di Maurizio Corvino
Situazione di calma apparente per le decisioni sul futuro del calcio a Taranto. Al momento, tra voci di ammiccamenti e richieste di informazioni, l’unica cosa certa sono i ricorsi che il signor Zerbo (con il sostegno della vecchia società) vorrebbe portare avanti. Se non ci fosse anche la problematica delle elezioni comunali, potremmo pensare a una perdita di tempo prezioso. Infatti, per poter formare una nuova società, bisogna aspettare che l’attuale Taranto F.C. perda l’affiliazione.
Dicevamo della problematica elezioni: sembra improbabile che il commissario prefettizio si accolli la responsabilità di indire un bando e affidare lei stessa il futuro del calcio tarantino a chi dimostrerà il miglior progetto.
Ad oggi, le voci che si susseguono sono le solite note. Non è mai calato l’interesse del gruppo Di Stefano, che ha sempre dichiarato di essere pronto a subentrare, ma, come chiarito dal figlio del noto Giovanni Di Stefano, il gruppo non avrebbe le potenzialità per un percorso a lungo termine.
Altro nome noto è quello di Mark Campbell con il gruppo APEX. Anch’essi si sono dichiarati interessati al bando di partecipazione per rifondare il calcio ionico, ma, visti i recenti precedenti, la soluzione non solletica l’interesse dei tifosi.
Prende corpo l’idea della Fondazione voluta da Massimo Ferrarese. È ancora allo stato embrionale, è vero, ma sono tantissimi i dubbi che gravitano attorno all’iniziativa, dal budget alla suddivisione dei ricavi, considerando che una Fondazione è una “no profit”.
Sembra poi che possa esserci una cordata tarantina, trainata da qualche politico ionico, ma in questo periodo di preparazione alla campagna elettorale bisogna prendere tutto con le pinze.
Arriviamo al nome buono per ogni stagione, quello che ogni tre per due ritorna in auge: Luigi Blasi, imprenditore manduriano ed ex presidente dei rossoblù. Sul nome di Blasi, la tifoseria è totalmente divisa. Molti vedrebbero di buon occhio il suo ritorno al timone del Taranto, considerandolo solido economicamente e di ampie vedute calcistiche (già 20 anni fa voleva lo stadio di proprietà). Altri, invece, ricordano sì le belle stagioni calcistiche, ma anche alcune situazioni extracalcistiche e alcune esternazioni dello stesso Blasi durante la sua presidenza. Fatto sta che pare che anche l’entourage “manduriano” si stia preparando per farsi trovare pronto al momento giusto.
Ci sono altri rumors che girano attorno al nome del Taranto per garantirne la ripartenza, ma al momento tutto sembra “congelato” dalle due situazioni riportate inizialmente: i ricorsi e la situazione a Palazzo di Città.
Molti lettori spesso ci chiedono cosa ne pensiamo noi, chi vorremmo che fosse il prossimo presidente rossoblù. La nostra posizione è ben chiara su questo punto: come ripetiamo nelle nostre dirette, chiediamo un bando molto restrittivo per evitare l’avvicinarsi di gruppi che non abbiano la solidità economica per un progetto duraturo e ambizioso. A noi non interessa il gruppo che miri alla Serie D subito e alla C in due anni: serve gente con un piano industriale pluriennale che miri a portare il Taranto stabilmente nelle categorie più consone, senza dover mai più correre il rischio di rivedere la Serie D, per non dire altro.
Perciò non ci vedrete parteggiare per nessuno. Se proprio dobbiamo esprimere un’idea, ci piacerebbe che il bando prevedesse una commissione con dentro anche un buon numero di tifosi o rappresentanti scelti dai tifosi stessi, che abbiano eccellenti qualità morali e conoscenze imprenditoriali, così da poter valutare con la giusta imparzialità e scegliere la soluzione migliore per il nostro futuro calcistico.













