di Maurizio Mazzarella
Taranto ha vissuto la prima giornata del ballottaggio per le amministrative di giugno 2025 tra apatia diffusa e un clima di disillusione politica. Alla chiusura dei seggi di domenica sera, su tutte le 191 sezioni, l’affluenza si è fermata al 33,74%, con punte minime del 11,42% alle 12 e un lieve incremento al 22,18% alle 19.
Il dato, seppur parziale – i seggi resteranno aperti fino alle ore 15 di lunedì 9 giugno – evidenzia comunque un calo marcato rispetto al primo turno di due settimane fa, quando l’affluenza definitiva era stata del 42,57%. Un distacco di quasi 9 punti percentuali, che potrebbe ridursi nelle ultime ore della mattinata, ma che già adesso rappresenta un segnale netto.
A Taranto, un elettore su tre ha votato. Gli altri – per sfiducia, per protesta o per semplice disinteresse – sono rimasti a casa. La città, da anni in bilico tra promesse mancate e ferite mai rimarginate, sembra aver perso fiducia nel cambiamento, e forse nella politica stessa.
Le ultime ore di lunedì potrebbero modificare le percentuali, ma difficilmente il quadro generale. La vera sfida, oltre il nome del nuovo sindaco, sarà ricostruire un rapporto tra cittadini e istituzioni. E questo, al momento, appare il compito più arduo.













