di Maurizio Mazzarella
Il Paris Saint-Germain è sul tetto d’Europa. Dopo anni di rincorse, delusioni e milioni spesi, il club della capitale francese solleva per la prima volta la Champions League e lo fa in maniera fragorosa: 5-0 all’Inter nella finale di Monaco di Baviera, in una partita dominata dall’inizio alla fine.
Una serata perfetta per i ragazzi di Luis Enrique, trasformati in una macchina da guerra lucida e spettacolare. Bastano dodici minuti per sbloccare la finale: è Achraf Hakimi, proprio lui, ex della sfida, a freddare Sommer su assist del talentuosissimo Désiré Doué. Nessuna esultanza, solo uno sguardo al passato e poi testa bassa.
Il protagonista assoluto, però, è proprio Doué. Il classe 2005 incanta l’Europa con una doppietta: prima il raddoppio al 20’ con un inserimento bruciante, poi la firma del 3-0 al 63’ dopo un’azione in verticale da manuale del calcio moderno.
L’Inter, troppo timida e mai davvero pericolosa, prova ad affacciarsi dalle parti di Donnarumma solo su palla inattiva. Ma non basta. Al 73’ Kvaratskhelia — devastante sulla sinistra — cala il poker e dà ufficialmente il via alla festa dei parigini, in campo e sugli spalti.
Nel finale arriva anche la ciliegina: il 17enne Mayulu, gioiello del vivaio, segna il definitivo 5-0. È la vittoria più larga nella storia delle finali di Champions League, un marchio indelebile che sancisce la fine di un’epoca d’attesa per il PSG.
Parigi, ora, ha la sua coppa. E il calcio europeo una nuova regina.













