L’amministrazione comunale di Taranto ha compiuto un passo decisivo verso la valorizzazione a lungo termine del rinnovato Stadio Erasmo Iacovone, un impianto centrale per i Giochi del Mediterraneo del 2026. È stato formalmente avviato l’iter di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) per la futura gestione dello stadio e del nuovo centro sportivo annesso. L’obiettivo è chiaro: garantire che la struttura, finanziata dal Governo e attualmente in fase di profonda ristrutturazione (un’opera da circa 60 milioni di euro), non sia un bene inutilizzato dopo la chiusura dell’evento sportivo internazionale.
La volontà di anticipare la pianificazione gestionale è stata esplicitata dalla stessa amministrazione civica. Un attore chiave in questa fase è la società sportiva che rappresenta il calcio tarantino, la SS Taranto 2025 guidata dall’imprenditore Vito Ladisa. La società ha formalmente espresso il proprio interesse, presentando una proposta che mira a trasformare l’area in un vero e proprio polo di attrazione attivo 365 giorni l’anno. La visione va oltre il solo utilizzo calcistico, puntando a generare entrate diversificate e a favorire l’integrazione sociale e l’attrattività turistica della città.
Il progetto proposto da Ladisa immagina l’introduzione di diverse attività e servizi: dall’allestimento di aree verdi e parchi pubblici alla creazione di percorsi pedonali e spazi dedicati all’hospitality e alla ristorazione. Sono previsti anche l’uso di locali come foresteria e la disponibilità di aree polifunzionali per ospitare congressi, eventi musicali e fiere, oltre alla realizzazione di parcheggi a pagamento.
L’attuale fase prevede la pubblicazione della manifestazione di interesse, che darà la possibilità ad altri soggetti di presentare proposte concorrenti. Il proponente iniziale, prima di ottenere un eventuale diritto di prelazione, è tenuto a sostenere i costi per la redazione del Piano Economico-Finanziario e dello Studio di Fattibilità. Questo processo è regolato dalle norme del nuovo Codice dei contratti pubblici. Tutta la documentazione è stata prodotta in seguito a un confronto tra l’imprenditore, la struttura commissariale dei Giochi del Mediterraneo e gli uffici tecnici comunali. L’analisi dettagliata dei costi storici di manutenzione ordinaria e del consumo energetico dell’impianto, stimati in centinaia di migliaia di euro annui, farà da base per le offerte economiche dei gestori. Tali informazioni sono state recentemente rese pubbliche sul portale di trasparenza del Comune, secondo quanto riportato da Domenico Palmiotti del Quotidiano. L’esito finale della gara definirà chi avrà in concessione il gioiello infrastrutturale tarantino dopo i Giochi.













