Valerio Antonini, presidente del Trapani Calcio e figura centrale anche nel progetto cestistico trapanese, è tornato a far parlare di sé. Non con un comunicato ufficiale, né con una conferenza stampa. Lo ha fatto a modo suo: con una raffica di post su “X” (ex Twitter), in cui ha riversato tutto il suo disprezzo verso alcune figure interne ed esterne al club, senza risparmiare nomi, accuse e promesse di battaglia legale.
Nel mirino, su tutti, Francesco Vulpetti, descritto da Antonini come “traditore” e “falsificatore”, responsabile – a suo dire – di un danno economico e sportivo senza precedenti: «Ci sei costato 12 punti di penalizzazione, 350 mila euro tra soldi rubati e multe, e probabilmente un danno enorme psicologico alla squadra di basket», ha scritto il patron granata.
Antonini accusa Vulpetti di aver contribuito a una truffa e di aver mancato di consegnare in tempo la documentazione fiscale delle due società sportive – Trapani Calcio e Trapani Shark – esponendo entrambe al rischio di esclusione dai prossimi campionati. Non solo: denuncia anche un decreto ingiuntivo da 6 mila euro che, sostiene, non gli è ancora stato notificato, annunciando opposizione formale e una controffensiva legale che promette di essere pesantissima: «Dovrà pagare danni milionari alle società e al sottoscritto», scrive.
“Diffamatori seriali e ignoranza generalizzata”
Nel flusso di post, Antonini riserva stoccate anche a una testata locale, accusata di aver travisato l’inchiesta pubblicata dall’Espresso: «Ho fornito io una serie importante di informazioni. I pagamenti alle società Alfieri? Effettuati da conti italiani, poi questi compravano cripto. Ma serve saper leggere prima di parlare».
Un affondo ai media, accusati di incompetenza e malafede: «Penosi. O leggete, o vi beccate un’altra richiesta risarcitoria».
“Il 4 luglio parleremo con i fatti”
Ma non finisce qui. Antonini annuncia una sorta di redde rationem per il 4 luglio: «Faremo vedere e sentire tutto», scrive, lasciando intendere che pubblicherà materiale compromettente. Tra le righe, l’accusa si fa personale e carica d’odio: «Come fai ad andare ancora in giro non lo so. Vergognati».
Il tutto si chiude – o forse si apre – con una minaccia indiretta ma chiara: la diffusione di un’ulteriore “porzione di audio” su Vulpetti. «Così forse la smetterai».
Una società nel caos comunicativo
Mentre sul campo il Trapani cerca di riprendersi dopo un’annata turbolenta, fuori dal rettangolo di gioco si combatte una guerra parallela, a colpi di tweet e carte bollate. È il lato oscuro del calcio moderno, dove le schermaglie si giocano prima sui social e poi, forse, in tribunale. E se i toni del presidente Antonini non sorprendono più, preoccupano invece le ricadute concrete: tra penalizzazioni, procedimenti e una credibilità da ricostruire, la stagione sportiva 2025/26 parte già in salita.












