di Domenico Ciquera
Durante il nostro appuntamento dedicato al Taranto Calcio, soprannominato Football Club, abbiamo incontrato l’ex rossoblù Giuseppe Siclari, che ha commentato la stagione del suo Foggia Incedit e ricordato con affetto i mesi trascorsi a Taranto.
Ultimo match
“Dopo un minuto e trentatré secondi eravamo già sotto 2-0. Un po’ per il periodo che stiamo attraversando, un po’ per il valore dell’avversario, ci ha subito tagliato le gambe. In questo momento, soprattutto a livello mentale, non siamo forti nel reagire.
Non c’è mai stata partita: nessun duello, né fisico, né tecnico, né agonistico. Siamo mancati un po’ in tutto e ci dispiace, perché non è stato un bello spettacolo, anche per il Taranto.
Nel secondo tempo si è visto che la gara è stata abbastanza controllata, ma noi siamo in una situazione mentale carente.
Oggi ci è arrivata l’ufficialità dei tre punti presi a tavolino, che sicuramente ci fanno respirare un po’, anche se restiamo giù in classifica. Però possono darci qualcosa a livello mentale. La nostra strada però è quella del campo: dobbiamo invertire la rotta al più presto.
Al di là di come siamo partiti, la classifica non è ancora drammatica, ma va assolutamente cambiata subito.”
Ricordi di Taranto
“Ho solo bei ricordi di Taranto. In quei sei mesi è stata un’esperienza bellissima, soprattutto perché venivo dalla Serie C e da qualche anno mi ero allontanato da piazze calde come Taranto.
Da giovane avevo giocato in città come Andria, Catanzaro, Brindisi… Poi, dopo aver militato nel Lazio in Serie D, arrivare a Taranto è stato come tornare a vivere quelle emozioni.
Ti senti davvero un calciatore, anche in Serie D. Giocare in uno stadio con 3, 4 o 5 mila persone è tutta un’altra storia.
Da lì in poi non ho più trovato piazze così importanti. Una volta che vivi un ambiente del genere, è difficile allontanarsene.”
Momento attuale del Foggia Incedit
“Qui a Foggia è un altro tipo di campionato, ma quello che ci è mancato è stato l’atteggiamento.
Io dico sempre che, a prescindere dagli obiettivi – che sia vincere o salvarsi – il succo è lo stesso: per noi salvarsi equivale a vincere il campionato, mentre per il Taranto vincerlo è l’obiettivo.
Sono qui da tre anni e mezzo e una situazione così non mi era mai capitata. Ho scelto questa società anche per motivi extra-calcistici e non me ne pento, anzi.
L’anno scorso abbiamo fatto 52 punti. Quest’anno, secondo me, il campionato è salito di livello: l’anno scorso c’era il Barletta e poi tutte le altre; quest’anno, anche per la sfortuna di Taranto e Brindisi, ci sono 3-4 squadre che vogliono primeggiare.
Mi ricordo che a Barletta giocammo una grande partita, persa 1-0 in modo immeritato, perché abbiamo avuto 3-4 occasioni nitide. Il problema è che contro certe squadre devi dare il 100%, e a volte neanche basta.”
Vicinanza al Taranto
“Quando finì il campionato, la prima persona che volevano confermare ero io.
Il problema è che non c’erano i presupposti a livello contrattuale – all’epoca i contratti erano diversi – ma più che altro era la programmazione che non mi convinceva.
Alla fine ho avuto ragione, perché quella stagione finì con la retrocessione. Ricordo che dissi al mio procuratore Michele: ‘Io non me la sento di prendermi questa gatta da pelare’.
Avevo la sensazione che sarebbe finita male, e infatti non mi sbagliavo. A Taranto avevo già capito come funzionava: è una piazza importante, ma molto impegnativa.
Non volevo, in modo egoistico, rovinare quei sei mesi bellissimi che avevo vissuto lì.”
Difetti della piazza
“Io dico sempre che piazze come Taranto vivono di calcio.
Vengono da anni gloriosi, hanno vissuto alti e bassi, e questo fa sì che non ti perdonino nulla. Dall’altra parte, spesso le società non riescono a gestire questa passione così forte.
Ma la verità è che Taranto non ha un vero difetto: chi arriva lì deve semplicemente capire con chi ha a che fare, cosa rappresenta quella maglia e quella gente. Serve chiarezza fin da subito.”
Mercato
“Per motivi anche extra-calcistici, ma soprattutto per l’attaccamento che ho verso questa società e il rapporto con l’allenatore, oggi penso solo a tirare fuori il Foggia Incedit da questa situazione.
Nel calcio tutto può succedere, ma ad oggi non ho ricevuto alcuna offerta e resto un giocatore del Foggia Incedit. Voglio contribuire a risollevare la squadra.”













