di Maurizio Corvino – Erminio Fabio Riezzo
La sconfitta nella finale playoff nazionale di Eccellenza brucia ancora, ma a fare davvero male in casa Taranto è la rigidità dei regolamenti federali in materia disciplinare. Se la piazza e la tifoseria speravano ancora in un ritorno in Serie D attraverso la finestra del ripescaggio, il verdetto delle carte della Lega Nazionale Dilettanti è una doccia gelata: la strada è sbarrata da un saldo punti pesantemente negativo.
I verdetti del campo avevano consegnato al club rossoblù una dote minima ma che dava speranza grazie ai punteggi derivanti dall’essere arrivati all’ultimo atto degli spareggi nazionali e dallo status di capoluogo di provincia. Un tesoretto di partenza di tutto rispetto che, pur con un’anzianità di affiliazione azzerata (un solo anno di vita della nuova matricola) e lo zero alla voce attività giovanile, avrebbe potuto permettere al Taranto di giocarsela con le pretendenti. A ciò si aggiunga che si terrá conto dell’impianto di Massafra, in quanto le norme parlano della struttura che è stata utilizzata durante la stagione e quindi il nuovo Iacovone non concorre al calcolo del punteggio utile.
A spazzare via ogni residua speranza è stata però la scure della giustizia sportiva. Il regolamento della LND sui ripescaggi non perdona i comportamenti violenti e le sanzioni pesanti. I punti di penalizzazione subiti dopo la finale playoff, l’effetto devastante della maxi-squalifica del campo fino al 15 novembre 2026 e la gara a porte chiuse scontata in campionato, portano i rossoblu ad un pesante passivo nel conteggio, senza considerare quanto scaturirà dal calcolo delle posizioni in coppa Disciplina che potrebbero portare ulteriori punte decrementali e aumentare il passivo.
Ad oggi, salvo sconti da parte della giustizia sportiva a seguito di ricorso, sebbene non si conosca ancora il numero delle squadre in difficoltà e a meno che non vengano presentate pochissime domande a causa del versamento del fondo perduto, la via del ripescaggio per la stagione 2026/2027 diventa un’opzione poco percorribile per la squadra della famiglia Ladisa.
Certo è che, considerando solo i freddi numeri attuali, il futuro per i rossoblu passa inevitabilmente da un altro campionato di Eccellenza.














