di Domenico Palmiotti – Il Quotidiano
«La mancata o tardiva realizzazione degli interventi che fanno leva su risorse pubbliche già riconosciute ed assegnate, ed ammontanti alla somma pari a 59.750.000, potrebbe comportare il consequenziale definanziamento dell’opera». E’ il passaggio della lettera inviata a Procura della Repubblica, Tribunale e Questura, con cui il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e il commissario per i Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese, evidenziano i rischi a cui si va incontro se la curva Sud dello stadio lacovone restasse ancora sequestrata bloccando la demolizione dell’anello inferiore dell’impianto sportivo. La lettera è stata spedita ieri mattina, ma Quotidiano ne aveva già anticipato il contenuto. Melucci e Ferrarese avanzano «richiesta di dissequestro della curva Sud o, in subordine, il nulla osta idoneo a consentire l’accesso presso le aree di cantiere e il contestuale avvio dei lavori da parte della società aggiudicataria. Trattasi di interventi finalizzati a riqualificare l’intero impianto sportivo, previa demolizione delle parti non più funzionali alla riqualificazione».
D’altra parte, i tempi stringono sempre più: il 15 ottobre – è specificato nella lettera – ci sarà la consegna anticipata «ed in via di urgenza» dei lavori alla Impresit spa, quest’ultima consegnerà la progettazione esecutiva il 4 novembre ed entro l’11 novembre le attività di demolizione saranno avviate. Si concluderanno a gennaio per lasciare spazio all’intervento più rilevante: la ristrutturazione completa dello lacovone.
La lettera, di circa 2 pagine, firmata digitalmente da Melucci e Ferrarese, riassume la vicenda della curva Sud e rammenta che il 2 agosto il Tribunale ha rigettato la richiesta di dissequestro «per esigenze probatorie allo stato ancora in essere» e autorizzato «nel contempo solo l’accesso all’area sequestrata per attività di ispezione, rilievo e verifica che, senza alterare o modificare lo stato dei luoghi, fossero propedeutiche e necessarie alla progettazione dell’intervento di riqualificazione e ristrutturazione dell’impianto sportivo».
Da allora, però, sono passati due mesi e la situazione è cambiata: è stato lanciato l’appalto per la demolizione, i lavori sono stati aggiudicati e adesso la Impresit deve necessariamente mettersi all’opera, altrimenti il progetto, già con i tempi al limite, diviene a forte rischio.
Probabilmente alla lettera seguirà una nuova, formale istanza di dissequestro ma è evidente che l’interesse, adesso, e più che sulla procedura, sulla risposta che verrà da Palazzo di Giustizia. Il giudice Costanza Chiantini del Tribunale penale è quello che ha in mano il caso.
Intanto, il commissario Ferrarese ha sollevato il Comune di Taranto anche dagli adempimenti relativi allo stadio del nuoto e al centro degli sport nautici. Con questa decisione commissariale.
il Comune non ha più un ruolo diretto per tutti i grandi impianti dei Giochi in città: stadio del nuoto, centro nautico, lacovone e PalaRicciardi (per quest’ultimi due la decisione era già stata presa). Infine, il commissario ha deciso di lanciare per il centro nautico un appalto unico per realizzare sia le opere a terra, già progettate, che a mare, da progettare e in via di affidamento.













