Intervista a Pino Lorizio, coach della Prisma La Cascina Taranto, che fa il punto sulla stagione appena vissuta in un campionato competitivo e imprevedibile come la Serie A2.
“È stata una stagione complessa ma estremamente significativa. Tutte le squadre che si iscrivono a un campionato ambiscono al massimo risultato possibile: chi è in SuperLega punta allo scudetto, chi è in A2 punta alla promozione. È normale che i roster vengano costruiti e gestiti con questa prospettiva. Poi, però, bisogna fare i conti con la realtà: su 14 squadre solo una viene promossa, otto entrano nei playoff e le altre restano fuori.”
Un campionato, quindi, dove le aspettative non sempre coincidono con i risultati:
“Esattamente. Quest’anno è stato evidente come il risultato finale non sia stato legato esclusivamente alle ambizioni delle società né agli investimenti economici. Ci sono squadre che, secondo gli addetti ai lavori, avevano investito molto più di altre – penso a Taranto, Siena, Aversa, Catania – eppure alcune sono arrivate dietro di noi, una è addirittura retrocessa e un’altra non ha occupato una posizione dominante nella griglia playoff.”
Per il tecnico, il dato più rilevante è l’equilibrio del torneo:
“È la dimostrazione che oggi la A2 è un campionato durissimo, molto competitivo e soprattutto imprevedibile. Non bastano gli intenti, i desideri o gli investimenti economici per determinare il risultato finale. Ci sono tantissime variabili: la continuità, la gestione degli infortuni, l’equilibrio del gruppo, i momenti della stagione.”
Infine, il valore del percorso della squadra:
“Il valore di questa stagione dipende dalle difficoltà che abbiamo affrontato, dalla fuga di responsabilità di qualcuno nei momenti più complicati, dal coraggio che abbiamo avuto nell’allontanare chi non contribuiva a costruire, e dalla fiducia data a chi inizialmente non era nemmeno considerato.
A questo si aggiungono le scelte coraggiose fatte dallo staff durante le gare, la volontà di essere sempre una guida credibile e la fiducia ricevuta dalla società, elemento fondamentale nei momenti difficili.
Se poi consideriamo anche le difficoltà logistiche legate agli orari di questa stagione, credo che tutti – dai presidenti, l’avvocato Tonio Bongiovanni e la dottoressa Elisabetta Zelatore, al direttore Vito Primavera, fino a dirigenti, collaboratori, squadra, staff tecnico e medico – abbiano svolto un lavoro di altissimo profilo.
Questo percorso assume un valore importante, perché significa aver costruito qualcosa di solido in un contesto in cui nulla è scontato. Essere competitivi in un campionato così equilibrato vuol dire aver lavorato bene, al di là degli obiettivi iniziali.”














