di Domenico Ciquera
Eziolino Capuano, nella trasmissione denominata “Rossoblu” condotta da Gianni Sebastio, ha avuto l’opportunità di parlare del futuro del Taranto e di mettere i puntini sulle “i” su alcune vicende che l’hanno visto come diretto protagonista.
Ripartenza – Nel momento in cui mi son visto con il presidente e ho avuto le rassicurazioni che volevo, quello che poi il presidente ha detto in conferenza stampa, abbiamo riacceso il motore. Perché, poi, qualcuno ha detto: “Ma perché?” Perché, come ho sempre detto, una cosa è sentir parlare voi giornalisti; io volevo avere un confronto con il presidente e, dopo il confronto con il presidente, abbiamo riacceso i motori. E nel riaccendere i motori, stiamo lavorando h24.
Rosa – Io penso che da un lato c’è una preoccupazione, dall’altro si è fortunati. Cosa voglio dire? Se tu domandi a tutte e 60 le squadre: “Vorresti avere 10/12 giocatori?”, ti dicono magari, magari. Tante squadre si portano gruppi di giocatori di 30/35 e poi non sanno come fare per poterli dare via. Invece, io penso che su questo siamo stati bravissimi per avere una rosa così snella per poi poter decidere, fermo restando che ci sono tanti giocatori che sono stati in scadenza che noi abbiamo chiamato sia per un progetto tecnico, perché loro sono dei giocatori importanti, ma anche per un fatto di riconoscenza. Perché dopo un campionato del genere, dopo quello che questi ragazzi hanno dato, io non finirò mai di ringraziarli. C’è un obbligo morale, ovvero quello di chiamarli prima di chiamare altri giocatori e cercare di intavolare una trattativa su questi che hanno dimostrato sul campo: professionalità, abnegazione, senso di appartenenza e soprattutto si sono mostrati dei giocatori importanti, altrimenti non avremmo fatto il campionato che abbiamo fatto. Quando si fa un contratto, si fa un contratto e quando uno firma un contratto è normale che si assuma delle responsabilità. Nel mondo del calcio cosa vige? Ma non nel Taranto, parliamo del Francavilla, parliamo della Juventus, parliamo del Manchester City. Se un giocatore fa bene, ha il diritto, perché c’è una legge non scritta, a chiedere un aumento di contratto, cosiddetto adeguamento, o chiedere un prolungamento di contratto. Se un calciatore fa male, lo devi pagare giustamente, lo devi portare in ritiro e, fino a quando non trova squadra, lo devi far allenare com’è giusto che sia. E quindi c’è questa legge non scritta nel calcio. Quindi tu mi dici che tutti vogliono rimanere? Certo, ho avuto delle richieste, abbiamo avuto delle richieste, quindi vuol dire che abbiamo lavorato bene e soprattutto abbiamo scelto degli ottimi giocatori. Sì, tantissimi, però voglio dire che dove noi potevamo intervenire abbiamo detto sicuramente no.
Kanouté – È un caso a parte. Per me, Kanouté da noi ha fatto benissimo, non finirò mai di ringraziarlo. Lasciamo perdere se siamo stati bravi nel fargli fare tanti gol, se siamo stati bravi nel farci aiutare all’ingaggio del giocatore. Noi comunque abbiamo fatto una plusvalenza. Poi sento da casa dire: “Quale plusvalenza?”. La plusvalenza significa che se prendi un giocatore a costo zero e prendi 1000 lire, è una plusvalenza; al contrario, se paghi e lo dai via, è una minusvalenza. Su Kanouté, nel momento in cui è stato tesserato, c’è stato chiesto di fare uno scivolo, che è una clausola compromissoria che oggi purtroppo nel calcio esiste, che ti dicono: “Io lo posso portare a questa cifra”. Anche lì, un anno fa, fu fatta una trattativa, e ti assicuro che fu una trattativa molto lunga. Si chiese una cifra bassa e noi cercammo di portarla quanto più in alto possibile, e quindi fummo bravi anche in quella trattativa. Quindi Kanouté poteva andare via com’è andato via Romano, ovviamente parliamo di cifre diametralmente opposte, senza dir nulla a nessuno. Noi auguriamo al calciatore il meglio, un calciatore che ha dato tantissimo per il Taranto. È andato via senza che ci fosse nessuna trattativa e il Taranto ha beneficiato di una plusvalenza. Mentre dove i giocatori sono di nostra proprietà, lì penso che decidiamo noi e sicuramente decideremo per il meglio del club.
Portieri – Era la situazione più difficile perché c’era da rifare una batteria nuova di portieri che avevano dato tanto, io parlo al plurale, e che erano stati secondo me in organico, se non i migliori, per me ovviamente tra i migliori di tutti e tre i gironi. Quindi, nel momento in cui dovevi cambiare una batteria di portieri, non era facile. Secondo me siamo stati bravi perché, lavorando notte e giorno, abbiamo portato due ottimi portieri al momento. Poi prenderemo anche un altro portiere. Quindi, nel momento in cui devi fare una batteria di portieri, soprattutto quando devi fare delle scelte in base a un portiere che ha fatto, secondo me, non bene, benissimo, non era facile. E quindi noi ci siamo concentrati perché mentre i giocatori di movimento è più facile poterli prendere, hai delle idee, ti viene meno uno, vai sull’altro. Sui portieri non era facile. Noi abbiamo dimostrato, se ce ne fosse bisogno, con estrema immediatezza e con grande idea di prendere due ottimi portieri. Nelle ultime due stagioni c’era un portiere devastante in positivo e l’altro che era un ottimo portiere ma che partiva in svantaggio. Invece, questi due, anche se l’idea mia c’è, sono due ottimi portieri. Un 2001, parliamo di un ragazzo che è un 2001, parliamo di un ragazzo che è Soncin, che negli ultimi due campionati non ha saltato una partita e la Pergolettese ha fatto un campionato importante. E poi parliamo di Nobile, che è un portiere per me forte per la categoria. Diciamo che, almeno consentitemi di dire questo, il Taranto è stato bravissimo nel dover sostituire un portiere così importante come Gianmarco Vannucchi e sostituire Loliva in così poco tempo di prendere due portieri molto, molto importanti. Io cerco di prendere sempre motivazioni, come ho sempre detto, sia Soncin sia Nobile. Perché poi non devi creare dualismi che possono essere anche dalla durata del contratto. Abbiamo fatto un anno di contratto a entrambi perché a me piace tenere i giocatori non appagati, a me piace tenere i giocatori che devono dare il massimo in ogni allenamento e che si devono mettere in competizione con loro stessi ogni giorno. Li ho sentiti limitatissimi entrambi, li ringrazio. Perché ti posso dire una cosa? Non è facile. Adesso prendiamoci anche un pizzico di merito. Portare in una piazza così importante perché per me è facile portare un giocatore in una piazza del genere anche se il fatto dello stadio in questo momento non ci sta dando una mano perché tutti i giocatori sono preoccupati: “Dove si gioca?”. E anche io preoccupatissimo. Però, Gianni, non è facile portare un giocatore come Soncin, che ha sempre giocato, dopo che hai preso un giocatore come Nobile. Ho parlato chiaro ad entrambi e sono fiero, orgoglioso e contentissimo che hanno accettato il progetto Taranto.
Vannucchi – Gianmarco Vannucchi, a prescindere che lo ritengo, e possono sentire anche i portieri che ho preso, uno dei migliori portieri che ho allenato nella mia carriera. Ho iniziato ad allenare nell’89-90 a livello agonistico, uno dei migliori, paragonabile a Udi. Efficace, ho avuto qualcuno che è arrivato anche in Serie A, ma diciamo tra i migliori in assoluto tra i portieri che ho avuto nella mia lunghissima carriera. Come uomo, non ci sono parole. Penso di averlo dimostrato apprezzandolo anche tre anni fa, quando si fece male a Latina e si assunse la responsabilità di andare in campo la partita successiva. Io non dimentico perché la storia non va dimenticata, e ne tanto meno va cancellata. Nel momento in cui decisi di togliere la fascia di capitano a Ferrara, penso che è difficile dare la fascia di capitano a un portiere perché di solito si dà a un calciatore di movimento che può essere più vicino all’azione, che può più protestare con l’arbitro. Invece, io l’ho fatta a lui, all’uomo che ho ritenuto e ritengo un uomo carismatico, un uomo vero. E anche lì mi assunsi una responsabilità. Quindi, io rispondo con dati di fatto. Io non voglio fare dietrologia, non voglio dire il contratto, il non contratto, quando lo sono venuto a sapere. Andiamo sull’attualità, quello che interessa di più, senza fare un velo di polemica, perché Gianmarco può essere mio figlio e lo ritengo tale. Dove mi sento colpito in maniera illimitata è quando viene detto da voi che il Taranto, quindi Capuano, non ha chiamato. Fino a quando io non parlavo con il presidente, v’era la possibilità che io potessi andare via. Quindi, io non ho fatto nessuna chiamata, nessun movimento di mercato e c’erano anche situazioni concrete dove io leggevo: “Il presidente vuole ridimensionare, il minutaggio, il campo c’è, non c’è”. Io dicevo sempre che dovevo parlare con il presidente. Quando mi sono seduto a parlare con il presidente, ho avuto queste rassicurazioni e il motore mio riparte. Perché io anche l’altra sera ero all’aeroporto di Napoli, quindi sono partito di casa alle 3 per il Taranto perché è il mio mestiere. Soprattutto, lo faccio con passione, lo faccio perché tante volte ho pensato di dire: “Bah, io non ci devo essere più”. Però, poi pensavo quando uscivo dal sottopassaggio e un campo che gridava il mio nome, allora dicevo in me stesso: “Sì, aspetta, io vado via e sarò ricordato per sempre, però può essere anche che sono un vigliacco se io abbandono in un momento di così difficoltà”. Il 15 giugno il motore del Taranto riparte. La prima telefonata che io faccio, la faccio all’uomo più importante, all’uomo più carismatico, non me ne voglia nessuno, al giocatore in quel momento più importante del Taranto. E mi ricordo che quella telefonata la faccio nell’ufficio del Taranto Calcio. Quella mattina, io chiamo l’entourage di Gianmarco e gli dico testuali parole: “Guarda, io sono ripartito, mi devi dare una mano affinché Gianmarco rimanga a Taranto”. In maniera molto legittima, nella maniera più assoluta, senza nessun velo di polemica. Giustamente, le aspettative di categoria e le aspettative economiche erano totalmente diverse. Io, in qualità di responsabile dell’area tecnica del Taranto, di manager, propongo all’entourage del calciatore lo stesso contratto che noi avevamo fatto ad ottobre, lo stesso contratto che, per delle situazioni da mettere a posto, lo stesso contratto molto dignitoso per un giocatore di Serie C, della durata pluriennale. Mi fu risposto in quella mattina, in maniera legittimissima, che le aspettative erano diverse e fu chiesto un biennale a cifre notevolmente differenti, ma che sicuramente Gianmarco merita e che il Taranto in quel momento non poteva dare. Quel contratto l’ho fatto io. Quella foto l’ho fatta dopo che siamo ritornati dal Faro. Io vengo a sapere che quel contratto non era stato né firmato né depositato due mesi dopo.
Loliva – Loliva ha detto: “Sono rimasto deluso perché mi è stato detto che non si sarebbe puntato su di me.” Siccome l’unico deputato a parlare a livello tecnico del Taranto Calcio è una singola persona, il Taranto riesce a fare tante cose bene perché le decisioni sono determinate da una persona sola, sia in positivo sia in negativo. Ma non è assolutamente vero; si è inventato tutto. Loliva, a cui voglio tanto bene, ripeto, lo perdono perché forse in quel momento non si rendeva conto di ciò che diceva. Io ricevo una telefonata e lui mi dice: “Ho la possibilità di andare al Notaresco, mi danno determinati soldi.” Io dico: “Aspetta un paio di giorni.” Questa era la telefonata; non ho mai parlato dell’aspetto tecnico, se giocava o no. Come si fa a prendere un giocatore e dirgli se gioca o non gioca?
Permanenze – Noi parliamo con l’entourage dei calciatori a livello economico, con tutti tranne qualcuno, che saranno uno o forse due. Gli altri sono semifenomeni. Con l’onestà e la schiettezza che mi contraddistingue, lo diciamo a tutta l’Italia. Come ho sempre detto, l’uomo viene prima del calciatore. Questi calciatori hanno dato il sangue, hanno onorato la maglia e io mi sono dimostrato tale. Poi anche qualche procuratore di qualche calciatore mi ha chiesto di dar via il calciatore, i nomi non li faccio. Vuol dire che i calciatori hanno fatto bene e io ho detto no a tutti. Poi, se c’è qualcosa di categoria superiore, quelli si valutano, soprattutto per il bene dei calciatori.
Fabbro – È stato chiamato, c’è una trattativa in corso con il suo procuratore Daniele Pirani.
Orlando – L’ho sentito personalmente oggi alle 13:10, c’è una trattativa in corso.
Luciani – È uno dei giocatori che ho chiamato subito dopo Vannucchi, tramite il suo procuratore Luca Urbani.
Prestiti – I giocatori che non sono di nostra proprietà, chiariamo anche questo concetto. Adesso tu stai parlando di Simeri che è del Bari. Questi giocatori non li abbiamo chiamati, noi abbiamo chiamato i giocatori che hanno giocato per il Taranto in scadenza di contratto. Potremmo anche vedere di recuperare qualche giocatore che era di altre società.
Miceli – Miceli è un giocatore della Turris. Posso dire a tutta Taranto che a Miceli farebbe piacere, illimitato piacere, giocare a Taranto, e l’ha dimostrato anche ampiamente con i fatti. Quando dico ampiamente nei fatti, parlo di tante cose. Quindi, se dipendesse da lui, ma non dipende da lui. Miceli ha dato ampia disponibilità, è un calciatore che a noi piace perché si è dimostrato un ottimo giocatore, ma non dipende né da Miceli né dal Taranto perché il calciatore è tesserato con la Turris.
Mercato – Noi abbiamo perso dei giocatori importanti e dobbiamo rimpiazzarli con altri giocatori, sempre con idee senza follie e che hanno fame di venire. È normale che non partiremo in ritiro con 10 giocatori. Io spero di andare in ritiro con il 70% della squadra. Bisogna avere la pazienza di aspettare e di completare la rosa.
Stadio – La vicenda stadio, caro Gianni, caro popolo tarantino, è stato il primo aspetto che ho chiesto a Massimo Giove per poter ripartire. Perché scusatemi la presunzione, so io cosa significa il campo. Adesso qualcuno dice: “Perché il campo porta incassi?” Sicuramente, il campo porta il giocatore importante. Quando io devo prendere un giocatore, gli mando la partita con il Vicenza, quando il commentatore di Sky dice: “Sembra una partita di Champions League.” Questa vicenda mi sta creando problemi incredibili, perché il giocatore dice: “Ma come, non abbiamo il campo?” E io gli dico: “Ma no, il campo lo avremo.” Il campo per me è determinante, Gianni, è determinante. Perché oggi lo dico con grande onestà, la società senza ombra di dubbio, Capuano può avere il suo appeal, ma a determinare che un calciatore venga a Taranto è il pubblico e la città, è la curva. Quindi mi sta creando dei problemi grandissimi. Però io dico a tutti che sicuramente avremo il campo, me lo auguro. Mi è stato ribadito e non ho modo di pensare che chi me l’ha detto abbia detto una sciocchezza, perché poi Taranto è di Taranto, è dei tarantini. Quindi è inutile fare questi discorsi, io sono convinto che il Taranto giocherà a Taranto.
Esilio – È un’ipotesi che non voglio pensare, penso sia impossibile giocare a 500 mila chilometri per noi. No, perché magari uno si trasferisce a Castel di Sangro, e alla gente che diciamo? A nonno Carmine che campa solo per il Taranto, chi lo porta lì? E la curva chi la porta lì? E i bambini chi li porta lì? Noi con sacrifici illimitati abbiamo creato un entusiasmo a Taranto che non si vedeva da tanti anni, e oggi di Taranto si parla. Oggi il Taranto è un top club, una top piazza. Io non dico che merita rispetto, ma c’è gente di qualità illimitata a far sì che si risolva il problema. Io, quando ho deciso di salire sulla nave, devono scendere tutti, e io scendo per ultimo e me la faccio a nuoto, ma non l’abbandono mai, a costo di morire. È una cosa alla quale non voglio pensare, però alla fine, se dovesse essere così, accetteremo come abbiamo accettato tante cose. Se qualcuno si aspetta di dire: “Se succede così, Capuano scappa?” Capuano non scappa. Capuano voleva delle rassicurazioni e le ha avute.
Obiettivo – Faremo un campionato importante con tutte le difficoltà, con tutte le avversità, con tante idee, portando giocatori come li abbiamo portati l’anno scorso, che non vengono da annate brillantissime, che hanno fame. E stai tranquillo che mi inventerò qualche altra cosa come me la sono inventata negli anni scorsi, mi inventerò anche qualcosa quest’anno. Noi non possiamo combattere contro le potenze economiche che ci sono in questo girone. Come lo possiamo combattere? Portando dei giocatori come li ho portati l’anno scorso, che sputano sangue per la maglia, con grande senso di responsabilità e grande senso di appartenenza. Qualcosa mi inventerò.
Obiettivi di mercato – Esempio è un giocatore che stimo, ma non l’ho mai cercato. Monaco l’ho avuto come giocatore, lo presi ad Arezzo dove veniva senza contratto e a gennaio l’ho venduto al Perugia. Feci una plusvalenza in 4 mesi, un ragazzo d’oro, un giocatore forte ma nella maniera più assoluta.
Modulo – Prenderò qualche centrocampista in grado di cambiarmi struttura, passando anche a un 3-5-2, ma il mio progetto tattico resterà il 3-4-3 che mi ha dato grandissime soddisfazioni, anche se purtroppo sono andati via molti giocatori.
Rapporto con il presidente – Il rapporto è ottimo. Quando voi scrivevate tutti che io non mi ero incontrato con Massimo, voi avevate delle titubanze, ma anche io leggendo avevo delle titubanze. È anche vero che in qualche momento ho pensato anche io di non rimanere per quello che leggevo. Io ho sempre detto che dovevo parlare con Massimo. Quando mi sono incontrato e mi sono state assicurate determinate cose, ho pensato a tante cose. Ho pensato anche quando io dissi: “Qui non so se avrò il coraggio, l’entusiasmo e la forza di allenare un’altra squadra dopo Taranto.” Poi la differenza l’ha fatta anche mio figlio.
Girone C – Il Trapani ha un budget incredibile, forse è uno dei budget più notevoli, siamo ai livelli dell’Avellino, del Benevento, non dico del Catania ma siamo su quei livelli. Io penso che ogni squadra, tranne Avellino, Benevento, Catania, Crotone, Foggia, Trapani, tutte le altre il primo obiettivo è quello di mantenere la categoria. Io ti dico che il Cerignola si sta muovendo benissimo anche perché ha fatto delle plusvalenze importanti. L’anno prossimo è un campionato difficilissimo. Il Taranto non ha collocazione, il Taranto non si colloca, il Taranto è una scheggia impazzita, non è facile giocare contro il Taranto.
Terza stagione a Taranto – Mi sento molta responsabilità, però c’è sempre il discorso del coraggio. Il coraggio consiste nel convivere costantemente con la paura e non farsi attanagliare dalla stessa. Io ho tanto coraggio convivendo con la paura, perché so benissimo a cosa vado incontro, ma vado avanti senza paura, con grande coraggio, sperando di poter dare tante soddisfazioni a quella gente che mi ama e ha fiducia nel sottoscritto. Perché per me andare via da Taranto non sarebbe stato facile, tante volte l’ho pensato e qualche volta l’ho detto pure, però non l’ho mai detto e pensato con convinzione perché ci sono situazioni nella vita che esulano da altre cose e non puoi mai tradire chi ti ha amato. I colori del Taranto li ho attaccati sulla pelle.
Nuovo stadio – Per me è un obiettivo vedere questo stadio e allenare il Taranto in questo stadio.














