di Domenico Ciquera
L’ex proprietario del Taranto, Massimo Giove, intervenuto nella trasmissione radiofonica Delta Sport, ha ribadito i motivi che l’hanno portato a lasciare il Taranto:
Non essere presidente: “io più che presidente sono sempre stato e sarò il primo tifoso. Probabilmente ho sbagliato città, perché in sette anni di calcio fatti a buon livello, a mio avviso, il mio percorso è stato eccellente. Ho commesso anche tanti errori e, probabilmente, nel corso degli anni mi sono circondato di qualche persona che avrei potuto evitare. Tuttavia, dico che il mio palmarès fino alla gara con il Vicenza è stato di rilievo. Ritengo che lo scorso anno avrebbe potuto avere un epilogo diverso se tanti fattori non si fossero messi di traverso. Mi riferisco all’incendio durante la gara contro il Foggia, alle continue fratture con la vecchia amministrazione e, ovviamente, alla strana penalizzazione di quattro punti che non doveva esserci. Nello stesso periodo, un altro club, con un’infrazione in più, ha ricevuto solo tre punti di penalizzazione, mentre il Taranto, che non è mai stato ben visto nei salotti romani, ne ha presi quattro. ”
scorso anno: “Lo scorso anno abbiamo ricevuto tre punti di penalizzazione, anche se non ne avremmo dovuti avere nemmeno uno. Se fossimo arrivati secondi, ritengo che avremmo potuto fare qualcosa di importante. Poi è accaduto che, durante i playoff, incontrassi più volte Abodi alla presenza di Vittorio Galigani e del vicepresidente Sapia. Vennero in Camera di Commercio e mi fecero delle rassicurazioni che, però, non hanno avuto seguito. La morale di tutto ciò è che, inspiegabilmente, io richiamo Eziolino Capuano e lo incontro al canale. La prima cosa che mi chiede è: ‘Presidente, ce l’abbiamo lo stadio?’ Io gli rispondo: ‘Certo, Eziolino, me l’ha garantito Andrea Abodi. Abbiamo lo stadio, cosa vuoi fare?’ e mi rispose ‘Voglio vincere il campionato’. Mi garantiscono lo stadio, giochiamo a settori e ci garantiscono più o meno gli stessi spettatori dello scorso anno. Abodi fece un’intercessione nei confronti del Comune di Taranto, che mi consegnò il modello TULPS per l’iscrizione al campionato. Procedetti con l’iscrizione, rimettendo in moto un grandissimo investimento. Ciò è stato fatto e portato a termine il 2 agosto, quando ho dato le dimissioni da presidente del club. Il Taranto era una super corazzata, eravamo tra le squadre più forti e competitive del campionato, con il vantaggio di aver cambiato pochissimo. ”
Città e comune: “Quando venne fatta poi l’iscrizione al campionato, il Comune avrebbe dovuto rilasciare la convenzione. Dopo sette raccomandate inviate al Comune, l’ultima delle quali, molto pesante, il 26 luglio, ci risposero tranquillamente sia il commissario Ferrarese che il sindaco di Taranto, garantendo che avremmo avuto il campo fino a fine settembre. È chiaro che lì mi sono sentito tradito e umiliato per tutto quello che ho fatto in questi anni, e ho ritenuto di dover dare le dimissioni irrevocabili da presidente. Non vi nascondo che mi sarei aspettato una maggiore comprensione da una parte della città, invece si è verificato l’effetto contrario. Il male di questa città era Massimo Giove. La baracca si è rotta. Voi tutti sapete che io ho tentato in tutti i modi di vendere il club, anche a quel personaggio che lo stesso Comune mi aveva mandato: Mark Campbell, persona molto vicina a Rinaldo Melucci e al Comune. Io mi sono messo a completa disposizione, tanto da dargli il club in gestione già con la Turris. Molti giornalisti e opinionisti di Taranto fanno finta di non ricordare che la somma delle due penalizzazioni è di Mark Campbell, non della famiglia Giove. Io ho agevolato in tutto e per tutto l’entrata di Campbell, anche senza prendere un centesimo in anticipo, perché la città non mi voleva e non mi desiderava. Quando mi è stato negato l’utilizzo dello stadio, abbiamo cercato Abodi, che si è sempre sottratto al confronto. Ho chiamato Malagò, che era in Francia, e sono andato da tutte le istituzioni politiche, ma purtroppo nessuno ci ha dato spiegazioni. L’unico coerente in questo disastro dei Giochi del Mediterraneo è stato il signor Ferrarese, che inizialmente disse che doveva spendere 20 milioni, poi 40, poi 60 e, probabilmente, quando si finiranno i lavori (se li finiranno) per agosto 2026, la cifra sarà ancora maggiore.”
Gestione dello stadio: “Molti tarantini non sanno che oggi qualsiasi sindaco, prima di concedere lo stadio a un presidente, deve rendicontare tutto alla Corte dei Conti. Ricordatevi che quello stadio costerà più di 70 milioni di euro e chiunque lo utilizzerà dovrà pagare tra 1,5 e 1,8 milioni di euro annui per la concessione, ovvero circa 100mila euro a partita. In questo momento, nemmeno un club di Serie A può permettersi questi costi. Io queste cose le dico da cinque anni al sindaco e a chi sta spendendo queste cifre. Alla fine, Taranto si ritroverà con un investimento di 350 milioni di euro e la macchina comunale dovrà sopportare costi manutentivi tra i 15 e i 20 milioni di euro annui. Altrimenti, avremo una cattedrale nel deserto. Questa è la motivazione per cui, il 2 agosto, ho detto: ‘Bene, le istituzioni romane, tarantine e altre non vogliono bene allo sport’. Tenete presente che non c’è solo il problema del Taranto Calcio. A Talsano sono state ritirate tutte le squadre, a Statte idem. Vi ricordate quando Ferrarese diceva che dovevamo giocare a Massafra? Io feci scendere l’ingegnere capo della Lega, che verificò che Massafra non era agibile. Tuttavia, anche quando sarà finito, non potrà ospitare gare di Lega Pro perché il campo non è regolamentare. È chiaro che io, che ho fatto calcio per tanti anni, esco di scena perché mi hanno costretto a farlo. Dirvi che sono felice? No. Sono molto, ma molto amareggiato. Purtroppo oggi il Taranto ha solo uscite e nessuna entrata. La città si è chiusa in sé stessa per la grande crisi che ci attanaglia da anni. Non ci sono botteghini, non c’è incasso, ci sono solo uscite. Un grande fondo, prima di investire, fa una valutazione generale della città, non guarda solo il tifo e la curva. Abbiamo palmarès negativi: primi nelle multe (oltre 240mila euro in tre anni), primi nei Daspo. Abbiamo varie situazioni che ci rendono invendibili.”
Melucci: “Tra me e Rinaldo Melucci non c’è mai stato un feeling, purtroppo. Mi vergogno a dirtelo, ma io l’ho votato la prima e la seconda volta. Io, quando sono stati acquisiti i Giochi del Mediterraneo nel 2019, è chiaro che Ferrarese ha sempre sostenuto il presidente, ma se quegli incapaci hanno gestito per quattro anni, tu da me cosa vuoi? Non voglio nulla, però il Taranto non può essere oggetto di una disputa di carattere politico. Cosa è avvenuto? Nel momento in cui il signor Melucci ha visto che il signor Massimo Giove non era più in corsa per il Taranto ed è arrivato questo Campbell, si sono persi per strada per pochi spiccioli. Le chiacchiere di Campbell sono partite dal bonifico famoso del 16 ottobre, quando prese la prima penalizzazione per un bonifico fantasma perso nell’Oceano Atlantico. Questo personaggio a me è arrivato tramite il Comune: il giorno in cui sono venuti per la prima volta da me in ufficio, loro stavano festeggiando al ristorante “La Paranza”. C’erano Pelillo, Melucci e Azzaro. Vi ricordate quella sera? Stavano acquisendo il club.”
Media: “A livello mediatico sono stato messo sotto perché ero un pezzente, un povero, perché non avevo progettualità. Ma ricordatevi che io ho preso il Taranto e ho giocato la prima partita a Pomigliano. Persero 3 a 1 in un campo di cui nemmeno conoscevo l’ubicazione. Noi siamo arrivati a giocare la Lega Pro a testa alta, ad altissimi livelli. E io vi dico, ragazzi, io ce l’ho messa tutta! Io continuo a dire che, anche se non mi parlo con Eziolino Capuano, lui avrebbe dovuto gestire il 2 agosto in maniera differente. E quello che ha fatto sta lì. Però quest’anno, con Eziolino Capuano, il campionato com’è andato? Con la squadra che avevamo eravamo in testa. E se l’anno scorso non ci fanno la beffa dei 4 punti, noi arriviamo secondi e vinciamo il campionato. Io ribadisco: Eziolino Capuano è un grandissimo tecnico, in campo è insuperabile. È chiaro che fuori, per la sua dinamicità e per la sua eccessività nel trasferire determinate cose, bisogna mettergli un palcoscenico importante, una società importante. Noi l’anno scorso l’abbiamo fatto, l’abbiamo gestito e siamo arrivati a grandissimi livelli. Però ricordatevi una cosa: noi l’anno scorso stavamo vincendo il campionato e Melucci continuava ad attaccare Eziolino Capuano. Non si è mai visto un sindaco di una città che fa polemica con il proprio allenatore, l’allenatore della propria città, che tenta di vincere il campionato. Però la colpa è di Massimo Giove? A questo punto ho detto basta! Non ne posso più. ”
Futuro nel mondo del calcio: “vi dico, con grandissima amarezza, che con il calcio ho chiuso. Avrei voluto terminare in maniera diversa. Questa è una città dove la migrazione dei giovani è elevatissima e, purtroppo, tutti i giovani che ottengono una scolarizzazione importante vanno via. Noi ci ritroviamo con una popolazione medio-alta con un reddito molto basso e, ovviamente, quando ci sono delle soddisfazioni in tutte le famiglie, anche il Taranto Calcio diventa l’oggetto di contestazione personale di ognuno di noi.”
Futuro del Taranto: “Zerbo è l’unico che si è fatto avanti. Io l’altro giorno, per amore del Taranto, ho fatto l’ultimo versamento: il 16 ho messo a disposizione i soldi per gli stipendi, perché non mi sembrava giusto che, dopo tantissimi anni, il Taranto fosse radiato e partisse dall’Eccellenza. E l’Eccellenza va vinta! Vi devo dire che, innanzitutto, quando si parte dalle basi, quando si parte dall’Eccellenza, ci vogliono capacità calcistiche importanti. Io sono un grande malato di calcio: guardo oltre 150-200 partite l’anno. Diciamo che sono tra quei presidenti calcisticamente competenti. Io ho sempre avuto un profilo basso. La gente mi contesta perché ho parlato poco, perché non sono stato tutti i giorni in televisione. Ma non è nel mio costume. Io ho bisogno di stare dietro le quinte e far parlare il calcio. Noi abbiamo fatto 7 anni di calcio importante. Dopodiché, 15 giorni fa si è presentato Zerbo. Zerbo ha detto: “Io ho un gruppo di imprenditori torinesi e due svizzeri, di cui farò i nomi. I crediti li compenso io”.
F24: “Io mi sento tranquillo, perché non è materia mia, però l’Agenzia delle Entrate ha accettato tutte le compensazioni. Pertanto, l’Agenzia delle Entrate è sovrana e ci sono tutte le accettazioni degli F24, INPS e IRPEF. La Covisoc è un comitato di vigilanza, non parliamo dello Stato. Se lo Stato dice che gli F24 vanno bene e la Covisoc dice che non vanno bene, si apre una disputa importante. Se dovesse nascere un contenzioso, credo si bloccherebbe il campionato. ”
Faggiano: “Zerbo stesso, la settimana prossima, sarà qui. Lo porterò a Faggiano perché vuole riqualificarlo. E da lì partirà con un progetto giovani. Lui è molto amico di tanti personaggi che ruotano intorno alla Juventus e al Torino, soprattutto ragazzi importanti che fanno settore giovanile. Credo che da lì inizierà a costruire una buona palestra. Io avevo provato a iniziare tempo fa, ma devo dire che le situazioni ci sono venute meno. A Faggiano, Emiliano ha già stanziato una cifra intorno al milione e mezzo, un milione e 600 mila euro. Partiranno i primi lavori: campo sintetico, impianti di illuminazione e completamento. Il futuro del Taranto ripartirà da Faggiano. Zerbo farà una conferenza stampa a breve. Stiamo formalizzando il passaggio in uno studio notarile a Torino.”
Radiazione: “Io sono abituato a tenere i piedi per terra. Vi dico: ho visto io gli F24. Sono stati compensati dall’Agenzia delle Entrate. Ciò significa che, per lo Stato, gli F24 sono stati pagati. È chiaro che poi la Covisoc deve dimostrare perché non vanno bene.”
Serie C: “Il campionato di Lega Pro non sta in piedi. Qualsiasi imprenditore deve alzarsi la mattina e decidere quanti soldi mettere nel frullatore. Ma nessun imprenditore in Lega Pro riesce ad avere il break-even.”
Errore: “Ad alcuni tifosi, che incontrai all’inizio dell’estate e che mi spingevano a consegnare la squadra a Melucci, dissi solo una cosa: “Ditemi quale presidente, negli ultimi 30 anni, non avete mai cacciato.” Nessuno mi seppe rispondere. Gran parte della tifoseria riconosce i meriti, ma una parte è stata tratta in inganno da alcuni personaggi che hanno gestito questa città, facendogli credere che dopo di me sarebbe arrivato il Messia. Purtroppo, questo non è avvenuto e si è rotto un giocattolo incredibile. Oggi, se il Taranto si trova in questa situazione, il responsabile è Andrea Abodi. L’altra colpa è della politica.”













