La Polizia di Stato ha arrestato un pregiudicato tarantino di 46 anni e denunciato in stato di libertà un suo presunto complice di 42 anni, entrambi ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
I “Falchi” della Squadra Mobile avevano posto sotto osservazione uno stabile di via Capecelatro, dove era stato notato un continuo andirivieni di giovani, molti dei quali conosciuti come tossicodipendenti, che dopo una breve sosta uscivano rapidamente dall’edificio.
Grazie a un’attività di osservazione resa complessa dalla conformazione dei luoghi, i poliziotti hanno concentrato i sospetti su un 46enne residente nello stabile, già condannato in passato per attività di spaccio. A destare ulteriori sospetti è stata anche la presenza di numerose telecamere installate all’esterno del condominio, presumibilmente utilizzate per monitorare l’intera strada e segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.
I Falchi hanno quindi deciso di intervenire, nonostante le difficoltà di raggiungere l’abitazione del sospettato senza essere scoperti. Approfittando dell’oscurità serale, i poliziotti sono riusciti a eludere il controllo delle telecamere e a farsi aprire la porta dal 46enne che, colto di sorpresa, con l’aiuto del complice presente nell’appartamento ha tentato di disfarsi della sostanza stupefacente gettandola nel water.
La rapidità dell’intervento ha però consentito agli agenti di recuperare, in vari punti dell’abitazione, alcune dosi preconfezionate di cocaina e il materiale necessario per il confezionamento dello stupefacente.
Nel corso della perquisizione sono stati inoltre sequestrati fogli manoscritti sui quali erano annotati i dettagli della presunta attività illecita e circa 3.000 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio.
Nel salone dell’appartamento è stato infine individuato un sofisticato sistema di videosorveglianza composto da sei telecamere, in grado di monitorare sia l’esterno sia l’interno del fabbricato.
Trasmesse le risultanze investigative all’Autorità Giudiziaria competente, il presunto responsabile dell’attività di spaccio è stato arrestato, mentre il complice è stato denunciato in stato di libertà.
Si ricorda che per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.













