di Danilo Barbalinardo
Al termine di una buonissima stagione come quella terminata, si tirano le somme e si inizia a valutare il percorso fatto giocatore per giocatore. Nonostante la sconfitta con il Vicenza, Capuano ha ridato ai tarantini il senso di appartenenza alla maglia rossoblù, rendendo orgogliosi i tifosi dei propri beniamini. Con questo spirito, ci accingiamo a stilare il “pagellone” della Stagione 2023/2024.
Portieri
Vannucchi: /8/ Il portierone rossoblù si è dimostrato leader all’interno dello spogliatoio dopo che Capuano gli ha affidato, in corsa, la fascia di capitano. L’ex Padova ha risposto presente anche sul campo, facendo guadagnare numerosi punti agli jonici, come accaduto in occasione del rigore parato a Malcore contro il Cerignola. Nell’occasione dei play off si è particolarmente distinto con parate che hanno permesso agli jonici di uscire indenni contro Latina e Picerno e passare alla.fase nazionale dove, nella partita di andata contro il Vicenza, tiene in vita gli jonici e rimanda al turno successivo la qualificazione dei berici. In scadenza di contratto, meriterebbe l’assoluta riconferma sia per prestazioni qualitative che per la presenza nello spogliatoio.
Loliva: /S.V./ Quasi mai impiegato se non per la partita di Coppa Italia contro il Picerno, meriterebbe un voto altissimo per come ha dimostrato di essere un importante uomo spogliatoio.
Di Serio e Costantino: /S.V./
Difensori
Antonini: /7/ Partiamo proprio da lui, la grande cessione del mercato invernale. Offre 6 mesi di assoluta qualità condita da 4 reti siglate. L’unica pecca è il rigore sbagliato, malamente, contro il Latina. Abile nei colpi di testa e preciso sempre nelle uscite palle al piede, la sua cessione al Catanzaro si è rivelata una preziosa plusvalenza.
Riggio: /6/ Riscatta, con una rete incredibile contro il Monopoli, piccoli ma spesso decisivi errori commessi durante la stagione, come quello sul gol di Murano in casa contro il Picerno. La sufficienza, deriva, peró, da un giusto equilibrio tra prestazioni negative e positive.
Enrici: /6,5/ La sua è una stagione in crescendo. Ad inizio campionato, entra in alternanza con Riggio, dopo alcune prestazioni non convincenti del compagno, diventa titolare inamovibile come braccetto di sinistra. Ottimo in marcatura e copertura, si è dimostrato un ottimo prospetto anche in chiave futura
Miceli: /6,5/ Arrivato a Gennaio, con l’arduo compito di sostituire Antonini, l’ex Turris non lo fa rimpiangere. Perfetto in marcatura e forte sulle palle aeree, non ha certo le qualità tecniche di Antonini per uscire palla al piede dalla difesa, ma si è dimostrato comunque molto solido e utile per la categoria
Luciani: /7/ Arriva, quasi all’improvviso, ad Ottobre come ricambio per la fascia destra. Capuano lo mette a fare il braccetto nel trio difensivo sin dalla prima partita. Il difensore, lo ripaga con una stagione di assoluta qualità, dimostrandosi anche leader all’interno dello spogliatoio. Duttile, è stato utilizzato su entrambe le fasce, all’occorrenza.
De Santis: /5/ Annunciato in estate, doveva essere l’elemento che al fianco di Antonini garantiva solidità alla difesa. A volte si è dimostrato peró troppo disattento in marcatura, tanto che ha perso il posto in favore di Enrici e Riggio. Ha terminato la stagione alla Fermana.
Heinz: /5,5/ Preso per fare minutaggio, quando viene schierato mostra tutta la sua inesperienza in un campionato, come la serie C, che non da’ tempo di ambientarsi. Lascia la compagine rossoblù a Gennaio.
Hisay e Travaglini: /S.V./
Centrocampisti
Mastromonaco: /6-/ Alla sua quarta esperienza in maglia rossoblù non replica la buona stagione sfoderata lo scorso anno. Nel periodo di Dicembre-Gennaio, complice un infortunio, Capuano gli preferisce Panico prima e Valietti successivamente. Quando gioca però, nonostante le non perfetto condizioni, ci mette tutto l’impegno possibile, per tale motivo va di poco al di sotto della sufficienza.
Ferrara: /7,5/ È il calciatore da piú anni a Taranto e questa in stagione c’è stata la sua consacrazione. Perde subito la fascia per un’ingenuità comportamentale, accusa il colpo e riparte testa bassa e, quando sembrava che Panico potesse rubargli il posto, sfodera delle ottime prestazioni, compiendo il salto di qualitá, nonostante un brutto infortunio nel finale di stagione.
Panico: /6/ Disputa, nel complesso, una buona stagione, preciso in copertura e presente in fase offensiva. Non è titolare fisso solo per via della stagione mostruosa messa a referto da Ferrara.
Valietti: /6/ Acquisto del mercato di Gennaio, all’inizio tentenna ma dopo un percorso di “capuanizzazione”, entra a perfezione negli schemi dei rossoblù, prendendosi la titolarità della fascia destra. Realizza il suo unico gol contro il Potenza, partita in cui è stato schierato sulla fascia opposta, dimostrando duttilità e versatilità.
Calvano: /8/ Sfodera una stagione che dire mostruosa è poco. Domina a centrocampo in ogni partita, perfetto in fase di rottura del gioco e abile anche in fase di costruzione. È l’emblema del gioco di Capuano, aggressione e pressing alto a centrocampo per costringere gli avversari all’errore e colpire con gli esterni. Purtroppo, dei piccoli acciacchi fisici non gli hanno permesso di disputare i play off al meglio, e la squadra ne ha risentito.
Zonta: /7,5/ Ad inizio stagione, schierato in un ruolo a lui inedito, sembra essere un oggetto misterioso e non addentrato negli schemi di Capuano. Esplode nel periodo Febbraio Marzo diventando un perno imprescindibile al fianco di Calvano. Abile in fase di costruzione ma soprattutto devastante negli inserimenti. Per quantità e qualità, meriterebbe la riconferma.
Romano: /5,5/ Ad inizio stagione, schierato anche fuori posizione, sembra spaesato e svogliato, pian piano guadagna spazio ma lascia la squadra all’ improvviso per accasarsi al Giugliano.
Matera: /5,5/ Acquistato nel mercato di Gennaio, per aggressività, sembrava essere perfetto al fianco di Calvano nel 3-4-3 designato da Eziolino. Anche lui viene condizionato da problemi fisici e soprattutto dall’ esplosione di Zonta. Gioca poco, convince poco.
Ladinetti: /6/ Arriva anche lui col mercato di Gennaio per rafforzare il centrocampo. Complice scarsa forma, inizialmente lo si vede solo negli scampoli finali di partita, da Marzo invece, approfittando dei problemi fisici di Calvano, diventa il suo sostituto naturale risultando molto utile. Si è dimostrato molto abile in fase di costruzione e nel rallentamento del gioco, al fine di acquisire il risultato
Fiorani: /6-/ Nella prima parte di stagione sembrava piacere molto al mister di Pescopagano. Dopo gli acquisti di Matera e Ladinetti, nel mercato di Gennaio, finisce indietro nelle gerarchie. È stato impiegato, soprattutto in fase di copertura, nel mantenimento del risultato. Da rivedere.
Bonetti, Kondaj, Capone, Papaserio: /S.V./
Attaccanti
Kanoutè: /7,5/ Non si può non iniziare da lui, il capocannoniere della squadra con 13 reti realizzate. Il senegalese, con Capuano, vive la sua miglior stagione dal punto di vista realizzativo. Il 3-4-3 sembra cucito a pennello per lui, il 77 lo esalta con dribbling e imprevedibilità. L’ unica pecca, il periodo senza reti da Febbraio, dopo la doppietta realizzata a Crotone. Mezzo voto in meno per finale di stagione e il rigore sbagliato nell’appendice Play Off.
Bifulco: /6,5/ Inizia la stagione come probabile trequartista in un eventuale 3-4-1-2, o come seconda punta nel 3-5-2 come lo scorso anno. Dopo la stupida espulsione contro il Sorrento, i tifosi ne avrebbero voluto la testa. Ci mette tempo ad adattarsi al nuovo modulo di Capuano ma, dopo la partita contro la Turris, il numero 14 jonico effettua una buona stagione anche se si dimostra, purtroppo, troppo discontinuo.
Orlando: /7/ Veniva da un periodo difficile dal punto di vista fisico, per la maggior parte delle volte subentra dalla panchina, dimostrandosi una gioia per gli occhi con giocate di categoria superiore. In grado di poter svoltare la partita con una sola giocata.
Fabbro: /6/ L’ex Virtus Verona ha giocato in tutte le posizioni dell’attacco rossoblu mostrando grande impegno e spirito di sacrificio mel pressare le.ripartenze avversarie. La sua stagione è sicuramente positiva ma paga mancanza di freddezza sotto porta.
Cianci: /5,5/ Dal punto di vista tecnico e per.come protegge palla, ha pochi eguali in serie C. Nei 6 mesi a Taranto ha mostrato le sue doti di lottatore su ogni palla agendo di sponda per.i compagni, in area di rigore si è però visto poco. Pesano i rigori sbagliati, specie quello contro la Juve Stabia (che ha fatto infuriare mister Capuano). Andato via a Gennaio senza grosso rammarico, col senno di poi però…
Samele: /5/ Lascia intravedere delle buone capacità tecniche, come l’assist di pregevole fattura per il gol di Kanoutè nella partita contro il Foggia. Il giovane scuola Sassuolo, però, non si è dimostrato ancora in grado di reggere da solo il peso di un attacco, dimostrandosi in alcune partite evanescente. Anche lui lascia la squadra nel mercato di Gennaio.
De Marchi: /5/ Arriva dal mercato invernale con un curriculum non proprio da bomber e (purtroppo) lo dimostra anche nella parentesi tarantina. Si impegna molto lottando e dando profondità alla squadra, ma l’attaccante deve fare gol. Ha per due volte l’occasione di diventare l’eroe dei Play Off, ma entrambe le volte il portiere vicentino Confente gli dice no. Lo ricorderemo per il gol vittoria contro il Catania.
Simeri: /5,5/ Mentre De Marchi garantisce profondità, l’ex Monopoli é più un attaccante di manovra. Anche lui non dimostra di essere uomo gol, seppure nella parte finale di stagione i due gol e un assist in due partite, lasciavano presagire ad un Play Off da protagonista. Invano. Bottino, 4 reti in 6 mesi.
Capuano: /8,5/ Il voto più alto del gruppo va al mister di Pescopagano. La sua è una squadra equilibrata che non perde mai con più di un gol di scarto e si dimostra sempre sul pezzo. Numerose volte ha cambiato il corso delle partite con le sostituzioni, ma soprattutto riesce nell’impresa piu difficile, restituisce entusiasmo alla piazza rossoblù, facendo appassionare nuovamente centinaia di tifosi, e portando contro Foggia, Juve Stabia, Latina, Picerno e Vicenza più di diecimila tifosi allo stadio, soprattutto ha riavvicinato al Taranto le famiglie e i bambini. Costruisce e mette in campo una squadra che rimarrà nella storia dei rossoblù.














