di Domenico Ciquera
Ciro Danucci, allenatore del Taranto, ai microfoni de L’Edicola ha parlato del match che i rossoblù affronteranno domani contro lo Spinazzola.
Primi giorni
«Quando siamo partiti il 18 eravamo in pochi, con una certa disorganizzazione dovuta al fatto che avevamo iniziato da pochissimo. C’erano tante incognite, ma il direttore è stato fondamentale nel costruire in pochissimo tempo una squadra che potesse ben figurare nel campionato che andremo a disputare.
Adesso è cambiato tutto: abbiamo un’organizzazione precisa, un organico che numericamente ci consente di affrontare le partite. Siamo un po’ più sereni rispetto all’inizio, quando i dubbi erano davvero tanti. Qualcosa rimane, perché siamo partiti in ritardo, ma sappiamo che lavorando nel modo giusto possiamo colmare il gap con le altre squadre.»
Bollettino
«Abbiamo avuto la defezione di Pino, che ha accusato un problema muscolare: quando si deve concentrare tanto lavoro in poco tempo, può succedere. Oltre a lui anche Valentin è fermo, ma entrambi dovrebbero rientrare, se non nella prossima, sicuramente contro il Brindisi.
Poi ci sono le situazioni di Jallow e Vukoja, ancora in evoluzione: speriamo di averli già domani, ma sui transfer possiamo fare poco, dobbiamo solo attendere l’ufficialità.»
Nuovi arrivi
«Russo è un calciatore importante, non lo scopro certo io. Ha calcato palcoscenici di livello, ha fatto benissimo nelle ultime due stagioni, segnando tanti gol. Era già allenato e in buono stato di forma, quindi potrebbe essere della partita.
Gli altri ragazzi sono acquisti fortemente voluti: il portiere Fallani, ad esempio, va a compensare la partenza di Axel. Cercavamo un estremo difensore che ci desse garanzie, e abbiamo ritenuto indispensabile inserirlo in rosa.»
Portiere e capitano
«La scelta del portiere la comunico sempre il giorno della gara: dirlo prima non ha senso, può succedere di tutto fino alla notte. Così tengo tutti sulla corda, pronti a giocarsi il posto.
Per quanto riguarda la fascia di capitano, sarà Delvino. Ci sono diversi giocatori che avrebbero meritato, ma in questi giorni ho visto in lui grande attaccamento e un comportamento ineccepibile: per questo ho deciso di affidargliela.»
Emozioni
«Come già detto in altre interviste, l’emozione è fortissima. Sono di Taranto, ho fatto le giovanili qui e ho avuto la fortuna di indossare questa maglia da professionista. Oggi, da allenatore, sento una grande responsabilità ma anche un grande orgoglio.
È una sfida difficile, ma sono convinto che insieme riusciremo a portare il Taranto dove merita.»
Assenza di tifo
«Dispiace molto, perché il calcio senza tifosi non è la stessa cosa. La trasferta vietata non ha aiutato: Taranto ha una tifoseria numerosa e corretta, ed è giusto che possa seguire la squadra ovunque. Sappiamo che ci sosterranno da lontano, ma ci sarebbe piaciuto averli al nostro fianco.»
Sinergie
«Credo che a Taranto sia fondamentale creare per la prima volta una vera unità d’intenti tra squadra, società e tifoseria. Solo uniti si ottengono risultati.
Con il direttore ho un rapporto ventennale: fu lui a portarmi dal Manduria al Martina in Serie C1. Gli sono grato sia dal punto di vista personale che professionale. Siamo sempre rimasti in contatto, e sono felice che abbia scelto me per questa avventura difficile ma importante.»














