di Domenico Ciquera
Davide Tizzano, presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, intervenuto a Due Mari Sport, trasmissione di approfondimento sportivo di Due Mari TV, ha analizzato l’organizzazione dei Giochi e non solo.
I Giochi
“È un evento che richiama molto i Giochi Olimpici per il numero di discipline, la qualità delle competizioni e, soprattutto, per i 6.000 atleti che parteciperanno. Sono convinto che questa edizione sarà la più numerosa di sempre in termini di adesione degli atleti provenienti dalle 26 nazioni partecipanti. Ci aspettiamo un evento di successo, ma è innegabile che vi siano ritardi dovuti a vicende passate e alla preparazione della città e del territorio. Devo dire che probabilmente alcuni non hanno ben compreso l’entità della manifestazione. Spesso, dalle domande che mi vengono poste, capisco che non è chiaro cosa accadrà a Taranto nei prossimi 16 mesi. Questi 6.000 atleti saranno accompagnati da moltissimi accreditati, ufficiali e non, per un totale di quasi 20.000 persone. Sarà una vera e propria invasione.”
L’organizzazione
“L’organizzazione di questo evento ha portato benefici alle città che in passato hanno ospitato le competizioni. Basti pensare a Napoli, dove gran parte dell’impiantistica sportiva utilizzata per i Giochi Mondiali Universitari del 2019 è ancora un’eredità dei Giochi del 1963. Lo Stadio Maradona, costruito per quell’occasione, e la Piscina Scandone, una struttura coperta da 4.000 posti con due vasche da 50 metri, ne sono esempi. Inoltre, a Napoli è stata realizzata un’area chiamata Viale Giochi del Mediterraneo, con impianti sportivi, un palazzetto, il circolo tennis e altre strutture che hanno reso quell’edizione una delle più belle di sempre. Rispetto al passato, oggi c’è un’attenzione molto alta da parte dei paesi del Nord Africa e dei piccoli Comitati Olimpici, che vedono nei Giochi un’opportunità per affermarsi e conquistare medaglie. Le città ospitanti, inoltre, subiscono profonde trasformazioni: l’ultima edizione in Algeria ha fatto sì che la città diventasse un punto di riferimento per gli sport acquatici e terrestri, grazie a un’impiantistica costruita nel 2022.”
Taranto
“Sono legato a Taranto. La mia prima missione ufficiale risale al 2019, quando il mio predecessore, dopo aver firmato il contratto con la città, mi inviò per valutare cosa fosse necessario per rendere questi Giochi i più belli di sempre. Taranto ha bisogno di una pacificazione, ma soprattutto deve sentire che questi sono i suoi Giochi. Devono restare nella memoria non solo come un grande evento, ma anche come un’occasione di trasformazione sociale e urbana. Lo sport è un indicatore di qualità della vita: più un territorio offre opportunità sportive ai giovani e alle famiglie, maggiore è il suo benessere. Se mancano possibilità di praticare sport, significa che c’è un problema. Per questo, saremo parte attiva nell’organizzazione, inviando nostri consulenti per supportare chi sta lavorando sul territorio.”
Il canottaggio costiero
“Il canottaggio costiero è inserito nel programma dei Giochi come disciplina degli sport da spiaggia. Nell’edizione dei Beach Games è prevista una tappa a Taranto, probabilmente a fine maggio, con il Coastal Rowing. La Federazione spingerà per la partecipazione di ospiti internazionali, così da testare l’efficienza dell’organizzazione e della logistica in vista delle gare di canottaggio in acque chiuse nel 2026. Taranto ha un grande potenziale per il canottaggio, sia in acque libere che interne. Il campo di regata, progettato nel Mar Piccolo, sarà omologato dalla Federazione Mondiale di Canottaggio per le specialità olimpiche e potrà ospitare eventi nazionali e internazionali. Dal 2026, la città potrà candidarsi per ospitare Europei e Mondiali, diventando uno dei bacini più a sud d’Europa. Questo rappresenterebbe un’opportunità per squadre straniere, che potrebbero allenarsi a Taranto grazie al clima favorevole. La nostra idea è realizzare impianti sostenibili, evitando cattedrali nel deserto difficili da mantenere, affinché possano generare un’economia stabile per il territorio.”
La promozione all’estero
“Da sei anni promuovo Taranto e il suo territorio presso chi vuole vivere una festa di sport e accoglienza. Spesso, però, siamo noi stessi i nostri peggiori nemici: non crediamo abbastanza nelle nostre potenzialità. A volte mi arrabbio con gli amici pugliesi e dico loro: Ma è possibile che debba essere un napoletano a parlare bene di Taranto? Eppure questa città ha tesori incredibili: il Castello Aragonese, il lungomare, una gastronomia straordinaria, un’ospitalità unica e un clima perfetto. Abbiamo condotto studi che dimostrano come squadre provenienti da Danimarca, Norvegia, Ungheria e Svezia potrebbero allenarsi a Taranto fino a novembre, con temperature medie di 18 gradi. Basterebbero due video ben fatti per far innamorare chiunque di Taranto. Dobbiamo smettere di sminuirci e iniziare a valorizzare ciò che abbiamo. Spero che questi Giochi servano ai ragazzi per capire che vivere in un territorio con queste condizioni è un’opportunità unica. Non ho alcuna difficoltà a portare presidenti internazionali a Taranto e a trovare un ristorante all’ultimo minuto facendo bella figura. Questo non è un dettaglio da poco, così come non lo è trovare una città pulita, accogliente e pronta a mostrare le sue potenzialità. Mi auguro che questo torpore attorno ai Giochi finisca e si inizi finalmente a ragionare con una visione ambiziosa.”
Il messaggio al futuro sindaco
“Al prossimo sindaco dirò che il Comitato dei Giochi del Mediterraneo è al fianco della città e dell’amministrazione con tutte le risorse possibili. Metteremo a disposizione i professionisti della nostra struttura per fare in modo che questa sia l’edizione più bella di sempre. Ne sono convinto.”












