Due storie che si intrecciano in una sola stagione: quella di una squadra che sogna la Serie D e quella di un gol che, in una notte di playoff, ha cambiato il peso di un’intera qualificazione. Il Taranto arriva all’ultimo atto contro il Gladiator con un percorso costruito tra continuità, sofferenza e colpi decisivi, mentre il racconto di Apice – firmato da Giuseppe Di Cera e riportato da L’Edicola – consegna un’altra chiave di lettura emotiva di questa fase decisiva.
Sul piano tecnico, il cammino dei rossoblù di Ciro Danucci è stato chiaro: una lunga striscia positiva, iniziata dopo il suo ritorno in panchina a gennaio, ha permesso alla squadra di rimettersi in carreggiata e risalire fino alle zone alte. Undici vittorie e quattro pareggi hanno scandito una fase di crescita costante, fino ai playoff, dove il Taranto ha eliminato il Canosa e superato la semifinale regionale, arrivando alla sfida decisiva.
Come sottolineato anche da Il Quotidiano, la finale contro il Gladiator non è soltanto un passaggio sportivo ma un punto di equilibrio tra presente e futuro societario: ambizioni di risalita, necessità strutturali e l’urgenza di consolidare un progetto che guarda al professionismo.
Ma nella narrazione di questa stagione c’è anche un episodio simbolico, raccontato da L’Edicola attraverso la firma di Di Cera, che restituisce il lato più umano del percorso playoff. Ad Apice, una giocata ha cambiato la partita e forse anche il destino emotivo del confronto: il gol di Alfredo Trombino ha spezzato l’equilibrio di una gara che sembrava destinata ai tempi supplementari.
Alfredo Trombino, entrato nella storia recente del Taranto, ha vissuto la sua “corsa liberatoria” sotto il settore ospiti, mostrando la maglia numero 27 ai tifosi. Un gesto che racconta una stagione personale complicata, fatta di condizione fisica non ottimale e gerarchie da scalare, ma anche di attesa e riscatto.
Il suo gol – una conclusione da distanza ravvicinata dopo una serie di deviazioni in area – ha sbloccato una partita tesa, riportando entusiasmo in una piazza che temeva di dover passare da un finale più incerto. Un pallone “dolcemente” in rete, come descritto nel racconto, e un’esplosione che ha coinvolto squadra, tifosi e dirigenza presenti al “Perriello-Zampelli”.
Nel quadro complessivo, la squadra di Ciro Danucci si presenta ora all’appuntamento decisivo contro il Gladiator con una consapevolezza nuova: la solidità costruita nei mesi e la capacità di incidere nei momenti chiave.
Domenica ad Aversa si apre il primo atto, con il ritorno fissato per la settimana successiva. In palio non c’è soltanto la promozione, ma la sintesi di due racconti paralleli: quello di una squadra in cerca di stabilità e quello di un gol che ha trasformato una notte di playoff in un simbolo stagionale.














