Colpo durissimo per la Lucchese. Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, ha emesso nella giornata di lunedì 27 maggio 2025 una sentenza che avrà conseguenze pesanti sul futuro sportivo del club rossonero. Il procedimento, nato dai deferimenti del Procuratore Federale depositati il 2 maggio scorso, si è concluso con una serie di sanzioni molto severe, che colpiscono sia la società che due figure dirigenziali di primo piano: Giuseppe Longo e Nicola D’Andrea.
Secondo quanto stabilito nel dispositivo ufficiale, il sig. Giuseppe Longo è stato colpito da 14 mesi di inibizione e da una ammenda di 10.000 euro, mentre Nicola D’Andrea è stato sanzionato con 6 mesi di inibizione e 5.000 euro di multa. Per entrambi, si tratta di provvedimenti pesanti che comportano il divieto di esercitare ogni attività in ambito FIGC per tutta la durata stabilita.
Ma la sanzione più eclatante riguarda proprio la Lucchese 1905 Srl, che si vede infliggere una penalizzazione di 14 punti in classifica, da scontare nella stagione sportiva 2025-2026. A questa si aggiunge un’ulteriore ammenda di 10.000 euro.
Il verdetto è stato pronunciato a seguito della riunione dei tre deferimenti distinti — numeri 26294, 26295 e 26296 — che riguardavano condotte irregolari attribuite ai due dirigenti e, per responsabilità diretta e oggettiva, alla società. Le motivazioni complete saranno pubblicate nei prossimi giorni, ma la decisione parla già da sé.
Conseguenze pesanti
Con questa penalizzazione, la Lucchese partirà il prossimo campionato con un handicap enorme: 14 punti in meno prima ancora di scendere in campo. Una zavorra che, salvo sorprese in appello, condizionerà pesantemente la stagione 2025-26 e metterà seriamente a rischio la permanenza in categoria.
Questa sanzione si inserisce in un quadro più ampio di provvedimenti disciplinari che stanno colpendo diversi club italiani, a dimostrazione di una stretta federale sul rispetto delle normative economiche e regolamentari.
Per la Lucchese, non si tratta solo di un problema sportivo, ma anche di immagine e credibilità: ricostruire la fiducia, ora, sarà forse la sfida più complicata.













