C’è un giovedì che rischia di fare molto rumore e non per quello che accadrà sui campi da gioco. Mentre il pallone continua a rotolare nei playoff e nelle ultime sfide della stagione, una partita altrettanto importante si giocherà nelle aule del Tribunale Federale Nazionale. È qui che si decideranno le sorti — almeno sul piano disciplinare — di cinque società, tutte deferite per inadempienze legate alle scadenze federali.
A dare il primo quadro della situazione è stato Nicola Binda, giornalista esperto di giustizia sportiva e Serie B, che ha pubblicato su Facebook un post che suona quasi come una premessa giudiziaria: “Ricapitolando: giovedì il TFN giudica i deferimenti di Brescia e Trapani per il mancato rispetto delle scadenze di febbraio (-4 punti subito) e aprile (-4 punti nel 2025-26). Giovedì a giudizio anche Foggia, Messina e Triestina per il mancato rispetto delle scadenze di aprile (consistente dose di punti in meno per il 2025-26). Appello del Brescia atteso il 12 (forse 10) giugno. Buona serata a tutti.”
Un post secco, asciutto, ma che racchiude un potenziale scossone nella geografia del calcio italiano. Perché i nomi coinvolti non sono certo marginali: si va dal Brescia, reduce da una stagione intensa e ancora pienamente coinvolto nella fase finale del campionato, al Trapani, risorto dalla Serie D con grandi ambizioni. E poi ci sono tre piazze storiche — Foggia, Messina, Triestina — per le quali ogni punto, anche il prossimo anno, potrà fare la differenza tra sopravvivenza e rilancio.
Per Brescia e Trapani, la prospettiva è quella di una doppia penalizzazione: quattro punti da scontare subito, entro questa stagione, e altri quattro già segnati sul conto della prossima. Il motivo? Il mancato rispetto di due scadenze precise: febbraio e aprile. Non si tratta di semplici ritardi burocratici, ma di inadempienze che mettono in discussione la regolarità della gestione economica.
Diversa, ma comunque pesante, la situazione di Foggia, Messina e Triestina. In questo caso, il giudizio si concentrerà esclusivamente sulle scadenze di aprile. Non ci sarà un’immediata sottrazione di punti, ma la prospettiva di iniziare il campionato 2025-26 già in salita, con una penalizzazione di cui si parla come di “una consistente dose”. Quanto consistente lo diranno le carte, ma la parola evoca già un inizio in salita, soprattutto per club che puntano ai piani alti o che non possono permettersi passi falsi.
Nel frattempo, si muove anche il fronte legale. Il Brescia ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello, fissato (salvo anticipi) per il 12 giugno. Un tentativo per ridurre l’impatto della sanzione o addirittura rovesciarla, ma le possibilità di successo dipenderanno dalla solidità delle argomentazioni e dalle prove a supporto.
In un calcio che lotta ogni giorno con la sostenibilità e la credibilità, il rispetto delle scadenze amministrative è diventato un discrimine netto, e il TFN non ha mai mostrato particolare indulgenza. Il giovedì che si avvicina, insomma, sarà tutt’altro che un giorno qualsiasi: potrebbe cambiare le prospettive stagionali e future di cinque società, e riscrivere – almeno in parte – la classifica, quella presente e quella che verrà.













