di Domenico Ciquera
Rodolfo De Molfetta, presidente dell’APS Taras, è intervenuto nel consueto appuntamento del venerdì di Studio 100, denominato “100 Sport Weekend”, dove ha analizzato le dichiarazioni di Zerbo e non solo.
Apex: “Questa operazione di Apex, così come tante altre ce ne saranno, io spero che si riesca a ragionare guardando al futuro. Il rammarico è che non si è riusciti a dare una svolta, perché si poteva, forse con un po’ di voglia di chiudere da parte di tutti, evitare questo disastro.”
Organigramma societario:” Io ho ricevuto una telefonata la settimana scorsa da Rinaldo Zerbo, però ero in procinto di imbarcarmi per l’estero e quindi abbiamo parlato 3-4 minuti. Non volevo essere scortese, gli ho risposto per cortesia, ma in realtà non abbiamo affrontato un discorso. Il problema di fondo è che oggi, senza voler risultare offensivo o maleducato, io rappresento l’APS Taras, che è un socio di minoranza di questo club, e ad oggi non ho nessuna evidenza di quale sia il ruolo istituzionale e/o societario di Rinaldo Zerbo. Nel senso che non c’è una comunicazione, non c’è nulla di formale e ufficiale comunicato ai soci e alla tifoseria. Qualora ci sia, noi, come sempre, abbiamo dialogato con tutti perché siamo soci di minoranza. In questo momento, Rinaldo Zerbo, al netto di un’intervista rilasciata al media partner, formalmente e ufficialmente non risulta una figura apicale del club. Quindi, in questo momento, dialogare con Zerbo, che non è formalmente e istituzionalmente presente nella società, è una chiacchiera che si può fare così come stiamo facendo in questi giorni con tanti imprenditori che ci stanno cercando.”
Dichiarazioni di Zerbo: “Io ho la netta percezione che il rinvio della partita contro il Crotone sia un segnale forte che preannuncia la nostra radiazione dalla Serie C, perché altrimenti avremmo giocato. Per quanto riguarda le dichiarazioni, sono delle dichiarazioni distanti da quella che poteva essere una presidenza accettata dalla collettività e dal club. Io ho sentito alcuni passaggi in cui sono state fatte delle affermazioni dal mio punto di vista non accettabili, nel senso che il club non è una pasticceria o un pastificio. È la famosa dicotomia tra azienda privata e interesse pubblico. Chiunque sia proprietario di una società di calcio, che è sì una S.r.l., deve tener conto che i suoi impatti sulla collettività sono enormi: dopo il sindaco, viene il presidente della squadra di calcio. Quindi l’approccio, sinceramente, non mi ha trovato concorde nelle modalità.”













