i difensori avversari e, con un preciso destro, infilava l’angolino alla destra di Russo. Al 25’, un calcio di punizione di Liotti tagliato sul secondo palo, dove il pallone sfiorava il legno con Russo battuto. Tuttavia, il gioco veniva fermato per un fuorigioco. Al 41’, c’era un contatto dubbio in area di rigore del Giugliano, con Rocca spinto alle spalle mentre si trovava solo davanti a Russo. Galipò riteneva che fosse tutto regolare, ma i dubbi rimanevano. Al 43’, veniva concesso un calcio di rigore al Giugliano: c’era un contatto molto dubbio tra Salvemini e Rigione, dove sembrava che l’attaccante andasse addosso al difensore dei lupi, ma l’arbitro decideva di assegnare il rigore. Salvemini calciava centrale, Ghidotti si tuffava sulla sua destra. Vibranti proteste di Sgarbi, che veniva espulso. Incredibile finale di tempo, con l’Avellino che subiva un calcio di rigore molto dubbio e rimaneva in 10 per il rosso a Sgarbi, il quale h protestava troppo nei confronti di Galipò. 1 a 1 al termine del primo tempo. Salvemini dal dischetto rispondeva a Patierno. Al 47’, Balde liberava il tiro dalla sinistra, ma la sua conclusione era prevedibile per Ghidotti, che bloccava senza problemi. Al 51, il Giugliano aveva un’occasione rocambolesca, con una deviazione involontaria di De Cristofaro con la schiena sugli sviluppi di un corner, che impegnava Ghidotti. Al 59’, l’Avellino si riportava avanti: imbucata deliziosa di Patierno, che serviva in area Liotti, il quale si trovava a tu per tu con Russo. Con un tocco morbido, la palla finiva in rete. 60 secondi e il Giugliano pareggiava: Cargnelutti infilava di testa, su azione d’angolo. In un primo momento sembrava che il gol fosse stato annullato per fallo in attacco. L’attaccante del Giugliano, Balde, era espulso per un colpo proibito su un calciatore dell’Avellino. Dopo 3 minuti, c’era un fallo di mano goffo di Rigione, il quale protestava da solo per una presunta spinta su un’azione d’angolo. Dal dischetto, Salvemini bissava il rigore del primo tempo. Al 70’, Russo provava una conclusione dalla lunga distanza, ma l’altro Russo, portiere del Giugliano, effettuava una parata in due tempi per respingere il pericolo. Il Giugliano batteva l’Avellino 3-2 in una partita segnata dagli errori arbitrali contro i biancoverdi. Con una doppietta di Salvemini e un gol di Cargnelutti, il Giugliano ribaltava l’Avellino al De Cristofaro. Espulsi Balde e Sgarbi. Gli episodi a sfavore condannavano l’Avellino, che esce sconfitto nonostante una prestazione coraggiosa.
AZ PICERNO – LATINA: brutta sconfitta casalinga per la Leonessa. Il Latina batteva al Curcio il Picerno per due reti. Dopo un pareggio mancato il Picerno tornava in campo al Curcio con il Latina con l’idea di non mancare i tre punti. La squadra di Longo quarta a quota 54 punti, nerazzurri che arrivavano da un pareggio interno contro il Messina e occupavano la nona posizione con 45 punti. Leonessa con Murano dal primo minuto in campo, Albadoro mezza punta ben coperto a centrocampo. Latina con in attacco Di Livio e Ricciardi. Partiva forte il Picerno che al primo minuto con Albadoro sfiorava il vantaggio. Al 3’ ci provava Murano: L’attaccante rossoblù, lanciato a rete, superava con un pallonetto Guadagno ma la palla terminava sul palo. Al 34’ ancora Murano: dagli sviluppi di un calcio d’angolo palla che arrivava a l’ex Potenza ma sparava alto. Poi a sorpresa al 42’ arrivava il vantaggio degli ospiti: imbucata per Crecco che col sinistro fulminava il portiere del Picerno. Due minuti dopo, al 44’, il Latina raddoppiava: buco difensivo del Picerno e Cortinovis, col piattone, freddava di nuovo Summa. Si andava al riposo con un doppio vantaggio per il Latina non totalmente meritato. Seconda frazione con i padroni di casa in avanti per riprendersi la partita. Longo metteva in campo Gallo e Petito al posto di Novella e Pitarresi. Il Latina si faceva vedere al 48’ con Mastroianni ma Summa gli negava la terza rete. Al 57’ ci provava ancora il Picerno con Ciko: colpo di testa, ma Paganini respingeva sulla linea di porta. All’80’ era Petito a creare l’occasione per il Picerno ma era il portiere del Latina Guadagno a frenare le velleità dell’attaccante lucano. Era la vera ultima occasione del Picerno per riagguantare la partita. Dopo sette minuti di recupero si chiudeva l’incontro con un inaspettato risultato negativo per il Picerno che sicuramente meritava il pareggio per le tante occasioni create e poco concretizzate. Alla fine probabilmente era il derby con il Potenza non ancora metabolizzato dagli uomini di Longo che restavano saldamente in zona play off.
CROTONE – CASERTANA: finiva sul nulla di fatto il Monday Night tra Crotone e Casertana allo Scida. Un palo di Zanellato, almeno due occasionissime per il Crotone con Tuminello e Comi. Il Crotone doveva accontentarsi dello 0 a 0 contro la Casertana, nel giorno del ritorno in panchina di Zauli. Ai punti i pitagorici avrebbero forse meritato qualcosa di più, ma ancora una volta le conclusioni verso la rete avversaria erano state tutt’altro che precise. La Casertana si affidava soprattutto alle ripartenze, creando qualche pericolo, ma nulla di più. La squadra di Terra di Lavoro arrivava a quota 52 consolidando il sesto posto. Il Crotone si rimetteva in moto e toccava quota 47 in nona posizione, ancora dentro la zona play off, ma braccato dal Foggia.
BRINDISI – TARANTO: come nelle previsioni, il Brindisi soccombeva anche contro il Taranto, rimediando la 22esima sconfitta nel campionato di Serie C (girone in C). I biancazzurri erano già virtualmente retrocessi in Serie D. Mancava solo la matematica per certificare l’ineluttabile esito di un campionato che negli ultimi mesi era diventata una via crucis. Fra i tifosi regnava un clima di rassegnazione e rammarico per la crisi societaria che apriva preoccupanti scenari sul futuro del calcio brindisino. Il derby dei due mari, tornato in Serie C dopo decenni, meritava ben altra cornice di pubblico rispetto ai circa 700 spettatori presenti al Fanuzzi, inclusi poco più di circa 200 tifosi tarantini. Dalla Curva erano partiti cori di contestazione nei confronti della proprietà. Fra le due tifoserie vi erano state schermaglie (per fortuna solo verbali), condite dal ripetuto lancio di fumogeni in campo. Il Brindisi nella prima mezzora teneva testa alla squadra di mister Eziolino Capuano, cercando di giocarsela a viso aperto. Dopo la rete del vantaggio segnata da Zonta al 39’, gli ospiti prendevano il sopravvento, raddoppiando dopo poco con Bifulco. Nel secondo tempo ben poco da registrare. Ultimo a quota 15 punti (nei giorni precedenti ne sono stati inflitti quattro di penalizzazione per ritardo nella corresponsione dei contributi previdenziali entro la scadenza di dicembre), il Brindisi sabato santo ospiterà la Virtus Francavilla. In caso di mancata vittoria, sarebbe ufficiale la retrocessione in Serie D. Sul fronte societario, ancora nulla di nuovo. Nei giorni scorsi la squadra, tramite una nota dell’Associazione italiana calciatori, aveva preannunciato azioni legali per il mancato versamento degli stipendi di gennaio e febbraio entro i termini previsti. Considerato che il campionato non ha più nulla da dire, ora c’è da pensare solo al futuro del sodalizio biancazzurro, nella speranza che si riesca a ripartire perlomeno dalla D.
ACR MESSINA – FOGGIA: il sestultimo turno del campionato di Serie C racchiudeva in sé le speranze di tante squadre, dal Benevento che sperava in un passo falso della capolista Juve Stabia alle squadre di coda che cercavano di evitare la giostra dei play-out. Messina e Foggia erano, invece, due squadre che cercavano di guadagnarsi un posto nella lunga griglia dei play-off e ne avevano abbondantemente la possibilità considerando che erano distanti rispettivamente solo 5 e 4 punti dal 7° posto detenuto dal Crotone. Quindi, nella partita tra giallorossi e rossoneri, che occupavano il decimo posto, poteva sortire una gara piacevole ma anche determinante per il Messina (p.41) che, in caso di vittoria, av rebbe proprio il Foggia (p.42) e poteva così ritrovarsi già in zona play – off, nella giornata in cui il Sorrento (p,42) incontrava la capolista e le inseguitrici Potenza (p.40) ed Audace Cerignola (p.40), la Domenica delle Palme, si sarebbero scontrate tra di loro. Gara sulla carta più difficile per il Foggia che non portava con sé un buon score nelle gare giocate lontano dallo “Zaccheria”. Messina in salute e con la possibilità di far ruotare tanti giocatori. Infatti, mister Modica faceva rientrare nell’undici iniziale tanti giocatori non utilizzati a Latina. Quindi, il tecnico giallorosso metteva in campo il solito Fumagalli tra i pali, difesa rivoluzionata con Lia, Manetta ed i rientranti Pacciardi ed Ortisi, a centrocampo Franco era affiancato da Frisenna, con Emmausso che svariava tra le linee con Ragusa a sinistra, Rosafio a destra e Zunno falso nueve. Messina in maglia biancoscudata con pantaloncini e calzettoni neri, Foggia con maglia rossonera con pantaloncini e calzettoni bianchi. Dopo il minuto di silenzio in memoria del Dg della Fiorentina Joe Barone, al 4′ prima occasione per il Messina che sul dischetto incornava di testa un cross di Franco, palla di poco a lato. Messina aggressivo e presente sui secondi tocchi con recupero costante della palla. 9′ azione da destra a sinistra dei giallorossi con Zunno che, in area si liberava e tira a giro, Perina in tuffo metteva in angolo. 14′ ammoniti Franco ed Odjer. 16′ tentativo di Salines dal vertice, il tiro a giro finiva oltre l’incrocio. 20′ Foggia in vantaggio. Millico trovava l’inserimento in area di Gagliano che tagliava dal centro verso sinistra e solo davanti a Fumagalli lo superava con un diagonale. 22′ reazione del Messina con il tiro da fuori diretto all’angolino di Emmausso e Perina in tuffo mandava in angolo. 26′ pericoloso Emmausso che sparava al volo dal vertice destro dell’area Perina mandava in angolo. 32′ ammonito Tascone. 34′ colpo di testa di Emmausso su corner, palla di poco a lato. 38′ contropiede del Foggia con la coppia Gagliano-Rolando, stesso movimento del primo gol, il tiro di Rolando stavolta era respinto con il piede da Fumagalli. 41′ destro di Franco dal limite, ancora Perina in angolo. 42′ ammonito Manetta. Veniva concesso 1 minuto di recupero. Finiva il primo tempo con il Foggia in vantaggio in virtù della rete segnata al 20′ da Gagliano. Gara aperta a qualsiasi risultato con il Messina predominante e Foggia predisposto a rapidi cambi di gioco, talvolta con qualità, che creavano qualche problema alla linea difensiva giallorossa. Si ripartiva con le stesse formazioni ed al 1′ Emmausso da una zona laterale a sinistra batteva una punizione insidiosa che Perina respingeva con i pugni. 4′ pericoloso cross sul secondo palo, risolveva Fumagalli. 8′ seconda ammonizione per Manetta e Messina che restava in dieci. 9′ Tenkorang aveva l’occasione in area ma il suo tiro era debole, parava Fumagalli. 10′ ammonito Ragusa.10′ nel Foggia fuori Tenkorang dentro Di Noia. 11′ errore in uscita del Messina con Pacciardi che perdeva palla in area, ne approfittava Tascone e nulla poteva Fumagalli sul piazzato all’angolino basso alla sua destra. 15′ dentro Polito fuori Ragusa, dentro Giunta fuori Rosafio. 20′ altri due cambi per il Foggia, Tonin e Martini per Gagliano e Tascone. 24′ nel Messina dentro Scafetta e Plescia fuori Emmausso e Franco. 27′ altri cambi nel Foggia, dentro Papazov, fuori Ercolani infortunato. Dentro Marino fuori Odjer. 29′ Plescia arrivava in spaccata su un cross dalla trequarti, il suo tocco in diagonale finiva fuori dai pali. 32′ ammonito Giunta. 34′ ammonito Marino. 36′ Messina in 9 uomini. Frisenna si prendeva due cartellini gialli consecutivi, il primo per un fallo da tergo ed il secondo per qualche parola di troppo verso il direttore di gara che era vicinissimo. 38′ entra Salvo ed usciva Lia nel Messina. 39′ conclusione di Scafetta su una palla sporca, palla a lato. 40′ occasione Foggia. Tonin si presentava davanti a Fumagalli che respingeva. Concessi 3 minuti di recupero 46′ un tiro rimpallato di Zunno creava qualche problema ai difensori foggiani che toccano in angolo. 47′ Millico prima faceva uscire dai pali Fumagalli, poi torna indietro verso il vertice dell’area, superava Scafetta e piazzava un tiro a giro nel sette alla sinistra del portiere messinese. Al triplice fischio alcuni biancoscudati si portavano verso l’arbitro per discutere ma il campo determinava la sconfitta interna del Messina che avrebbe affrontato la capolista Juve Stabia con le assenze forzate di Manetta e Frisenna, espulsi durante la gara.
AUDACE CERIGNOLA – POTENZA: un colpo di testa di Dardan Vuthaj regalava la prima gioia a Giuseppe Raffaele, che firmava il suo esordio tra le mura amiche con una vittoria che al Cerignola mancava da due mesi. Una vittoria sofferta contro il Potenza, ex squadra di Raffaele, che rilanciava gli ofantini nella corsa a un posto nei playoff. Poche emozioni e ancor meno situazioni significative da annotare. Raffaele recuperava Martinelli, che ritrovava la titolarità dopo quattro mesi di stop. In avanti mancava Leonetti, il 3-5-2 vedeva la collaudata coppia Malcore-D’Andrea andare all’assalto di una vittoria che mancava da fine gennaio. Dall’altra parte Marchionni rispondeva con un modulo speculare, puntando su bomber Caturano affiancato da Volpe. Panchina per Di Grazia e il quasi cerignolano (il suo trasferimento si arenava a pochi minuti dalla fine del mercato di gennaio) Asencio. Non era una bella partita. Il Cerignola provava a prendersi il governo del possesso, ma la manovra appariva troppo lenta e improduttiva. Per vedere una prima occasione bisogna attendere addirittura il 33′, quando Malcore veniva ben pescato in area da Tascone, ma trova un grande Alastra pronto a deviare in angolo. Buon per l’Audace che il gol arrivava lo stesso a un nonnulla dal duplice fischio. A sbloccarla era l’ex Potenza Coccia, che conclude una letale ripartenza con un delizioso mancino a giro dal limite dell’area. Marchionni provava subito ad alzare il tasso offensivo dei suoi inserendo DI Grazia per Spaltro. Ma era sempre l’Audace a far la partita, forte anche del parziale favorevole. La conclusione fuori misura di Caturano all’8′ era solo un fuoco di paglia, perché poco dopo l’Audace sfiorava il raddoppio con Tascone, ben imbeccato da Malcore. Al 17′ c’era poi l’episodio che metteva nei guai gli ospiti, quando Maddaloni (già ammonito nel primo tempo) protestava esageratamente per una rimessa laterale concessa negatagli dal direttore di gara, facendosi espellere per doppio giallo. Un minuto più tardi D’Andrea poteva chiuderla, ma Alastra volava a levare dal sette la bordata dell’ex attaccante del Foggia dalla distanza. L’ex portiere del Foggia era decisivo anche al 20′ sbarrando la strada in uscita alla percussione di Russo. Potenza barcollante, ma ecco l’episodio che non ti aspetti: contatto dubbio in area tra Martinelli e Volpe, il difensore andava a spazzare un pallone, ma sullo slancio colpiva l’attaccante. Per il direttore di gara c’erano gli estremi per il fallo e per il rigore. Caturano trasformava e riportava la gara in parità. Raffaele gettava nella mischia Vuthaj per Malcore. Seguivano nel finale gli innesti di Lombardi e Rizzo, mentre Marchionni richiamava Caturano per Verrengia. L’assalto degli ofantini veniva premiato in pieno recupero. Alastra prima si superava su una conclusione di Russo, poi doveva arrendersi sulla incornata beffarda proprio di Vuthaj, su perfetto traversone di Russo.
TURRIS – CATANIA: una domenica drammatica per il Catania sul campo della Turris. Nello scontro diretto per la salvezza, in particolare per uscire dalla zona playout e tenere vivi i giochi, i rossazzurri perdevano clamorosamente incassando un 2-1 che accorciava la classifica. Adesso la zona playout era distante soltanto 3 punti. Incassata la quattordicesima sconfitta stagionale. Primo tempo da incubo con la doppietta di uno scatenato Jallow che metteva il sigillo alla contesa. Secondo tempo in cui i giochi si riaprivano dopo l’espulsione di Cocetta e il gol di Cianci, ma non bastava ai ragazzi di Zeoli per raddrizzare il risultato. La sfida si metteva in discesa per i padroni di casa già nel primo tempo. La squadra di Menichini, schierata con un vivace 3-4-1-2, dopo una prima fase di studio prendeva il controllo delle operazioni. Gli etnei al 19′ perdevano Marsura che ha accusava un malore, in campo c’era Cicerelli al suo posto. Alla ripresa del gioco la Turris insisteva e trovava il vantaggio al 22′ con Jallow che raccoglieva magistralmente l’assist dalla trequarti di Scaccabarozzi e scaricava in porta superando Furlan: nella circostanza copertura errata di Kontek. Poco dopo ci provavano gli ospiti con Cicerelli che tirava, ma il suo tiro era deviato in angolo. Il match proseguiva a fiammate, il Catania era molto disordinato e non riusciva a tirare con una certa pericolosità. Proprio Jallow era l’uomo in più della Turris e al 43′ riusciva a firmare il raddoppio. Franco crossava in area di rigore, dove si accendeva una mischia furibonda, la risolveva proprio l’attaccante che faceva esplodere di gioia il proprio pubblico sugli spalti dello stadio Amerigo Liguori. Nel finale di frazione poteva arrivare anche la tripletta per la punta della squadra corallina, però a porta vuota ci pensavano i difensori catanesi a sventare il pericolo. Quattro minuti di recupero prima del duplice fischio dell’arbitro. La ripresa all’insegna dei cambi e del tentativo dei rossazzurri di riaprire il match. Episodio importante al 56′ quando Cocetta, ammonito pochi attimi prima, commetteva un fallo ingenuo su Cianci rimediando il secondo cartellino e di conseguenza l’espulsione. Proprio Cianci riusciva a creare qualche grattacapo alla Turris ma la mira non era precisa in un paio di circostanze. Padroni di casa meno pungenti rispetto ai primi 45 minuti, e anche in inferiorità numerica. Chiamati a dare dinamismo al Catania sia Peralta che Chiarella, inseriti da Zeoli per provare a dare una scossa al gruppo. Soprattutto il primo aveva tanta voglia di affermarsi e aiutare i compagni nella difficile missione di pervenire al pareggio. Dal canto suo Menichini aveva optato per gli ingressi di Panelli, Casarini e De Felice. L’espulsione pesava parecchio nell’economia della partita che si riapriva al 72′, quando Peralta pennellava dalla corsia esterna per Cianci che di testa non perdonava Marcone accorciando le distanze. Animi accesi, come dimostravano le ammonizioni ravvicinate di Celli e Quaini per fallo e proteste, mentre la Turris cercava di uscire fuori dal guscio dopo molti minuti di sofferenza. Anche tatticamente veniva applicata una vera rivoluzione, tanto da una parte quanto dall’altro e gli schemi col passare dei minuti saltavano completamente. Il Catania era pericoloso in un paio di circostanze con Cicerelli. Tanti palloni in mezzo nell’area di rigore, ma faceva buona guardia la squadra di Torre del Greco. Finale al cardiopalma con tanti tentativi degli etnei, ispirati soprattutto da Peralta, Cianci e Cicerelli ma la rete non arrivava. Dopo sei minuti di extratime il triplice fischio finale: Turris – Catania 2-1, e il gap tra etnei e partenopei si accorciava a soli tre punti.
VIRTUS FRANCAVILLA – MONTEROSI TUSCIA: la Virtus Francavilla non sbagliava lo scontro diretto contro il Monterosi: alla Nuovarredo Arena la formazione allenata da Alberto Villa tornava al successo con il risultato di 2-0, in una gara fondamentale per provare a scalare la classifica in ottica salvezza: grazie a questi tre punti infatti il club della Città degli Imperiali staccava i laziali nella graduatoria del girone C. I padroni di casa cercavano di fare la partita, avendo di fronte una squadra che faceva densità in mezzo al campo chiudendo le linee di passaggio e abbassando il ritmo della gara. I principali sussulti della frazione erano a firma di Polidori, che impegnava l’ex Forte con un tiro deviato, e Nicoli, la cui botta dalla distanza terminava di poco a lato. Al 33′ il Monterosi rimaneva in dieci a causa dell’espulsione diretta di Eusepi per una fallo su Laaribi, tuttavia non c’erano grandi occasioni nei minuti seguenti. Polidori ed Artistico impegnavano Forte in avvio di secondo tempo, lo stesso portiere (ex della gara) si ripeteva sul tentativo ravvicinato di Macca. Biancazzurri proiettati in avanti a caccia del vantaggio: il gol arrivava al 72′ ed era firmato da Biondi, abile ad insaccare al volo l’assist di Carella. All’85’ Artistico si inseriva in area e scaraventava il pallone in porta per il raddoppio. La Virtus Francavilla saliva a 30 punti in classifica, laziali, penultimi, fermi a 27.













