I Giochi del Mediterraneo 2026 rappresentano una grande opportunità per Taranto e per l’intero territorio, ma non possono essere considerati un punto di arrivo. A sottolinearlo è Massimo Ferrarese, commissario straordinario di Taranto 2026, che invita a guardare all’evento sportivo come all’inizio di un percorso di rilancio profondo e duraturo.
Secondo Ferrarese, i Giochi sono paragonabili a una “cura forte”, necessaria per rimettere in moto una città che ha dato molto al Paese e che ha pagato un prezzo altissimo, come nessun’altra realtà italiana. Una spinta indispensabile, dunque, ma che da sola non basta.
Perché la vera sfida inizia ora: trasformare l’occasione dei Giochi in un progetto collettivo, capace di coinvolgere la comunità locale, il tessuto imprenditoriale, le istituzioni territoriali, lo Stato e l’Europa. Serve, sottolinea il commissario, un’azione condivisa e coraggiosa, all’altezza della complessità e delle potenzialità di Taranto.
I Giochi lasceranno in eredità infrastrutture, impianti sportivi e competenze, ma avranno anche un altro effetto cruciale: accendere un faro internazionale sulla città. Una visibilità che permetterà a Taranto di essere conosciuta, apprezzata e guardata con occhi nuovi, anche oltre i confini nazionali.
La responsabilità, però, è collettiva. Sta a tutti trasformare quella luce in lavoro, sviluppo e prospettive concrete per il futuro. “Taranto può farcela – è il messaggio – ma solo se lo facciamo insieme”. Un appello all’unità e alla visione, perché Taranto 2026 sia davvero l’inizio di una nuova stagione.














