di Davide Malavisi
Riportiamo le parole del nuovo direttore generale del Taranto Fabrizio Lucchesi che ha parlato ai microfoni di Antenna sud. Il dirigente si è soffermato sulla situazione attuale del Taranto e su quale sarà il suo compito da qui sino al termine del suo mandato.
Obbiettivi – “Dobbiamo puntare a fare una squadra giovane, questa società non ha uno stadio, non ha incassi e nemmeno sponsor; è importante dunque fare minutaggio e sono rimasto sorpreso dal fatto che in passato questa società lo abbia fatto davvero poco. La Juve Stabia ci ha vinto un campionato con i giovani, sicuramente è un eccezione, ma ciò non toglie che la maggior parte delle squadre della serie C usufruiscono di questa soluzione. Questa è una missione complicatissima ma possibile e se non fosse stato cosi non avrei accettato l’incarico.”
Campionato – “Il nostro obbiettivo sportivo sarà la salvezza, non sarà facile anche perché partiamo dalla penalizzazione in classifica; ma credo che se tutti andremo nella stessa direzione questa sarà un impresa fattibile per questa città e per questi colori. Se dovessi raggiungere il risultato economico finanziario e la salvezza sportiva per me sarebbe come vincere uno scudetto; abbiamo bisogno di entrambe le cose per sopravvivere.”
Futuro incerto – “Vanno recuperati più rapporti possibile in tutti i livelli per ritrovare la dignità; perché al momento questa squadra non ha la dignità sportiva dato che non disporrà nemmeno del campo di allenamento fra un mese, sono ansioso di mettermi a lavoro su questo aspetto. Tutti i problemi passati vanno superati tenendo conto che Giove e la sua famiglia non saranno più presenti; saranno solo spettatori e non metteranno mani alla gestione; se dovessimo riuscire nell’impresa quest’azienda avrà un grande futuro.”
Capuano – “Il mister al momento non sta bene, come anche il suo secondo, ma voglio fare di tutto per farlo ritornare perché credo fermamente che sia persona più adatta per quest’impresa. Non vi è una deadline ma dobbiamo sbrigarci perché noi dobbiamo ancora costruire la squadra. Se non dovesse infine accettare dovremmo ingaggiare un nuovo allenatore e sarò costretto a fare un esonero, perché non possiamo avere due allenatori ma, ribadisco, Eziolino è una persona di grandissimo spessore e spero che rimanga; inizialmente gli chiedo di tornare e poi vedremo come si evolverà la situazione.”
Giocatori – “Molti vogliono giustamente andare via, e non voglio assolutamente costringere nessuno a rimanere controvoglia ma con qualcuno che parte ci sarà qualcuno che subentrerà con motivazioni diverse.”
Sensazioni – “Io sono concentrato a superare i primi mesi che saranno i più complicati. Io sono un tecnico che mette a disposizione le sue capacità economiche, sportive, finanziarie e relazionali a servizio di questo progetto; spesso mi è andata bene e ogni tanto dovrò chiedere sacrifici perché bisogna salvare tutto il salvabile.”
Piazza di Taranto – “Io ricordo il Taranto da avversario, ha una tifoseria straordinaria che ti riempie la testa dall’inizio alla fine; bisogna smettere di pensare ad altro nell’immediato e se riusciremo a navigare tutti nella stessa direzione vi garantisco che sarà durissima giocare contro di noi; la proprietà sta portando avanti il discorso dello stadio e nel breve futuro cercherò di avere altre informazioni personalmente.”
Vendita società – “Al momento non c’è stata alcuna offerta vera, le voci sono solo voci; le squadre non si comprano a ferragosto ma si comprano molto prima tranne rarissimi casi. Io non vivo di speranze ma di cose concrete, personalmente non ho ricevuto telefonate mentre il presidente dice di averne ricevuta una che reputava non seria. Questa società non rischia il fallimento, è una società che ha speso molto di più di quanto produceva e ad oggi l’imprenditore non vuole più fare un esborso simile soprattutto senza i ricavi di stadio, sponsor e tutto il resto.”
Traghettatore – “Io qui avrò un tornaconto se riuscirò a fare il famoso traghettamento; avrò una parte della vendita dell’azienda e una parte di quel ricavato fa parte del mio investimento. Dobbiamo diventare autosostenibili prima di tutto per rendere la società appetibile per permettere successivamente alla famiglia Giove di cedere tranquillamente. Chi viene deve essere pronto a vestire questa maglia, forse voi siete abituati, ma fuori Taranto è considerata importantissima.”
L’uomo dei fallimenti – “Grazie per questa domanda. Sono un professionista che nasce direttore sportivo ma poi ho fatto esperienze importanti dove ho vinto molto e in totale dieci campionati. Io sono un tecnico che ha lavorato in tutte le situazioni come a Latina, questa situazione è differente. Sono stato spesso chiamato per risolvere situazioni complicati che ho portato a termine con successo e che non ti posso nominare; non sono mai stato chiamato da un magistrato o da un procuratore fallimentare dunque ciò vuol dire che il mio lavoro lo so fare. Io non lavoro per la famiglia Giove ma per il Taranto.”
Situazione economica – “Il Taranto non rischia il fallimento. Il presidente della lega mi ha chiamato per avere rassicurazioni sulla situazione e mi ha dato il lasciapassare; poi certo dipenderà tutto da noi perché dobbiamo mettere in piedi un’azienda senza quasi alcun introito. Starò sul pezzo per salvare la baracca conscio che vado incontro a problemi enormi. Giove non è una controparte di questa operazione, però permettetemi di dire che ha fatto moltissimo per questa città. Mi ha dato il tempo di analizzare la situazione e ho capito che questo obbiettivo si può raggiungere.”
Esasperazione – “Io sono un uomo che deve dimostrare e che non deve chiedere; dovrò a volte la parte del cattivo perché è imperativo fare delle scelte. Sono sicuro di essere qui di passaggio perché il Taranto è dei tarantini perché tanto chiunque poi verrà a guidare il timone dovrà sempre dare conto alla città. In passato sono stati fatti errori di generosità che non ci possiamo più permettere in modo da diventare più appetibili e apprezzati da tutti. Oggi Giove non c’è più e il Taranto deve sbagliare il meno possibile e metterci del cuore. Se tutte le parti coinvolte collaborano non ci fermerà nessuno”
Penalizzazione – “A parte quelli che avremo per il mancato pagamento degli stipendi non ci saranno altri punti di penalità proprio perché lavorerò attivamente per autofinanziare la società.”














