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Serie C/C, Taranto sconfitto dal vento sul campo della Casertana

Foto Taranto FC 1927 - Walter Nobile

Serie C/C, Taranto sconfitto dal vento sul campo della Casertana

La Juve Stabia, avendo travolto il Messina, ha quasi raggiunto la matematica certezza della promozione diretta in serie B, grazia anche all'ennesimo passo falso compiuto dal Benevento

di Fabrizio Di Leo

La 34^ giornata, vigilia della Pasqua 2024, ha emesso quasi dei verdetti fondamentali in ottica termine fase regolare della stagione corrente. La Juve Stabia, avendo travolto il Messina, ha quasi raggiunto la matematica certezza della promozione diretta in serie B, grazia anche all’ennesimo passo falso compiuto dal Benevento che, a Teramo, non riusciva a superare il Monterosi Tuscia, a sua volta ancora speranzoso di poter disputare i play out. Il turno è stato favorevole all’Avellino che, nel big match casalingo con l’Az Picerno, vincendolo largamente, schizzava in terza posizione, staccando, la Casertana, vittoriosa, grazie al vento, sul Taranto, sconfitto, immeritatamente, visto il netto predominio e le innumerevoli occasioni prodotte per recuperare ampiamente il risultato, ma il calcio è anche questo, e sullo stesso Picerno, ormai in netta fase calante, tanto da essere scivolato in quinta posizione. Alle spalle degli ionici, in fase preponderante, avanzano il Latina, grazie alla travolgente vittoria casalinga contro il Foggia ed il Giugliano, corsaro a Catania, mettendo in grande difficoltà i siciliani, ora a rischio play out. Il Crotone, assolutamente in fase convalescente, rischiava a Potenza di cadere rovinosamente, ma poi raddrizzava il match portando a casa un punto, prezioso in ottica permanenza. In zona play out, buon punto della Turris, a Cerignola, deludente la serata degli ofantini, eccellente vittoria casalinga su un Sorrento impalpabile dei biancoverdi del Monopoli, mentre a Brindisi, nel derby scontro diretto per la permanenza con la Virtus Francavilla, imprevista vittoria. Il 2 a 0, finale per gli adriatici, nonché il rigore pagato da Saio, condannavano i francavillesi ad una sconfitta dolorosissima e adesso, la corsa alla permanenza, si complica maledettamente e, tanto, dipenderà dalle competitors. Il pari del Monterosi, interno, non consentiva di guadagnare punti sulla quint’ultima, la Turris, e i nove punti di gap tra i laziali e campani, condannerebbe la formazione viterbese alla retrocessione diretta, assieme al fanalino di coda, Brindisi.

JUVE STABIA – ACR MESSINA: dominio gialloblù nella bolgia dello stadio Menti, la Juve Stabia mandava al tappeto anche il Messina e metteva le mani sulla promozione in Serie B. Alla squadra di Guido Pagliuca basterà soltanto un passo per raggiungere “Itaca”: poker alla formazione di Giacomo Modica e +11 sul Benevento, rallentato dal Monterosi. La vittoria matematica del campionato potrebbe arrivare proprio al Vigorito nel prossimo turno. Le due squadre si studiavano in avvio di partita e attendevano il momento giusto per colpire. La prima conclusione portava la firma di Mosti, la sfera si spegneva sul fondo. Al 16’ Romeo fraseggiava proprio con l’ex Entella e cercava di impensierire Fumagalli, abile a neutralizzare la minaccia da distanza ravvicinata. La capolista ci provava anche con i calci piazzati, ma gli ospiti si difendevano bene ed erano pure sfortunati: nel primo tempo si facevano male Ortisi e Lia, Modica era obbligato a cambiare la sua linea difensiva. Al 28’ Mosti controllava un lancio, entrava in area e chiamava in causa Fumagalli. Il match si sbloccava al 35’: traversone di Andreoni dalla destra, Romeo prendeva il tempo a tutti e di testa insacca. Passano quattro minuti, Mignanelli metteva al centro e la difesa non respingeva bene: Candellone raccoglieva e raddoppiava. L’ex Napoli era scatenato e al 42’ sfiorava anche la sua doppietta con un’azione personale, terminata con un tiro a lato. In pieno recupero Adorante, innescato da Mosti, sorprendeva Dumbravanu e batteva Fumagalli. Al rientro in campo la Juve Stabia restava in attacco e andava ad un passo dalla quarta rete dopo venti secondi con Adorante che mandava di poco fuori. La seconda firma del ventiquattrenne di Parma arrivava al 51’: Fumagalli non tratteneva un passaggio di Mignanelli, il centravanti era in agguato e faceva poker. Con la vittoria ormai in cassaforte, le vespe gestivano. Il Messina non ci stava e tentava di riaprire la contesa con la zampata vincente di Luciani, entrato in campo al posto di Rosafio. A metà secondo tempo erano protagonisti i due portieri: Fumagalli si opponeva a Candellone al 69’, Thiam replicava alla giocata di Ragusa. Al 74’ ancora Adorante fa tremare gli ospiti con un’incornata deviata in angolo dall’estremo difensore. Poco altro nel finale, le vespe amministrano e al triplice fischio facevano un altro balzo verso la Serie B: anche con un pareggio a Benevento, la capolista potrà festeggiare la vittoria del campionato.

MONTEROSI TUSCIA – BENEVENTO: al “Gaetano Bonolis” di Teramo il Benevento affrontava il Monterosi per la trentaquattresima giornata del girone C di serie C. La compagine laziale, penultima in classifica, andava a caccia di punti pesanti per provare a salvarsi attraverso i playout e di una vittoria aveva bisogno anche la Strega, chiamata a riscattare lo scivolone interno della settimana scorsa contro il Monopoli per provare a blindare quanto prima la seconda posizione. Tra i padroni di casa non c’era l’ex Eusepi, con Scazzola che si affidava in attacco a Vano e Silipo per far male ai giallorossi. Nel reparto difensivo c’era, invece, un altro ex, Piroli, che agiva da braccetto di destra della difesa a tre. Nella Strega la sorpresa della giornata era Perlingieri, con l’attaccante della Primavera schierato accanto a Starita e con Pinato alle loro spalle in una sorta di 3-4-1-2. Dopo una prima fase di studio il Benevento provava a farsi vedere al 18′ con Starita che dalla sinistra crossa al centro, ma Pinato non ci arrivava e falliva per i giallorossi, oggi in maglia bianca, l’opportunità di sbloccare il match. Al 32′ azione insistita della Strega, con Perlingieri che non si faceva sottrarre la sfera e la passava a Simonetti che concludeva di prima intenzione e Forte si rifugiava in angolo. Al 33′ Talia serviva al centro Starita che l’appoggiava per Perlingieri e la conclusione debole del giovane attaccante era bloccata da Forte. Al 44′ occasionissima per i giallorossi con Improta che penetrava dalla destra e serviva Perlingieri il cui tiro era respinto sulla linea da Piroli. Il Benevento, nel recupero, continuava ad attaccare alla ricerca del vantaggio, ma la retroguardia di casa faceva buona guardia e conservava lo 0-0. Nella ripresa al 4′ grandissima occasione per i padroni di casa: angolo dalla destra di Gori e colpo di testa dell’indisturbato Parlati, con Terranova che salvava sulla linea. Nella circostanza indecisione nell’uscita di Paleari che stava per costare cara alla Strega. Il Monterosi in questo secondo tempo sembrava un’altra squadra rispetto a quella della prima frazione e al 10′ la troupe di Auteri provava a scuotersi costruendo una doppia occasione, prima con Perlingieri che colpiva il palo e sulla ribattuta si fionda Starita, con Forte che si opponeva con un grande intervento. Il meritato vantaggio della Strega si materializzava al 15′: Improta dalla destra entrava in area e serviva al centro Pinato, con il centrocampista che tirava in porta e la conclusione veniva accompagnata in rete da una sfortunata deviazione di Mbende. Incassato il gol, la reazione dei padroni di casa era immediata e al 22′ Fantacci, subentrato qualche istante prima a Di Renzo, tentava la mezza rovesciata dagli sviluppi di una punizione, con Paleari che respingeva il suo tentativo ma non poteva nulla sul tap-in ravvicinato di Vano che realizzava il gol dell’1-1. Al 33′ la Strega provava a scuotersi dopo una fase negativa, con Ciano che apparecchiava per l’accorrente Improta sulla destra e la conclusione dell’esterno si spegneva sul fondo. Al 36′ Auteri buttava dentro Marotta che prendeva il posto di Perlingieri, la cui prima partita tra i professionisti era stata molto positiva. Al 40′ timide proteste del Benevento che chiedeva il rigore per un contatto su Improta, ma l’arbitro non era della stessa idea. Nel recupero, al 48′, chance del Monterosi per portarsi in vantaggio e la conclusione di Parlati era respinta in angolo. Nei restanti minuti aggiuntivi, recupero corposo di ben sette punti, accadeva ben poco e la Strega tornava a casa con un solo punto che serviva a poco e tale risultato avrebbe potuto avvicinare ulteriormente la Juve Stabia alla B.

AVELLINO – AZ PICERNO: l’Avellino dimenticava Giugliano strapazzando l’AZ Picerno. I lupi allenati da mister Pazienza rifilavano sei reti ai lucani, accorciando in classifica sul secondo posto occupato dal Benevento. Una gara in equilibrio, almeno nel risultato, fino al 42esimo, quando Allegretto collezionava il secondo giallo e lascia il Picerno in dieci. Al 44esimo Patierno sbloccava su calcio di rigore. Nella ripresa ancora Patierno su calcio di rigore raddoppiava, mentre Gori allungava il vantaggio. Hattirick di Patierno per il 4-0 irpino. Reagivano i lucani con Biasol, per la più classica rete della bandiera. Chiudevano i conti prima Frascatore e poi Dall’Oglio per il definitivo 6-1 per i biancoverdi.

CASERTANA – TARANTO: si tornava in campo nella vigilia di Pasqua, la Casertana tornava al Pinto che voleva confermare quale fortino per le proprie fortune. A differenza del girone di andata quando l’impianto di Viale Medaglie d’Oro era diventato terra di conquista per tutte le squadre ospiti, in questo girone di ritorno la Casertana aveva invertito il ruolino di marcia, sopperendo con risultati positivi alla carenza di punti raccolti lontano dalle mura amiche. Testo probante quello odierno, al cospetto del Taranto che precedeva di un punto in classifica i falchetti, ma solo in virtù di una penalizzazione di 4 punti, che gli ionici sperano di ridurre in fase di ricorso. Chi usciva vincente dall’incontro avrebbe potuto ipotecare il quinto posto e magari tentare l’assalto alla quarta posizione, sperando di scavalcare il Picerno che in serata sarebbe stato impegnato nel difficile match del Partenio-Lombardi di Avellino. Cangelosi confermava modulo e interpreti delle ultime apparizioni, con Montalto unica punta e tre trequartisti alle sue spalle. Tornava disponibile Toscano ma utilizzato solo in panchina, dove si accomodava anche Deli, rientrato già a Crotone. Due invece le new entry per Capuano rispetto all’ultima esibizione: in campo dal 1’ Enrici e Simeri, in luogo di Ladinetti e Kanouté che partivano dalla panchina. Partenza blanda su entrambi i fronti con le due squadre più propense a prendere vicendevolmente le misure agli avversari. Al 4’ rompeva il ghiaccio Anastasio con un tiro a giro che Vannucchi addomesticava facilmente. Al 10’ il lampo che spezzava l’equilibrio. Curcio parte dalla linea corta dell’area di rigore sul settore di destra e appena dentro l’area faceva partire un lob che scavalcava tutta la difesa tarantina, portiere compreso e andava ad insaccarsi alla destra di Vannucchi. Sulle ali dell’entusiasmo la Casertana insisteva e Tavernelli confezionava un altro pericolo per la porta ionica con un tiro che veniva smorzato da Enrici e bloccato da Vannucchi. La reazione ospite era flebile e veniva finalizzata per lo più con azioni che venivano fermate da posizioni di fuorigioco da parte degli attaccanti. Col passar dei minuti cresceva il tono agonistico della gara e il gioco veniva spezzettato nelle opposte aree di rigore da azioni fallose ai danni dei difensori. Tra gli altri ne faceva le spese Montalto che subiva un giallo per un fallo ai danni di Miceli. Al 18’ Taranto pericoloso in seguito a calcio d’angolo prolungato sul secondo palo e il controcross al centro trovava Fabbro pronto alla girata in area, con tentativo che non centrava lo specchio. Poco dopo la mezz’ora uno schema su palla inattiva trovava Riggio che deviava di testa sottomisura con la sfera che finiva al lato. Nei 3’ di recupero un’azione per partiva teneva viva una prima frazione giocata a ritmi sostenuti: prima Bacchetti doveva rifugiarsi in angolo per sventare un tentativo di Fabbro ben appostato in area e poi l’azione più clamorosa oltre al gol di Curcio. Tavernelli se ne andava sulla sinistra e metteva al centro una bella palla a rimorchio per Carretta che sprecava sparando alto da comoda posizione. Alla ripresa delle ostilità Capuano presentava Kanouté e Valietti al posto di Fabbro e Panico ed il Taranto sembrava rientrare in campo con uno spirito più garibaldino. Al 4 Luciani da fuori area impegnava severamente il portiere casertano che doveva deviare in angolo. Ancora Luciani al 10’ era protagonista di un grosso pericolo per il portiere rossoblù che tentava di sorprendere con un tiro improvviso dalla distanza, ma il colpo di reni dell’estremo difensore era ugualmente efficace. Al 19’ Francesco Orlando, appena entrato, andava al tiro che sfiorava l’incrocio alla destra di Venturi. Con Capuano che si giocava le ultime cartucce per pervenire al pareggio, la Casertana decideva di abbassare i ritmi e praticamente congelare la partita. La difesa rossoblù chiudeva tutti i varchi e praticamente non concedeva più nulla alla squadra ionica che il tecnico salernitano irrobustiva ulteriormente nella zona avanzata con l’ingresso in campo di De Marchi. Finiva così con la vittoria dei falchetti che oltre ad operare il sorpasso ai danni del Taranto superavano anche il Picerno che in doveva fare visita all’Avellino in una gara il cui risultato avrebbe avvicinato la truppa di Cangelosi al terzo posto in classifica.

CATANIA – GIUGLIANO: colpaccio esterno del Giugliano, battuto il Catania a domicilio. La squadra di Valerio Bertotto andava sotto nel punteggio, ma riusciva a rimontare: doppietta di Salvemini e gol di Ciuferri per i gialloblù che vincevano allo Stadio Massimino, agganciavano momentaneamente la Casertana in classifica e si avvicinavano all’obiettivo playoff. Bastavano meno di due minuti agli etnei per passare in vantaggio. Welbeck recuperava il pallone e faceva partire l’azione, Zammarini metteva al centro dove Cianci impattava di testa e batteva Russo. Gli ospiti provavano a rispondere con un destro di Romano dal limite, la difesa di casa deviava e mandava in corner. Al quarto d’ora squillo di Peralta, l’estremo difensore bloccava. Al 19’ Salvemini cercava l’acrobazia e Furlan compiva un miracolo, salvando il risultato con l’aiuto del legno. Passavano otto giri di lancette e Di Carmine faceva partire un mancino sul secondo palo, la mira era imprecisa. Il Giugliano si affidava a un tentativo di Di Dio al 30’ e a una punizione di Berardocco al 33’, replicava il Catania con una botta di Cianci allontanata da Russo al 37’ e con un colpo di testa di Monaco un minuto dopo. Il primo tempo andava in archivio con una conclusione di Ciuferri che non metteva in difficoltà Furlan. Ad inizio ripresa spunto di Castellini con un traversone dalle parti di Cianci, Russo smanacciava con qualche rischio. Sul capovolgimento di fronte i gialloblù trovavano il pareggio: Salvemini si fiondava su un disimpegno dei rossazzurri e colpiva con la punta, beffato l’estremo difensore in uscita. Il Giugliano tentava di impensierire ancora Furlan con un tiro a giro di Ciuferri, il numero 22 locale non si lasciava sorprendere. Il Catania rispondeva con un destro da rivedere di Di Carmine. Al 69’ i tigrotti ribaltavano il risultato con una deviazione vincente di Ciuferri, ma la gioia durava appena due minuti perché Bouah faceva 2-2 sugli sviluppi di un corner. A dieci minuti dal novantesimo Russo era costretto al cambio, Baldi entra e si faceva trovare pronto su Welbeck. All’87’ ancora bomber Salvemini lasciava il suo timbro sulla partita: l’attaccante gonfiava la rete su suggerimento di Giorgione e regalava la vittoria ai suoi. Espulso Cicerelli per proteste dopo il gol.

LATINA – FOGGIA: partenza a rilento. Sembrava essere ormai un marchio di fabbrica. A Latina, come a Messina, il Foggia partiva con il freno a mano tirato, concedendo campo al Latina. La differenza, rispetto alla trasferta siciliana, era che il Foggia stavolta uno schiaffo non riusciva a schivarlo. Il gol – un po’ fortuito – di Marino all’11’ arrivava sugli sviluppi di un corner, beneficiando di una uscita un po’ così di Perina, peraltro scivolato. Ma il vantaggio sarebbe potuto arrivare anche prima senza la grande risposta dello stesso portiere rossonero sulla perfetta inzuccata di Paganini, ben servito da destra da Alessio Riccardi. Il Foggia, riproposto con il 3-4-2-1 anche grazie ai recuperi di Riccardi e Vezzoni, si destava solo dopo il quarto d’ora. Guadagno era attento sulla velenosa conclusione di Rolando. Più seria era l’occasione che lo stesso 11 rossonero non concretizzava al 39’ con una volée mancina fuori misura a vanificare l’ottimo traversone da sinistra di Millico, al termine di una delle poche transizioni ben orchestrate dai satanelli. Non era un bel Foggia, i demeriti della squadra di Cudini si compenetravano nelle virtù dei padroni di casa. La squadra di Fontana alternava bene i momenti di forte aggressione, a quelli di attesa per scatenare le ripartenze. A centrocampo, tutto ruotava attorno al tuttofare Di Livio (il migliore dei suoi), che si travestiva da Odjer, dominando in mediana e garantendo i giusti equilibri, malgrado al suo fianco agisse un giocatore tutt’altro che difensivo come Riccardi. Dall’altra parte il Foggia si accendeva di rado, anche perché Millico non sembrava in giornata, come d’altronde Gagliano. Sugli scudi c’era solo Salines, che si faceva apprezzare per tre chiusure difensive su altrettante ripartenze potenzialmente letali. Il tema tattico sembra cambiare, con il Foggia che alzava il baricentro e metteva le tende nella trequarti del Latina. Tuttavia, la pulizia del fraseggio era piuttosto precaria e se si eccettuava una respinta maldestra di Guadagno su un tiro-cross di Millico, i rossoneri producevano davvero poco. Così il Latina poteva attendere e studiare i momenti opportuni per ripartire. Mastroianni graziava la squadra di Cudini al termine di una perfetta transizione. Era più cinico il suo sostituto Fabrizi, che impiegava quattro minuti per bucare la porta di Perina, al termine di un preciso ‘dai e vai’ con Ercolano, che mandava in tilt la retroguardia rossonera. La partita di fatto finiva. Un segnale, forse, lo lanciava anche Cudini con i cambi, che concedeva scampoli anche giocatori fin qui poco impiegati (Antonacci, Embalo e Manneh). Il Latina poteva gestire e trovava anche il tris con un altro subentrato, Fella, su penalty generato da un intervento di Perina su Mazzocco.

POTENZA – CROTONE: un ignavo Potenza ospitava al Viviani il Crotone di Lamberto Zauli per un match che metteva in palio tre punti fondamentali per determinare le sorti dei ragazzi di Marchionni e il limbo della classifica. Se una vittoria infatti poteva significare raggiungere la quasi certa salvezza, una sconfitta avrebbe potuto far cadere i leoni rossoblù nella bocca dell’inferno dei playout. Calabresi che giungevano i terra lucana da un pareggio e due sconfitte e volevano dunque invertire il trend. Pronti, via. Dopo cinque minuti era Volpe ad accendere il match con un destro rasoterra respinto da D’Alterio. Al sesto minuto il signor Drigo concedeva un calcio di rigore ai padroni di casa per un fallo di Loiacono su Castorani. Sul dischetto si portava Caturano (1-0) che realizzava la decima rete stagionale e il momentaneo vantaggio rossoblù. La risposta del Crotone arrivava al nono con Tumminello che da posizione defilata costringeva Alastra alla deviazione in corner. Al 18esimo il Potenza aveva la possibilità di raddoppiare con Castorani ma era miracoloso l’estremo difensore pitagorico ad opporsi con uno scatto di reni. Al 23esimo era ancora attento D’Alterio sul calcio di punizione di Saporiti. Il pareggio degli ospiti arrivava alla mezz’ora esitata con Tumminello (1-1) che sfruttava al meglio l’assist di Gomez e superava Alastra con un pregevole tocco sotto. Due minuti dopo era D’Ursi a spaventare il Viviani ma il suo destro finiva sull’esterno della rete. Al 36esimo Tumminello in girata non inquadrava lo specchio della porta. Potenza che ritrovava il vantaggio al minuto 36 con Castorani(2-1) che col piattone destro la metteva nell’angolino basso dove D’Alterio non poteva arrivarci. Al 43esimo Caturano si divorava la rete del 3 a 1 colpendo il palo a portiere praticamente battuto. L’ultima occasione del primo tempo ce l’aveva sui piedi Candellori che faceva partire un missile diretto sotto la traversa ma D’Alterio ci arrivava con la punta delle dita. Nella ripresa dopo 7 minuti, Castorani, ancora al tiro, impegnava il numero 22 ospite alla parata in corner. Al 55esimo era Gomez a provarci da fuori ma la palla terminava di poco alta sulla traversa. Traversa presa in pieno invece da Giron al minuto 63 che aveva provato il mancino a giro. Il Crotone ritrovava il pari al 71esimo ancora con Tumminello (2-2) che raccoglieva l’assist di D’Ursi e batteva, sul filo del fuorigioco, Alastra per la seconda volta. Al minuto 78 era Tribuzzi a lasciare il Viviani col fiato sospeso calciandola alta a conclusione di un bel contropiede.Terminava così una gara che aveva regalato tante emozioni. Se al Crotone andava dato il merito di essere riuscito per due volte a recuperare lo svantaggio, ai ragazzi di Marchionni era mancata forse la personalità di chiudere un match tutto sommato equilibrato. Obbiettivo salvezza dunque rinviato, per il Potenza, alla sfida dello “Iacovone” in programma sabato 6 aprile.

AUDACE CERIGNOLA – TURRIS: la Turris raccoglieva un punto allo stadio Monterisi, il match contro l’Audace Cerignola restava bloccato. Quarto risultato utile consecutivo per la brigata di Leonardo Menichini che accorciava sul Catania, la salvezza diretta distava due punti. I padroni di casa cercavano di prendere l’iniziativa in avvio di partita, ma erano gli ospiti a rendersi pericolosi al 9’ con un traversone invitante di Jallow e con la conclusione successiva di Contessa, Krapikas bloccava. All’11’ tentativo di Scaccabarozzi dall’interno dell’area, la traiettoria si perdeva oltre la traversa. Nell’altra metà campo era Tascone a calciare dal limite, la sfera terminava fuori. Al 26’ Franco andava via in serpentina e cercava la botta verso la porta, la difesa gialloblù respingeva. Dopo un tentativo da dimenticare di Siega al 31’, era l’Audace Cerignola a sfiorare il vantaggio con Tascone che approfittava di un mancato intervento di Contessa e tirava da posizione ravvicinata, Marcone salvava i suoi. Il primo tempo andava in archivio con una deviazione di D’Andrea, il risultato al “Monterisi” non cambiava. La ripresa si apriva con un gioco spezzettato e con tanta imprecisione in fase di costruzione da una parte e dall’altra, al 61’ Russo tentava di mettere in difficoltà i corallini ma Maestrelli gli chiudeva la strada. La Turris si riportava dalle parti di Krapikas con una punizione di Franco al 69’ e con un’occasione sprecata da Contessa al 70’. I biancorossi tornavano ad insistere all’84’, ma sul capovolgimento di fronte Marcone negava la gioia a Carnevale. Nel recupero rosso diretto a Martinelli per fallo su De Felice e poco altro da segnalare, la squadra di Menichini conquistava un punto in trasferta.

MONOPOLI – SORRENTO: secondo stop consecutivo per il Sorrento, allo stadio Veneziani vinceva il Monopoli: quattordicesima sconfitta in campionato per la squadra di Vincenzo Maiuri che, reduce dal ko contro la capolista Juve Stabia, continuava a vivere un momento di flessione. Fasi di studio in avvio di partita, ma erano i biancoverdi a sviluppare di più. Il primo tentativo verso la porta arrivava al 6’ con Iaccarino dalla distanza: la difesa rossonera allontanava. I rossoneri cercavano di guadagnare campo, il vento e gli errori in fase di impostazione non permettevano una fluidità del gioco. Ritmi non alti nel corso della frazione iniziali: i pugliesi tentavano di impensierire il reparto arretrato dei costieri, non si registravano però occasioni interessanti. Alla prima azione pericolosa il Monopoli passava in vantaggio con un episodio. Al 43’ Borello veniva steso in area, l’arbitro assegnava la massima punizione. Sul dischetto si presentava proprio il numero dieci che batteva Albertazzi e sbloccava il risultato. La ripresa si apriva con la squadra di Taurino in avanti: Borello faceva partire la manovra, Tommasini innescava Barlocco che sfiorava il raddoppio con un diagonale. Il Sorrento replicava con un colpo di testa di La Monica, ma la sfera terminava oltre la traversa. Le due formazioni cambiavano diversi interpreti, il punteggio restava invariato. All’83’ Hamlili ci provava da fuori area, la traiettoria era larga. Due minuti dopo sinistro alto di Viteritti. Nel recupero botta imprecisa di Riccardi, era l’ultima emozione della sfida: al Veneziani non accadeva altro e al triplice fischio esultava il Monopoli.

BRINDISI – VIRTUS FRANCAVILLA: il Brindisi si regalava la prima vittoria stagionale nel derby contro la Virtus Francavilla, andato in scena allo stadio Fanuzzi: la formazione adriatica, con questo successo, allungava la sua permanenza in Serie C; il club della Città degli Imperiali invece subiva la diciottesima sconfitta stagionale con il conseguente aumento del distacco dal Monopoli (ora a più sei dopo la vittoria sul Sorrento) e dalla Turris, ora lontana sette lunghezze. Al 21′ Bonnin prendeva il tempo ai difensori avversari battendo Branduani sugli sviluppi di un corner, il raddoppio invece era firmato da Trotta: l’attaccante, al 28′, insaccava dopo una girata nel cuore dell’area di rigore. Al 41′ la Virtus aveva l’occasione per accorciare le distanze direttamente su calcio di rigore, ma il portiere Saio intuiva e respingeva il tentativo di Polidori. Il Brindisi saliva a 18 punti, mentre la Virtus Francavilla rimaneva ferma a quota 30.

Tags: Serie C
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