La Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà un 68enne di origini calabresi, ritenuto presunto responsabile del reato di ricettazione.
Gli agenti della Polizia di Stato, in servizio presso la Sezione Polizia Stradale di Taranto, nel corso dei consueti controlli lungo le principali arterie stradali della provincia jonica, hanno fermato in un’area di servizio un camion telonato adibito al trasporto di bestiame.
All’interno del mezzo i poliziotti hanno riscontrato la presenza di 23 bovini, tre dei quali risultati privi di marca auricolare identificativa e sprovvisti di qualsiasi sistema di tracciabilità sanitaria previsto dalla normativa vigente in materia di identificazione animale e sicurezza alimentare.
Tale circostanza ha impedito di risalire all’origine dei tre animali e al loro stato sanitario, facendo emergere concreti dubbi sulla loro lecita provenienza.
Il successivo intervento del personale veterinario della ASL di Taranto ha confermato che i tre vitelli erano privi di identificazione auricolare e di documentazione sanitaria obbligatoria.
Considerato il concreto rischio sanitario legato all’eventuale immissione nella filiera alimentare di animali non tracciati, è stato disposto l’immediato affidamento dei tre bovini a una ditta specializzata per i successivi accertamenti sanitari e le eventuali operazioni di abbattimento, qualora ritenute necessarie per scongiurare rischi epidemici o infettivi.
L’autista del mezzo – un 68enne con precedenti penali e residente in provincia di Reggio Calabria – non ha fornito indicazioni chiare sulla provenienza dei capi di bestiame né sull’identità del venditore, dichiarando di essere a conoscenza delle irregolarità relative ai tre animali acquistati.
Si ricorda che, per l’indagato, vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.














