“A quanto ammonta il debito complessivo di Kyma Ambiente?”.
È la domanda posta da Giampaolo Vietri, capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Taranto, che interviene sulla situazione finanziaria di Kyma Ambiente.
“A quasi due mesi dall’affidamento della due diligence alla società Deloitte, tramite una consulenza da 40 mila euro, ancora non è dato sapere quale sia il debito reale dell’azienda tarantina. Un fatto che certifica anni di opacità e gestione superficiale”.
Secondo Vietri, mentre i conti resterebbero “avvolti nel mistero”, il sindaco Bitetti, in un incontro in Prefettura, avrebbe annunciato che la situazione finanziaria dell’azienda sarebbe talmente grave da non escludere, tra le ipotesi in campo, la privatizzazione.
“La cosa induce a diverse riflessioni: in primis, la sede istituzionale per avanzare un’ipotesi di tale portata è il Consiglio comunale, organo che ha competenza sugli atti strategici e sui piani finanziari delle società pubbliche. In secondo luogo, una decisione di questo tipo sarebbe in contraddizione con quanto promesso in campagna elettorale dalla coalizione che governa la città”.
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, la situazione di Kyma Ambiente “non è solo un esempio di gestione inefficiente dei soldi pubblici, ma anche il monumento all’incapacità del centrosinistra tarantino che amministra ininterrottamente Taranto da vent’anni”.
“Noi pretendiamo trasparenza immediata sui conti, sulle responsabilità e sul futuro dell’azienda: i tarantini non possono continuare a pagare il prezzo di anni di cattiva gestione. Fratelli d’Italia chiede risposte risolutive immediate e che tutto il dibattito sul futuro dell’Amiu ritorni nelle sedi competenti, le Commissioni consiliari e il Consiglio comunale. A tale riguardo ci batteremo affinché vengano tutelati i lavoratori e il sacrosanto diritto di tutti i tarantini a vivere in una città più pulita ed efficiente”.
“È ormai evidente – conclude Vietri – che l’amministrazione Bitetti, che si autoreferenziava presentandosi agli elettori pronta a governare, anche su Kyma Ambiente si dimostra incerta e priva di una necessaria strategia di rilancio dell’azienda di igiene urbana”.













